Lungo le rive del San Lorenzo

Ero già andata in Canada 2 volte, ma ero stata soltanto un paio di giorni a Montreal, e mi ero ripromessa di tornare in Quebec per seguire il San Lorenzo fino al mare, e così abbiamo deciso di fare la ...

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  • di tappunto1
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Ero già andata in Canada 2 volte, ma ero stata soltanto un paio di giorni a Montreal, e mi ero ripromessa di tornare in Quebec per seguire il San Lorenzo fino al mare, e così abbiamo deciso di fare la scorsa estate io e mia sorella. La volta precedente eravamo partite per la Nuova Scozia e Terranova, avendo prenotato dall’Italia soltanto il noleggio di un auto. Stavolta però abbiamo deciso di fare un viaggio più rilassato, prenotando tutti gli alberghi in anticipo dall’Italia, per non rischiare di non trovare dove dormire come ci era successo qualche volta a Terranova, dove le distanze tra un paese e l’altro sono grandi e gli alberghi pochi. Abbiamo trovato un viaggio che ci sembrava adatto sul catalogo della Giver “ Splendid Nature of Quebec” che permetteva di vedere siti storici e anche parchi naturali. Così abbiamo fissato il nostro viaggio con un pernottamento in più all’inizio e alla fine dell’itinerario a Montreal e abbiamo trovato da sole il volo tramite internet con la compagnia canadese di charter “Transact”.

1° GIORNO PARTENZA PER MONTREAL 20 LUGLIO 2009 La fila al checkin dura più di un’ora. La paura per il virus H1N1 non sembra aver contagiato i passeggeri, speriamo che sia così anche per il virus stesso. I monitor per i film sono un po’ lontano da noi, ma pazienza. Con il solito traffico estivo non si riesce a partire puntuali e si sta piuttosto stretti, 9 sedili per fila più i corridoi, gambe e braccia non trovano mai abbastanza spazio. Riceviamo pranzi e spuntini vari, poi 2 film e infine un po’ di riposo. A Montreal verso le 19 locali, il tempo è abbastanza buono. I bagagli arrivano prima di noi. Prendiamo la navetta che va alla stazione centrale degli autobus e poi un altro piccolo bus, che smista i viaggiatori tra i vari alberghi, così raggiungiamo il nostro il “Days hotel”, non proprio centrale, molto grande, come spesso da queste parti, la stanza enorme per gli standard europei, con due letti matrimoniali, teiera elettrica, televisione, computer ed elenco dei prezzi per rimborsare ogni eventuale danno a mobili o accessori. Cerchiamo di sfogliare depliants per fare il programma per domani e per non dormire troppo presto, dobbiamo, infatti, cercare di abituarci al più presto al nuovo orario, verso le 2 (ora italiana) però crolliamo. 2° GIORNO MONTREAL 21-7 Alle 7 (locali) basta! Cominciamo la giornata, inutile cercare di dormire ancora, con la luce che filtra, i rumori, ecc. La colazione, compresa nel prezzo della stanza, è continentale ma sufficiente. La giornata è molto bella, e forse anche un po’ troppo calda per noi che siamo venute in Canada sperando in un clima più fresco che in Italia. Usciamo presto per l’orto botanico, nella zona olimpica, che apre alle 9. Compriamo la tessera di libera circolazione su autobus e metropolitana per tutta la giornata a 9 dollari, alla stazione della metropolitana più vicina all’albergo, quella di “Guy-Concordia”. Poi dalla fermata della metropolitana “Pio nono” bisogna camminare un po’, ci sarebbero degli autobus, ma non si capisce molto bene ogni quanto tempo dovrebbero passare. Si vede la strana torre olimpica, su cui siamo salite nella visita precedente. Il giardino è il più grande del suo genere dopo i “Kew gardens” di Londra e quello di Berlino. Non riusciremo neanche a girarlo tutto. Ci sono delle serre con percorsi obbligati, vari ambienti di diverse zone geografiche, una collezione di bonsai cinesi, ecc. All’aperto altre zone con piante ornamentali, medicinali, alimentari, velenose; poi lo stagno con ninfee, uccelli e tante persone sedute lì con i loro cavalletti a disegnare e dipingere. Poi i giardini etnici; dei nativi americani, cinese e giapponese con anche costruzioni in stile. Passano ore e cominciamo ad essere veramente stanche, ci sarebbe anche un trenino, ma poi come si vedono e fotografano le piante? Guardiamo il negozio fornito di semi e bulbi ma non compriamo niente, perché incerte su cosa scegliere. Di nuovo verso il centro con la metropolitana per non perdere tempo, con un cambio arriviamo fino al municipio. Ci fermiamo a mangiare in un bistrot verso le 13.30 “A Propos” un’insalata con “chevre chaude” (cioè con crostini caldi con formaggio di capra un po’ fondente) e poi una creme bruleé al momento con una fiamma alimentata da una bomboletta di gas. Di fronte c’è il museo Ramazay, uno dei più antichi palazzi di Montreal, è appartenuto prima a una ricca famiglia, poi è passato allo stato e nel 1775-76 anche ai ribelli delle colonie americane in rivolta contro l’Inghilterra, che avevano occupato Montreal. Nel XIX secolo è stato donato alla società archeologica ed è stato aperto come museo sulla storia di Montreal e del Quebec con oggetti antichi, mobili, quadri e un piccolo giardino di città. Interessante, ma siamo già stanche! Andiamo comunque all’ufficio turistico e poi aspettiamo due bus per tornare un po’ in albergo a riposare. Bisognerà uscire di nuovo per prendere la macchina a noleggio verso le 18, di nuovo in metropolitana e poi un tratto di strada a piedi, eccoci finalmente all’agenzia Hertz, sembra tutto O.K. A parte il fatto che cercano di venderci un’assicurazione più sicura e ci danno una macchina gigante, una specie di SUV, una Ford Edge, invece di una più piccola della prima categoria, ma sempre per lo stesso prezzo. C’è la zona commerciale di McGill qui vicino, così, prima di tornare in albergo, entriamo nel centro commerciale Eaton. Ci sono molti negozi ed anche in Canada è periodo di saldi, e alcuni prezzi sono abbastanza buoni, ma al prezzo scritto sul cartellino bisogna sempre aggiungere la tassa locale e statale (che fatica!). Alla fine, per non perdere troppo tempo e poter andare a riposare, compriamo due sandwich da portare in albergo, bisogna aspettare un bel po’ per averli fatti sul momento, però nel frattempo ci offrono acqua e ghiaccio gratis. I panini ci sembrano anche piuttosto cari, sui 5 dollari canadesi. Però scopriamo che si tratta di una cena, anche abbondante: un panino gigante, insalate, chips (di mais), pane e burro più salse strane, qualcosa resterà anche per domani, così avremo ad un solo prezzo due pasti

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