Budapest e dintorni

Budapest da vedere in una settimana e non velocemente in un week-end.

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  • di giudisa
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Budapest e dintorni 1-8 agosto 2018

1° giorno

Lasciata l’auto ad Azzano San Paolo all’Orio Parking, ci accompagnano con la navetta in aeroporto. Partenza prevista con volo Ryanair (€ 203 in due A/R comprese priorità e prenotazione posto) ore 14,20 ma alla fine si parte alle 15,00. Arriviamo a Budapest alle 16,30. In aeroporto facciamo l’abbonamento ai mezzi pubblici per 7 giorni al costo di 4950 fiorini ciascuno (circa 15€, il cambio è di circa 1€/315 fiorini). Pago con i fiorini che abbiamo scambiato in Italia. Sconsigliatissimo cambiare in aeroporto perché applicano un tasso di cambio vergognoso. Il biglietto settimanale consente di utilizzare tutti i mezzi pubblici, metro, bus, tram senza limiti. Fuori dall’aerostazione prendiamo il bus 200E che ci porta al terminal dei bus, qui prendiamo la metro alla fermata Kobanya-Kipest, poi cambiamo a Deak Ferenk Ter (è la stazione più importante dove avvengono tutti i cambi di linea) con la linea 1 gialla (quella storica) scendiamo a Kodaly Korond. La linea 1 è la linea metro più antica dell’Europa continentale e corre sotto viale Andrassy. I treni sono quelli storici così come le stazioni in stile liberty. A piedi, in 5 minuti, raggiungiamo l’hotel (Six Inn Hotel). Fatto il check-in sistemiamo i bagagli e usciamo per prendere confidenza con la città. Decidiamo di andare a piedi e percorriamo viale Andrassy verso il centro. È la strada più importante della città che collega il centro a Piazza degli eroi. Nel tratto che percorriamo incrociamo i negozi delle grandi marche oltre che edifici importanti come il Teatro (che purtroppo è in ristrutturazione). Finito il viale andiamo in Piazza Santo Stefano dove si trova l’omonima basilica che è anche la Cattedrale di Budapest. Si affaccia sulla grande piazza e più ci si allontana e più si apprezza la grandezza della facciata principale. È chiusa e quindi rimandiamo ad altro giorno la visita all’interno. Facciamo un giro per le vie intorno alla piazza. In piazza vediamo un locale che ci ispira e così decidiamo di cenare qui, è il ristorante “Nullhetvenot 0,75 bar & bistrot”. Ordiniamo una portata di pollo con patate e zucchine fritte (è una specialità locale), una portata di petto d’anatra con patate, pepe rosa e pere grigliate, il tutto accompagnato da due birre bionde locali. È tutto molto buono. Chiudiamo con la torta di mandorle e con il conto di 10.000 fiorini (circa 30€). Soddisfatti della cena facciamo un giro tra le vie intorno alla piazza e poi ci incamminiamo verso Erzsebet Ter (Piazza Elisabetta) dove domina illuminatissima la Budapest Eyes, la ruota panoramica. Andiamo poi a Vorosmarty Ter, la piazza principale della città, e proseguiamo in Vaci utca, la via dei negozi, il cuore di Budapest. Nonostante l’ora è trafficatissima e i locali sono pieni di gente. La percorriamo quasi per intero (è abbastanza lunga) e al ritorno prendiamo la metro in Vorosmarty Ter (linea gialla) per tornare in hotel.

2° giorno

Dopo la colazione in hotel facciamo conoscenza con Maria Majoros, addetta alla reception e alle pubbliche relazioni per avere qualche informazione. Parla italiano ed è cordialissima e simpatica. Come da programma con la metro andiamo al Varosliget (in ungherese Parco della città) fermata Piazza degli Eroi per visitare l’area del parco e i suoi interessanti monumenti e attrazioni. Alla fermata ci troviamo nella grande Piazza degli Eroi dove al centro c’è una colonna alta 36 m con in testa la statua dell’Arcangelo Gabriele mentre ai lati ci sono due colonnati semicircolari con all’interno statue di ex re magiari. Il monumento è commemorativo per il millennio del paese ed è patrimonio Unesco (con tutta la piazza e viale Andrassy). Alla sinistra della piazza c’è il Museo delle Belle arti che, purtroppo, non possiamo visitare perché è in restauro. Andiamo, così, diretti allo zoo, un pò più avanti rispetto al Museo, uno dei più antichi e prestigiosi d’Europa. Il costo del biglietto è di 3000 fiorini (circa 9€). Entriamo attraverso la famosa porta degli Elefanti. Guidati dalla pianta che ci danno alla biglietteria ci orientiamo all’interno cercando di seguire un percorso logico. Lo zoo è grande e, quindi, bisogna essere attenti. Tanti sono gli animali da vedere e, tutto sommato, sembra che siano trattati bene (si sa che sarebbe meglio tenerli liberi in natura ma questi sono nati in cattività, nello zoo). Carini gli edifici in stile all’interno del parco zoo. La visita è lunga e per la pausa pranzo compriamo, in un chiosco, due kurtoskalacs (dolci a forma di cilindro cavo zuccherati di vari gusti, una specialità tutta ungherese, da provare. Uno, comunque, poteva bastare per due viste le dimensioni). Dopo circa 4 ore usciamo dallo zoo e ci dirigiamo verso il resto del Varosliget. Entriamo nell’area del Castello di Vajdahunyad, un edificio molto grande in bello stile che si affaccia sulla laguna del parco. Ci limitiamo ad una visita dell’area esterna che non impegna molto tempo. Torniamo verso Piazza degli Eroi e dopo aver fatto le foto di rito riprendiamo la metro per fare ritorno in hotel per una breve pausa. Dopo la pausa, sempre in metro, ci dirigiamo in centro verso Vorosmarty Ter e da lì facciamo un giro per le vie centrali, in particolare Vaci Utca. È ora di cenare. Cerchiamo un ristorante che avevamo individuato prima di partire, ottimamente recensito e consigliato, l’Azsu Etterem. Lo troviamo in Sas Utca, una via a due passi dalla Basilica di Santo Stefano. Il locale ha anche i tavoli all’aperto, chiediamo un tavolo per due e ci fanno accomodare fuori, così come richiesto. Chiediamo se parlano italiano e ci porta il menù in italiano un signore molto simpatico, cordiale e professionale che parla italiano (si chiama Tamas Kovacsik, scopriremo dopo che è il proprietario del ristorante). Ci portano un antipasto con pane e burro buonissimo e, poi ordiniamo due tipiche specialità ungheresi, il pollo alla paprica e petto d’anatra rosato. Prendiamo anche due bicchieri di vino rosso ungherese

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