Il sorriso addosso: Cambogia

Tutto ruota attorno alla mia voglia di vedere il Preah Vihear Prasat, il controverso sito archeologico Khmer, al confine tra Thailandia e Cambogia che già due anni fa avevamo tentato di visitare al rientro dal Laos

  • di Mixer
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Fa veramente caldo, anche i cambogiani dicono che è atipico (…e te pareva…tutto il Mondo è paese).

Prima tappa i Norry, il bambù train.

Praticamente la ferrovia costruita durante la guerra civile degli anni 80. I contadini la utilizzavano per andare da Phnom Phen a Battambang e viceversa. Ancora oggi qualcuno ne fa uso ma ai turisti è concesso di percorrere un piccolo tratto di circa 7 Km, previo pagamento di 5 usd.

È un’esperienza ovviamente turistica, ma l’ho comunque trovata molto piacevole, in quanto il percorso si snoda nella campagna cambogiana: ogni tanto si può gustare l’attraversamento di ponticelli, terreni coltivati e sbirciare la vita contadina seduti sui cuscini della tua piattaforma in ferro e bambù. Poiché il binario è unico, ogni “vagone” che arriva nella direzione opposta, è occasione per smontare il mezzo per poi rimontarlo una volta che il primo ha transitato! Insomma mi sono divertita moltissimo!

Il piccolo villaggio, al termine dei 7 km dove scendiamo, è assolutamente ad uso e consumo dei turisti, ma volendo si può cogliere l’occasione per sgattaiolare lungo i binari e trovare subito casette e persone molto cordiali che vogliono scambiare con noi solo sorrisi e le rituali frasi inglesi di benvenuto! Tanti i bambini che vendono per “only 1 dollar” i braccialetti in tessuto variopinto.

Seconda tappa è la vecchia casa in teak di Mrs. Bun (http://mrsbunshouse.com), costruita nel 1920 ed ora aperta come museo dalla pronipote degli primi abitanti.

La casa è bellissima e anche se i “cimeli” antichi, citati dai depliant turistici, non sono propriamente imperdibili, al contrario è molto interessante ascoltare la ragazza che ci racconta della vita che hanno fatto i suoi nonni ed i suoi genitori e di quel che è accaduto poi con l’avvento dei Khmer Rossi e di come tutti i loro sogni siano stati spazzati via dai massacri di Pol Pot.

Terza tappa del nostro tour il Wat Phnom Banan (entrata 3 usd).

Sono le ore 14. Fa un caldo infernale e dove si trova il tempio? Ma naturalmente in cima ad una scalinata di 350 gradini (se consulterete internet noterete che il numero è altamente variabile … secondo me a seconda del caldo che i viaggiatori trovano!). Facciamo buon viso a cattivo gioco e ci accingiamo, anche se piuttosto provati, a salire. Ormai ne abbiamo fatto una regola, una nostra tradizione di viaggio nel toppare gli orari per certe attività.

Siamo noi e altri 2 turisti. L’unica fortuna è che la scalinata è parzialmente in ombra quindi dopo ogni 4,5 gradini (anzi gradoni…) ci possiamo fermare a riprendere fiato.

Arriviamo in cima zuppi e accaldati da far paura.

I templi sono in cattivo stato, quasi tutti ruderi, ma la pace è assoluta. Un guardiano e la moglie stanno facendo un pranzetto e sorridendo ci invitano a sedere con loro. Il piatto di riso è talmente piccolo che, ringraziando, gli facciamo intendere di aver già mangiato e ci allontaniamo per girellare tra i ruderi.

Durante la discesa ci fanno compagnia le scimmie; sarà che siamo solo noi due, sarà che hanno caldo pure loro, ma nessuna ci molesta come tanto declamato dalle guide o da altri viaggiatori. Troveremo alla base della scalinata due bambini che giocano. Uno si accorge che lo sto guardando e allora compie un gesto che sulle prime avevo pensato fosse un gioco, ma poi mi accorgo che quella che si sta togliendo non è una scarpa…ma una protesi inserita sul moncherino. Lui sorride ed io con un groppo alla gola gli accarezzo una spalla.

Pranziamo ottimamente in uno dei banchetti presenti, mentre Mr. Takei riposa sopra un’amaca montata diagonalmente sul suo mezzo di locomozione!

La strada “più corta” per arrivare al Phnom Sampeau, attraversa tanti campi di mango. (http://www.tourismcambodia.com/travelguides/provinces/battambang/what-to-see/29_sampeou-mountain.htm; entrata 3 usd pp). E’ un effetto “Camel Trophy” molto divertente e “very jumping” come il nostro autista dichiara, e che mette a dura prova la macchinetta che ci ospita

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