Sul Mekong a Chiro

Il viaggio solidale di Luca e Aga continua in Cambogia

  • di LucAga
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Scendiamo dal bus alla stazione di Kampong Cham, a circa 6 km dal villaggio di Chiro, ed il nostro amico Cedric è già li ad aspettarci, abbronzatissimo e sorridente. Abbiamo avuto il piacere e la fortuna di conoscere Cedric durante uno dei nostri fugaci soggiorni a Bangkok e, una sera tra una chiacchiera e l'altra, ci aveva raccontato di questo tranquillo villaggio sulle rive del Mekong, in cui lui era stato sino a qualche mese prima. Nemmeno mezz'ora era trascorsa che avevamo già dato la parola a Cedric che saremmo sicuramente passati dal villaggio per qualche giorno. Incredibilmente le nostre strade si incrociavano nuovamente; che sorpresa trovarlo qui. E pensare che era partito per il Giappone, sicuro di fermarsi a lavorare per almeno un anno. Non è durato più di una settimana, gli mancava troppo il piccolo villaggio di Chiro. Scopriamo che sono ormai 4 mesi che è qui ed ha imparato Khmer sufficientemente bene da poter intrattenere una conversazione senza grossi problemi. Una manna dal cielo per noi! Senza di lui la nostra esperienza sarebbe sicuramente stata molto più difficile e molto meno interessante. Grazie alla sua conoscenza della lingua abbiamo avuto la possibilità di apprendere rapidamente usi e costumi locali, raccogliere tantissime informazioni e inserirci velocemente nella vita della comunità.

Non so se saremo in grado di trasmettervi l'importanza che queste due settimane trascorse qui a Chiro Village abbiano rappresentato per noi. Sono state il momento più importante ed intenso del nostro viaggio, sino a questo momento. Abbiamo instaurato un legame profondo con la gentilissima famiglia che ci ospitava; è come se avessimo una seconda famiglia qui in Cambogia: abbiamo una mamma ed un papà, 5 fratellini e 2 sorelline. E' stato così difficile lasciarli e partire... Non c'è dubbio che torneremo il prima possibile a trovarli. Troppe cose interessanti sono accadute in queste settimane per raccontarvele tutte ed è altresì impossibile stilare un racconto con un unico filo conduttore, bisognerebbe tralasciare alcuni eventi che per noi invece hanno grande valore. Sarà quindi meglio raccontarvi degli spezzoni di vita a cui abbiamo avuto la fortuna di assistere, di modo che possiate avere un'idea più completa di ciò che per noi queste due settimane a Chiro abbiano significato.

Sophal, il fratello di "Ma", cosi chiamavamo amichevolmente la nostra mamma cambogiana, lavora per un'ONG che si occupa di inserire centinaia di ragazzini, provenienti da famiglie economicamente svantaggiate, in corsi di formazione professionale, prevalentemente nel settore dell'accoglienza turistica. Per accedere a questi corsi i ragazzini devono superare alcune selezioni, tra cui una prova d'inglese. A questo proposito, Sophal ha attivato nel suo villaggio un corso d'inglese con l'intenzione di fornire una conoscenza di base della lingua ai bambini di Chiro, aumentando quindi le chance di superare le selezioni. Il corso è gratuito e l'unico insegnante viene pagato grazie alle offerte che i turisti, in crocera sul Mekong, lasciano durante la loro breve sosta a Kampong Cham; i bambini, che seguono anche un corso di musica tradizionale Khmer, offrono un divertente spettacolo di musiche e balli ai turisti che attraccano una volta a settimana, ricevendo in cambio le donazioni. Nonostante il progetto sia ancora in fase embrionale si iniziano ad osservare già alcuni risultati positivi: lo scorso anno, per esempio, 3 ragazzine sono riuscite a superare le selezioni e ad accedere ai corsi di formazione; speriamo siano solo le prime di una lunga serie. Il corso di inglese si tiene il primo pomeriggio, una sorta di dopo-scuola. Al momento vi sono 4 classi, ognuna formata da una ventina di bambini, ma le richieste sono in continuo aumento. Il problema è che le donazioni dei turisti non sono quasi mai sufficienti per pagare il maestro d'inglese, tanto che Sophal ha dovuto spesso versare soldi di tasca propria. Dato che un insegnante da solo non è oggettivamente in grado di seguire 4 classi, l'apporto dei volontari è molto apprezzato, soprattutto se si ha la possibilità di fermarsi per lunghi periodi, al contrario di quanto abbiamo fatto noi due, per poter effettivamente contribuire allo sviluppo ed alla riuscita del progetto.

Comunque sia la gente di Chiro è ben contenta di accogliere viaggiatori anche solo per mezza giornata, anche solo per un paio d'ore; non avendo alcuna possibilità di viaggiare nè di ricevere informazioni attraverso televisione ed Internet, gli unici contatti con il mondo esterno li hanno grazie ai pochi turisti che si avventurano nei pressi del villaggio. Se avrete mai la fortuna di passare da queste parti rimarrete certamente sorpresi dalla loro accoglienza e dalla loro curiosità. Se foste interessati a ricevere maggiori informazioni sul villaggio e sulla possibilità di trascorrere un periodo di volontariato a Chiro, potete contattarci su Facebook "Luca ed Aga...Vagabondi", dove potete anche trovare molte più foto del nostro viaggio, oppure dare un'occhiata al profilo dell'associazione, sempre su Facebook "Organisation for Basic Training"; è ancora in via di aggiornamento ma speriamo di poterlo arricchire maggiormente una volta rientrati in Europa. Tra l'altro, nei prossimi mesi si vorrebbe attivare un programma di Home-Staying, di modo che chiunque fosse interessato a visitare il villaggio, possa soggiornare a casa di una delle gentilissime famiglie che vivono a Chiro

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