Canada orientale, fino alle nebbie di Terranova

Tra Ontario, Quebec e Newfoundland, viaggio "on the road" verso l’ultimo avamposto vichingo

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  • di ludiaman
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Ci perdiamo poi perderci tra decine di insegne in cinese, ristoranti, negozietti che vengono di tutto e vetrine tappezzate di immagini di agupuntura o medicina tradizionale. Saliamo e scendiamo da qualche tram (molto comoda la Presto Card, ricaricabile); facciamop pausa in un pub; arriviamo infine in una via che meriterebbe un giro all’ora di cena: Spadina Avenue, piena di gente, locali, ristoranti di ogni Paese del mondo, un grazioso parco con giochi d’acqua, murales… Si respira la multietnicità di questa città. Ma noi siamo troppo stanchi: torniamo al treno, mangiamo qualcosa al volo in un 7eleven dell’aeroporto, facciamo un tuffo in piscina, e il giro finisce qua. Il resto della città ce lo godremo al ritorno.

L’indomani infatti siamo di nuovo in aeroporto: prendiamo il nostro volo per St. John’s, Newfoundland (cioè Terranova), e cambiamo di nuovo mondo. Cambia anche il fuso orario: a certificare la stranezza del posto, ci sfasiamo di un’ora e mezza rispetto a Toronto. Arriviamo più o meno alla stessa latitudine di Zurigo, o della Borgogna, ma il paesaggio e il clima sono quelli della Scozia, forse anche dell’Islanda. A giudicare dai cartelli stradali per motoslitte, che troveremo in giro per l’isola, o dagli iceberg vaganti che abbiamo intravisto dall’aereo, d’inverno deve esserci un clima ben più rigido.

3. Prime impressioni

Bene, è ora di ritirare la nostra prima macchina: una fantastica ibrida, con cambio automatico, piena di automatismi fantascientifici. La fortuna di quando le macchine della categoria prenotata sono finite e rimangono solo quelle superiori! Poi ci dirigiamo a un albergo che rimarrà nelle memorie di famiglia: il Super8 di St. John’s.

Che cos’ha di particolare? Innanzitutto, una piscina con scivolo a due piani tipo parco acquatico, e idromassaggio a lato. Poi la macchinetta per farsi i pancake al mattino. Poi le camere grandi. E i costi modici. Infatti per il resto non c’è molto, la colazione è di qualità bassissima, e la frequentazione è tutta di famiglie che viaggiano a basso budget. Tutto molto americano!

La prima cosa che ci colpisce delle frequentazioni locali è… l’obesità media della gente. Noi non siamo dei fanatici del fitness, e poi lo sappiamo bene che in America la dieta media è diversa... Ma a Toronto non avevamo visto una frequenza tale di persone sovrappeso, e non la vedremo nemmeno in Quebec. Qua invece sono la maggioranza assoluta!

In effetti ci spieghiamo presto il motivo: a Terranova, se si escludono i ristoranti di più alto livello di St. John’s, qualsiasi ristorante è di fatto una friggitoria, o una griglieria, o a massimo un pub: cibo anche molto buono, ma mai leggero. E poi, se si escludono i rari supermercati presenti nei centri più grandi, qualsiasi minimarket dell’isola è un posto pieno di junk food e surgelati, dove lo striminzito banco delle verdure contiene solo patate, cipolle, quattro cetrioli appassiti (letteralmente!) e un mazzetto di carote mollicce.

Detto questo, per il nostro primo pomeriggio e serata sull’isola esploriamo un paio di località che ci sono subito piaciuti molto: cominciamo con una passeggiata sul vicino promontorio di Battery Park, passando sotto la Cabot Tower, e godendoci la vista sulla scogliera, il cielo sereno e il vento dell’Oceano. Il tempo oggi è splendido. Poi un giro a Quidi Vidi, grazioso e minuscolo villaggio di casette in legno e palafitte affacciate su un fiordo.

È molto vicino alla città ed è famoso anche per l’omonimo birrificio, dove si può entrare, salire nel luminoso salone vista fiordo, e ordinare una degustazione delle ottime birre prodotte sul posto. Alcune sono fatte con l’acqua di scioglimento degli iceberg. La vista, l’atmosfera, e anche le birre meritano una visita (tant’è che ci torneremo)

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