Non solo Angkor

Ciao a tutti i viaggiatori, mi chiamo Marco e lo scorso marzo sono stato in Cambogia insieme a Stefania, un viaggio indimenticabile che voglio condividere con tutti voi !! La Cambogia si è aperta da pochi anni al turismo dal ...

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  • di mapko64
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Ciao a tutti i viaggiatori, mi chiamo Marco e lo scorso marzo sono stato in Cambogia insieme a Stefania, un viaggio indimenticabile che voglio condividere con tutti voi !! La Cambogia si è aperta da pochi anni al turismo dal momento che solo nel 1998 si sono esauriti gli ultimi focolai di guerra civile. Attualmente la maggioranza dei visitatori si affida a tour organizzati visitando solo Phnon Penh e Angkor. Noi abbiamo optato invece per un viaggio integralmente “fai da te”, prenotando dall’Italia solo la prima notte a Phnom Penh e organizzando tutto il resto sul posto. Purtroppo avevamo a disposizione solo un decina di giorni e quindi ci siamo dovuti limitare alla parte centrale del paese. L’esperienza è stata del tutto positiva sia perché ci ha permesso un contatto molto maggiore con la realtà locale, sia perché il paese offre molte possibilità a chi viaggia per conto proprio. Per gli spostamenti non abbiamo mai avuto nessun problema: per le tratte più lunghe abbiamo utilizzato praticamente tutti i possibili mezzi, shared taxi, speed boat, minibus, moto, ecc. Mentre per le gite più brevi ci siamo affidati agli onnipresenti motorini con guidatore (salvo la splendida esperienza in bicicletta ad Angkor). Le nostre guide sono sempre state molto puntuali ed efficienti e nella maggioranza dei casi anche simpatiche e disponibili (l’unica eccezione è stata a Kratie). Prima di partire avevo letto che le strade della Cambogia sono considerate tra le peggiori dell’Asia per il loro stato disastroso, frutto di anni di guerra ed incuria. In alcuni casi la situazione si è rivelata tale, ma le cose stanno rapidamente cambiando e in altri casi i recenti lavori hanno ripristinato una situazione dignitosa (sorprende piuttosto vedere circolare moltissime auto senza targa !!). Anche per l’alloggio tutto è stato estremamente facile: ci siamo affidati alle numerose guesthouse, molto economiche ma sempre pulite e piacevoli.

Il viaggio si è svolto nella stagione secca e questo ci ha dato il notevole vantaggio di poterci muovere senza il problema della pioggia, anche se in questo periodo i paesaggi delle campagne sono molto diversi dall’immaginario dell’estremo oriente: la lunga assenza della pioggia li rende spesso brulli e polverosi, sicuramente meno belli che in altri periodi dell’anno. Una sorpresa della Cambogia rurale sono stati i villaggi, con le loro caratteristiche case a palafitta in legno, talvolta veramente incantevoli. Nelle città decenni di guerra hanno lasciato il segno e a volte le “attrattive” sono limitate agli edifici semidistrutti del passato. La “ragione” di un viaggio in Cambogia è la visita della stupefacente Angkor. Nonostante le letture preparatorie prima del viaggio, lo spettacolo dei templi mi ha colto di sorpresa lasciandomi senza fiato. Il loro numero è incredibile, la loro bellezza senza paragoni. Sono tante le immagini che mi si sono scolpite nella mente: gli alberi del Ta Prohm con le loro incredibili radici avvolte tra le rovine, gli splendidi bassorilievi di Banteay Srei simili ad intarsi nel legno, la maestosità di Angkor Wat con gli interminabili bassorilievi e le incantevoli apsara, le decine di volti enigmatici sulle torri del Bayon e tante altre ancora. A tutto ciò si deve aggiungere l’incanto del sito avvolto nella giungla. A parte gli splendori di Angkor alcuni dei momenti più piacevoli del viaggio sono stati quelli trascorsi insieme ai locali: il bagno nel fiume insieme ai bambini vicino Kampot e il viaggio in minibus verso Kompong Thom. Le chiacchierate con i vari moto-driver ci hanno permesso di farci un’idea sulla situazione del paese. Il passato recente della Cambogia è tremendo: quanto abbiamo visto nei killing fields e nel museo ospitato nella prigione S-21 mi ha veramente scosso, facendomi capire fino a quale punto possa arrivare la perfidia degli uomini. I cambogiani sembrano volere comunque guardare al futuro, dimenticando il passato (anche troppo in fretta visto che molti colpevoli dell’olocausto sono ancora vivi ed impuniti). Nell’estate del 2003 si terranno le libere elezioni, ma la democrazia e ancora giovane ed il partito del primo ministro Hu Sen fa il bello e cattivo tempo. Il paese è estremamente povero, ma in giro si vedono alcuni segnali incoraggianti: le scuole sono numerose e affollate, grazie ai finanziamenti esteri si effettuano le prime indispensabili opere pubbliche. La preoccupazione è naturalmente quella di un neo-colonialismo economico e di un paese nel quale la ricchezza sia in mano a poche persone. Ad Angkor ad esempio gli alberghi di lusso sono molto numerosi ma chissà quanti sono gestiti da ricchi uomini d’affari tailandesi mentre la povera gente vive in abitazioni veramente misere lungo il fiume. I cambogiani sono un popolo simpatico, mite e sempre sorridente, e non rimane quindi che augurargli per il futuro tutto il possibile bene (se lo sono proprio meritato !!)

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