Il sorriso addosso: Cambogia

Tutto ruota attorno alla mia voglia di vedere il Preah Vihear Prasat, il controverso sito archeologico Khmer, al confine tra Thailandia e Cambogia che già due anni fa avevamo tentato di visitare al rientro dal Laos

  • di Mixer
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Cambogia, di nuovo, 11 anni dopo.

Tutto ruota attorno alla mia voglia di vedere il Preah Vihear Prasat, il controverso sito archeologico Khmer, al confine tra Thailandia e Cambogia che già due anni fa avevamo tentato di visitare al rientro dal Laos.

In quell’occasione e proprio in quei giorni di novembre, la corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite dell’Aia, aveva definitivamente assegnato la sovranità del sito alla Cambogia, e quindi…nisba…dalla parte tailandese non si poteva più entrare...!

Eccoci quindi a Siem Reap. Nessun luogo, o punto cardinale o lungofiume, è simile a quanto visitammo nel 2004. Allora anche l’asfalto era un lusso. Oggi, pur rimanendo caotica, secondo me, è ancora una tra le località del sudest asiatico dove è possibile trascorrere alcuni giorni senza annoiarsi e lasciarsi avvolgere dalla calda (anzi, considerati i 32°… caldissima), profumata, appiccicosa e polverosa vita cittadina.

La moltitudine di turisti rimane il tempo necessario di 2 o 3 giorni, quasi esclusivamente per visitare il famoso sito di Angkor.

Dopo esserci sistemati alla Popular Boutique Guesthouse (www.popularboutiquehotel.com – 32 euro con colazione), girovaghiamo lungo il fiume, anima e punto nevralgico di tutta la vita di Siem Reap. Siamo molto stanchi e quindi ci fermiamo abbastanza in fretta per cenare al “Father’s” ottimo ristorantino gestito da una famiglia cambogiana.

29 novembre

Torniamo a visitare il Wat Bo. Strano ed antico luogo, deserto, sporco ma affascinante. Oggi è chiuso ma l’atmosfera è pacifica e l’albero di frangipane dove sostiamo per tentare di non farci sopraffare dal caldo è profumatissimo. Microgatti, monaci in malarnese ed una gigantesca scrofa crogiolano al sole e ci fanno compagnia lasciandosi fotografare ben volentieri.

Alle 13.30, puntualissimo, arriva direttamente al nostro Hotel il minivan della Mekong Express (9 usd pp, acquistato dal sito www.camboticket.com) con il quale alle 17,15 arriviamo a Battambang; ci siamo separati dalla nostra compagna di viaggio poiché lei si dedicherà alle visite dei siti archeologici che noi abbiamo già visitato nel 2004.

L’hotel Classy (www.classyhotelspa.com – 69 euro per 2 notti con colazione) è bellissimo; la nostra stanza è enorme e con vista sul fiume. Battambang ci appare da subito molto ampia ed ariosa e soprattutto meno trafficata rispetto a Siem Reap. Gli abitanti hanno un atteggiamento più rilassato e disinteressato a noi, turisti bianchicci che si aggirano sudati, molto sudati, per le ordinate e regolari vie della loro città che ovunque ricordano la dominazione francese, attraverso i grandi viali e le belle e decadenti case coloniali.

Ceniamo al White Rose dove ad un certo punto si mette a piovere a dirotto…nel senso che nel giro di pochi minuti cade dal cielo una quantità di acqua spaventosa, da non far più vedere i confini tra il ristorante e la strada. I commensali vengono immediatamente spostati all’interno del locale e il barbecue sulla strada dove le cuoche stavano grigliando pesci, polli, frattaglie, etc… viene coperto con ombrelli e teloni, nella calma più assoluta e nel divertimento dei locali che sono abituati a scene come queste, ovvero a noi turisti che guardiamo stupefatti il cielo e fotografiamo come deficienti l’acqua che cade ed inonda le strade. Si continua la cena un po’ più inumiditi, ma neanche tanto, considerata la scarsa differenza tra umidità climatica e quella procurata dall’acqua piovana!

30 novembre

Dopo un po’ di incertezze dovute al poco dormire procurato dal jet lag, ma soprattutto dal caldo esagerato che ci impedisce di passeggiare tranquillamente, decidiamo di cedere alle lusinghe del Sig. Takei. Ha un grazioso “car-tuk” (chissà se si chiama così…), ovvero un veicolo metà automobile e metà tuk tuk con il quale patteggiamo l’intera giornata per 25 usd

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