Budapest: incantevole e magica città

Tre giorni in una capitale che ci ha stregato

  • di timsah
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

È da circa due anni che mia moglie ed io non ci concediamo una vacanza da soli senza bambini; ho visto di recente una trasmissione televisiva tutta dedicata a Budapest e me ne sono innamorato perciò approfittando di un'offerta, prenoto un volo da Roma Fiumicino con Wizz Air, una compagnia low cost ungherese, dal 02.05. al 05.05.2014 per un costo totale di € 220,00. Su Tripadvisor leggo le varie recensioni degli alberghi e su Trivago cerco qualcosa che mi soddisfi. La scelta cade sull'hotel La Prima Fashion perché è centrale (si trova infatti, in una traversa di Vaci

Utca, il centro pedonale di Budapest) e le foto su internet mi piacciono; riesco inoltre, a prenotare su Otel.com una camera matrimoniale a circa € 97,00 a notte con prima colazione. Sul sito dell'hotel, che è anche in italiano, prenoto la navetta dall'aeroporto, solo andata, spendendo circa € 16,00 (€ 8,00 a persona considerato il cambio fiorino ungherese /euro). Poche ore prima della partenza, al momento di stampare i biglietti aerei dal sito della Wizz Air, mi rendo conto che la compagnia fa una distinzione tra due tipi di bagaglio a mano: il primo, che è quello incluso automaticamente nella prenotazione, ha dimensioni molto piccole, mentre il secondo, più grande, corrisponde ad un normale bagaglio a mano; per cui rettifico il tutto includendo due bagagli a mano del secondo tipo, sia per l'andata sia per il ritorno, e pago un supplemento di altri € 40,00 (€ 20,00 a tratta). Meno male perché a Fiumicino scopro che i controlli sono molto rigidi: qui per imbarcare i bagagli a mano del secondo tipo bisogna sborsare una cifra esorbitante a meno che non si sia già provveduto in anticipo su internet. La maggior parte dei viaggiatori si lamenta e per poco non scoppia una sommossa! Pertanto, se volate con Wizz Air, fate attenzione alle dimensioni delle vostre valigie se al momento della prenotazione dei biglietti, scegliete l'opzione "bagaglio a mano". All'arrivo in aeroporto a Budapest, approfitto per cambiare un po' di euro in fiorini ungheresi ad uno sportello automatico situato vicino ai nastri dove si ritirano i bagagli imbarcati in stiva; poi con mia moglie ci rechiamo all'uscita, dove è posizionato il desktop della navetta

(prenotabile anche sul sito airportshuttle.hu) che ci deve condurre in albergo. Ho con me la stampa della prenotazione e l'addetto al banco ci fa mettere in fila ad attendere il nostro turno (su un display appare il numero assegnato e quello del bus da prendere appena fuori dall'aeroporto). In circa quaranta minuti siamo in albergo; qui la prima impressione che ho è positiva: la hall non molto ampia, è colorata in azzurro e

Grigio, ha un bel bancone per la reception e un salottino con grandi poltrone. La stanza è proprio come vista su internet: i colori sono identici a quelli dell'hall con disegnati, sulla moquette, dei gigli in giallo, nel grande specchio c'è la televisione dove al canale 9 trasmettono RAI1, il letto ha una testiera con il logo dell'albergo e sui comodini ci sono dei sacchetti con cioccolatini. Lasciate le valigie in camera, partiamo alla scoperta della città. Come prima tappa abbiamo la Basilica di Santo Stefano (ingresso € 1,00 a persona - orari 9/17 tutti i giorni; domenica 13/17)) per cui percorriamo tutta Vaci Utca, la strada dello shopping, che culmina in piazza Vorosmarty Ter, circondata da eleganti negozi, gallerie e caffè, con la centro la statua di Mihaly Vorosmarty, poeta del XX secolo. Nell'estremità meridionale scorgiamo la pasticceria più elegante e famosa di Budapest, Gerbeaud, dove oltre ai dolci ed ai pasticcini, si servono anche prime colazioni e panini. Alle spalle della piazza ecco il Duomo, l'edificio di culto più importante dell'Ungheria: la facciata è incorniciata da due torri campanarie ed in alto, si erge la grande cupola con le nicchie occupate da statue raffiguranti i quattro evangelisti. L'interno sebbene maestoso, è molto scuro, illuminato solo da tante candele; non riusciamo ad entrare nella Cappella della Santa Destra, in

Cui è conservata la reliquia della mano destra mummificata di Santo Stefano, perché è già chiusa. All'uscita ci dirigiamo verso piazza Deak Ferenk Ter, animata da bancarelle ricche di souvenir e da chioschetti con tavoli di legno dove si può assaporare un po' di cucina locale, bevendo un bicchiere di birra ed ascoltando musica dal vivo

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Commenti
  1. Claudette90
    , 17/10/2014 17:42
    Questo diario di viaggio è veramente ben fatto!!! Completo di tutte le informazioni che cercavo (attrazioni-prezzi-ristoranti) e che non ero ancora riuscita a trovare! GRAZIE!!!

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