Sante, cavalli e Rom

La festa di Sara La Nera in Camargue, in camper

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  • di Agnese Palma
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro

Vive le Saintes Marie, vive la Saint Sarà!” Si scrive proprio così in francese? Non lo so e non mi interessa, quel che resta nel ricordo è la litania che l'altoparlante trasmette dalla chiesa fortezza di Saintes Marie de la Mer, durante la cerimonia del 24 maggio per onorare Sara la Khali, la Nera protettrice del popolo Rom.

Ogni anno migliaia di zingari europei si radunano in questo paesino per un pellegrinaggio alla loro Mecca.

Ampie aree di sosta appena fuori il paese accolgono le centinaia di camper e roulotte dei pellegrini zingari, ma il benpensante non creda che l'amministrazione dovrà passare giorni a ripulire la zona. Nei tre chilometri che separano il camping dal centro, camping dove abbiamo sostato in un eccesso di inutile prudenza, si costeggia tutta la grande area di sosta riservata agli zingari, e non c'è traccia di immondizia in giro.

Bel posto la Camargue, zona protetta di lagune salate, stagni, canneti, un habitat ideale per centinaia di specie di uccelli. Poche fattorie, nessuna speculazione edilizia, zona di allevamento di tori e bianchi cavalli, per l'appunto di razza camarguais che si vedono pascolare nei prati.

Con un pizzico di fortuna si avvistano anche i fenicotteri. Quando soffia il Mistral il cielo si libera dalle nubi e mostra un azzurro intenso che riempie gli occhi.

Sono più simpatici anche i francesi, qui in Camargue, forse perchè non sono completamente francesi: influenze spagnole li contaminano, e la presenza delle scritte in occitano, antica lingua romanza medievale, li rendono come essa un misto di francese-italiano-spagnolo.

Esistono diverse varianti della leggenda. Secondo una delle più diffuse, quella di Santa Sara sembra derivare dalla fuga dalla Palestina di Maria Josè e Maria Salomè, una Maria sorella della Madonna e l'altra madre degli apostoli Giacomo e Giovanni. Abbandonate su una barca senza vele e senza cibo, furono salvate dalla giovane serva egiziana nera, Sara, il cui mantello magico si trasformò in una barca e portò le sante donne fino in Camargue.

La chiesa cattolica proclamò sante le due Marie ma Sara no, non fu mai santificata forse perchè nera, amata dai Rom e magari anche mezza fattucchiera.

Rom, Gitani, Manouche ed altre varie etnie non badano a questi dettagli istituzionali e l'hanno proclamata Santa di fatto, simbolo e protettrice di tutti gli zingari, ed oggi il Vescovo di zona presiede al rito.

Il suo culto sembra anche collegato alla dea Khali, per il nome ed il fatto che viene immersa in acqua; è nota l’origine indiana dei Rom, che avvalora questa ipotesi.

Inoltre viene quasi naturale associare Sara la Nera al culto delle svariate Madonne Nere sparse per il mondo.

Del resto la Chiesa cattolica è sempre stata molto attenta ad insediarsi sulle ricorrenze e le liturgie di culti precedenti; le più popolari feste tradizionali di Santi spesso conservano parte dei caratteri pagani originari.

Sembra che la conversione al cattolicesimo degli zingari fosse stata spinta dalla necessità di ottenere dal Papa il lasciapassare di transito, approssimativamente nel quindicesimo secolo. Non ho trovato, però, notizie precise in merito. Genericamente si può dire che le popolazioni nomadi d'Europa hanno solitamente adottato la religione del paese ospitante.

In uno spiazzo erboso ben curato, appena fuori il camping, c'è un memorial ad un nobile italiano, il marchese de Baroncelli, che rinunciò titolo e privilegi per diventare un buttero della Camargue, e viene onorato come storico sponsor della Camargue.

Il sangue blu, però, gli tornò utile con il Papa, che dubito avrebbe ascoltato un semplice vaccaro. Fu Baroncelli ad ottenere, nel 1935, che la chiesa riconoscesse il culto di Sara la Nera (pur non proclamandola mai santa), ed istituzionalizzare una processione tutta sua.

Precedentemente solo le due Marie avevano quest'onore, ed ora il sabato è dedicato a santa Sara e la domenica alle Marie. La processione e la mescolanza di etnie come la vediamo oggi si è consolidata solo nel dopoguerra, quasi come riscatto dopo le persecuzioni e lo sterminio degli zingari per mano nazista

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