Buenos Aires in pillole

Come visitare la capitale argentina in due giorni e mezzo

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  • di gildam21
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

IL PARCO PALERMO

Atterriamo all’Aeroparque Jorge Newbery di Buenos Aires il 2 febbraio 2010 alle 3 del pomeriggio. Ci accolgono un’atmosfera calda e umida e un cielo gonfio di pioggia, qui non avremo sicuramente bisogno delle giacche a vento che erano indispensabili a El Calafate, dove abbiamo visitato il bellissimo Perito Moreno. La nostra guida, una signora simpatica e molto professionale, ci propone un giro orientativo della capitale partendo dal Parque “3 de Febrero”, situato nel barrio Palermo, noi accettiamo. Notiamo subito il Rio de la Plata, una distesa di acqua color thé scuro che scorre impetuosa e piena di gorghi, sembra di trovarsi di fronte al mare o ad un fiume amazzonico, mentre alle nostre spalle svettano i grattacieli.

Il Parco Palermo, progettato all’inizio del secolo scorso dall’architetto paesaggista Charles Thays, ricorda Hyde Park o il Bois de Boulogne, è il parco più vasto e frequentato della città e comprende anche un lago navigabile piuttosto esteso. Noi, per motivi di tempo, visitiamo solo il Jardin de Rosas, un po’ fradicio per il recente temporale ma ricco di molte varietà di rose disposte ai lati di vialetti in terra rossa o arrampicate su spalliere in ferro battuto bianco, un ponte, anch’esso bianco, permette di avere dall’alto una visione d’insieme. La guida ci mostra anche il ceybo, che è il fiore nazionale argentino. E’ rosso e carnoso, alcuni alberelli ne sono interamente coperti, è la prima volta che lo vediamo.

IN MACCHINA PER LA CITTA'

Buenos Aires è una città che va vista dalla macchina: si rimane incantati di fronte all’eleganza dei suoi edifici in stile liberty, si apprezzano i grandi viali alberati ed i caffè all’aperto, sorvolando sul degrado che avanza inesorabile…in 4 ore abbiamo potuto visitare alcuni punti chiave facendo brevi soste. E’ una città bellissima, grandiosa, vivace e nell’architettura ricorda molto l’Europa ed in particolare Parigi. E’ caratteristica la Boca, antico porto e successivamente quartiere degli immigrati, con i suoi colori sgargianti, i moltissimi locali sul famoso Caminito e le opere d’arte disseminate in po’ ovunque, che la rendono un museo a cielo aperto. Poco distante c’è lo stadio del Boca Junior tutto dipinto di giallo e azzurro, i colori della bandiera svedese, ispirati alla prima nave che entrò in porto quando nacque la federazione calcistica. Passiamo da Plaza de Mayo e vediamo la Casa Rosada, sede del governo, il cui nome deriva della tinta (un misto di calce e sangue di bue) che veniva utilizzata per dipingere le Estancias, le famose fattorie argentine. Proseguiamo per Calle Florida e le vie centrali e vediamo le Galerias Pacifico, tempio dello shopping cittadino, quindi ci dirigiamo verso la Recoleta, il cimitero monumentale, poi percorriamo la smisurata Avedida 9 de Julio con il suo obelisco, che è un po’ il simbolo della città ed alla fine, passando davanti al maestoso edificio del Congresso, arriviamo al nostro albergo, il Savoy (www.savoyhotel.com/ar), che ci sorprende piacevolmente con il suo aspetto art-deco. La nostra guida a questo punto ci lascia, dopo averci consegnato una piantina su cui ha segnato alcuni itinerari percorribili a piedi o in taxi, che pare qui costi abbastanza poco.

CENA A LAS CABANAS LAS LILAS

(www.laslilas.com.ar)

Dopo una doccia nella confortevole camera del Savoy (buona la posizione, a due isolati dal Congresso ed il rapporto qualità/prezzo: 120 dollari per la doppia a notte), ci dirigiamo verso la Cabanas de las Lilas. E’ fra i ristoranti più famosi di B.A. E si trova in uno dei docks di Puerto Madero, altra zona portuale dismessa sul Rio de la Plata ed ora restaurata e riconvertita in luogo di passeggio, ritrovo e uffici. Il percorso non è molto lungo, circa mezz’ora a piedi, e la città sembra tranquilla

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