Calabria, per vedere e capire

Un breve ma intenso tour di 9 giorni, sospeso tra passato e presente

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  • di brabam
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Premessa

Prima di recarsi in questa bella regione sarebbe opportuno conoscerne un po' la storia. Dalla notte dei tempi la Calabria e la Sicilia sono state mete ambite da molte popolazioni. Una civiltà tra tutte le ha rese belle e fiorenti: quella greca. Infatti la Magna Grecia pare fosse talmente bella da superare la Madrepatria. Poi vennero i Romani, che non fecero altro che portare avanti l'eredità ricevuta dai greci. Dopo la disgregazione dell'Impero Romano, anche ad opera di una nascente religione monoteista, il Cristianesimo, vennero i Bizantini, che non erano altro che Greci e Turchi (insieme con altre popolazioni dell'est Europa) eredi del Sacro Romano Impero (l'Impero d'Oriente) la cui capitale era Costantinopoli (l'attuale Istanbul). Questi dominatori (tra cui spesso si trovavano anche veri e propri pirati, che razziavano e facevano schiavi) non erano molto attenti ai bisogni delle genti calabre e sicule, piuttosto pensavano a farsi le lotte per il potere, c'erano intrighi di palazzo, lotte intestine, fazioni, tutto a scapito del Meridione d'Italia, ricco e rigoglioso.

La nascita della religione coranica (anch'essa monoteista) segnò l'inizio per il Sud e per le coste italiane di secoli e secoli di terrore e devastazioni, ad opera dei pirati saraceni, i quali eseguivano velocissime e sanguinose incursioni per portare via bottino e schiavi (il fenomeno durò dalla fine del 600 d.C. Fino al 1800). Le regioni che pagarono il tributo più alto furono, guarda caso, Sicilia e Calabria. I governanti bizantini si guardavano bene dal difendere efficacemente queste regioni, tant'è che spesso le armate inviate a difenderle si rifiutavano, fellonescamente, di arrivare allo scontro con i saraceni. I Longobardi, che occuparono gran parte del meridione d'Italia, per parte loro furono altrettanto inefficienti, tant'è che tra loro c'era corruzione e lotte intestine per il potere. Le battaglie contro i saraceni erano spesso perdenti e le due povere regioni ci rimettevano sempre in termini di persone e beni. Dopo qualche secolo di scorrerie gli abitanti decisero che i loro paesi dovessero essere trasferiti in alto, sul cocuzzolo, al fine di evitare di essere sempre massacrati ad ogni incursione dei corsari. In qualche modo cercarono di preservarsi, a scapito però della crescita. Infatti per andare a coltivare i campi gli abitanti dovevano uscire dal borgo e camminare ore per raggiungere il posto di lavoro. Iniziò una specie di lento declino di queste magnifiche regioni, declino che fu acuito dal dopo Unità d'Italia (ma di questo bisognerebbe parlare in altra sede). I saraceni non fecero grande il sud da loro occupato bensì il nord Africa ed il Medio Oriente, arricchiti da tutto il loro bottino, frutto di innumerevoli incursioni piratesche in Italia, Spagna e Francia. Prima di parlare di splendore, di periodo aureo sotto i saraceni, inviterei le persone ad informarsi su quanto quello splendore fosse costato in termini di vite umane e soprusi. Altro particolare: tutte le costruzioni belle che, per esempio a Palermo, si possono ammirare ancora oggi, furono realizzate dalle mani e braccia degli schiavi, gli stessi abitanti depredati e ridotti a delle nullità

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