Partenza il 26/8/2018 · Ritorno il 2/9/2018
Viaggiatori: 8 · Spesa: Fino a 500 euro

Bretagna e Castelli della Loira

di mau14 - pubblicato il

A volte le cose migliori nascono per caso. E per caso è nato questo viaggio in Bretagna. Tutto inizia con una telefonata del mio omonimo Maurizio che mi racconta che, insieme a due amici del lago sta organizzando un viaggio in Bretagna, e la conclusione fu: “Perché non venite anche voi, sai anche Roberto sarebbe interessato, se siamo in otto, possiamo andare o con due auto o meglio noleggiando un Van, pensaci”. Valutate alcune priorità familiari e sentito l’amico Roberto, la decisione è presa. Andiamo!

Mauri, compagno di altri indimenticabili viaggi, organizza come sempre con la massima precisione. Prenotiamo il Van Mercedes Vito, nove comodi posti, su Booking blocchiamo i vari alberghi o “chambre d’hotel” che ci ospiteranno, apportiamo alcune varianti al percorso iniziale e siamo pronti per partire. Siamo quattro coppie; Maurizio e Tiziana, Maurizio e Isa, Roberto e Maurizia e Delfino con Donatella.

Partiamo all'alba di domenica 26 agosto e la nostra prima tappa bretone è in realtà in Normandia: il paese di Pontorson a pochi chilometri da Mont Saint Michel. Attraversiamo il passo del Fréjus, acquistando il biglietto A/R valevole otto giorni che ci consente un notevole risparmio, e circa ogni trecento chilometri Mauri, Roberto ed io ci alterniamo alla guida. Sostiamo nella zona dei Vulcani per uno spuntino, ammiriamo un paesaggio molto rilassante, collinare, con ampi spazi coltivati, enormi campi di girasole purtroppo secchi, mandrie di placide mucche e deliziosi paesini con i tetti di ardesia spioventi. Dopo un viaggio di ca. 1200 km arriviamo a Pontorsol intorno alle venti. Siamo divisi in due alberghi diversi. Noi, Roberto e consorte all’”Am de Gourmand”, mentre le altre due coppie al “Mont B&B”. Ad attenderci all’Am de Gourmand il simpatico Didier, chef e albergatore della piccola ma accogliente struttura. Avevamo prenotato la cena, che si presenta di piena soddisfazione, dall'aperitivo al dolce tutto perfetto e per la modica cifra di 25 euro a persona! Dopo cena un salto a Mont Saint Michel è d’obbligo. Lasciato il Van al parcheggio, una navetta ci porta proprio sotto il complesso abbaziale. Maurizio ed io l’avevamo già visitato nel nostro viaggio in Normandia una decina di anni fa, ma rivederlo è sempre una grande emozione. C’è bassa marea e soprattutto, vista l’ora, c’è anche poca gente, quindi possiamo camminare nelle vie buie del complesso in tutta tranquillità. Ritorniamo stanchi ma soddisfatti nel nostro albergo, dove ci attende una bella dormita per riprenderci dalle fatiche del viaggio. In fondo non siamo più ragazzini, ma reggiamo bene!

LUNEDI 27 AGOSTO

Al mattino Didier ci sorprende nuovamente con una ricca colazione che consumiamo su un unico tavolo dove conosciamo due simpatici ragazzi italiani che stanno ultimando il loro viaggio in Bretagna. Il programma odierno prevede la visita di Mont Saint Michel e il successivo trasferimento a Saint Malò. Ritorniamo al parcheggio della sera prima, parcheggiamo e ci mettiamo in fila per salire sulla navetta che ci porterà ai piedi del monte. In alternativa si può raggiungere la struttura o a piedi o con caratteristiche carrozze trainate da cavalli. Rivedere Mont Saint Michel è assolutamente affascinate. Sarà per la struttura unica, la spoglia bellezza del complesso monastico o per lo spettacolo delle maree ma ritornare in quei luoghi a distanza di qualche anno è una forte emozione. Entrando dalla porta principale si accede a un piccolo borgo medioevale, commercialmente molto sfruttato con locali, ristoranti, hotel e negozi di souvenir. Ma che comunque mantiene il suo fascino. Salendo dalla Grand Rue si raggiunge il complesso monastico, un monumento unico nel suo genere, la cui pianta non è paragonabile ad altri monasteri. Entriamo, decidendo di un usufruire della visita guidata ma di seguire il piccolo dépliant consegnato all'ingresso. Visitiamo in tutta tranquillità le varie stanze, ammiriamo lo splendido chiostro e mentre siamo nella sala dei Cavalieri, a Mauri squilla il telefono. E’ Didier che ci informa che nel rassettare le camere ha trovato i pantaloni di un pigiama dimenticati da Maurizia. Nessun problema. Al ritorno passeremo a recuperarli. Terminata l’interessante visita a quello che dal 1979 è dichiarato patrimonio mondiale dall’UNESCO, ci concediamo un po’ di shopping e ritorniamo, sempre con la comoda navetta, al parcheggio. Il tempo è stato clemente. Nuvoloso, coperto ma senza pioggia. Questo ci ha consentito di visitare e ammirare un complesso unico nel suo genere. Ritorniamo a Pontorson, recuperiamo il pigiama, ringraziamo Didier e ci concediamo delle splendide crépes alla “Creperie du Coueson”, accompagnata da una bottiglia di sidro, la tipica bevanda bretone. E’ tempo di dirigersi verso Saint Malò. Il paesaggio è molto rilassante, ampie campagne con le solite mandrie di mucca pigramente accovacciate nei pascoli e deliziosi paesini con le case con i tetti spioventi. Parcheggiamo sotto le mura nei pressi del porto. Entriamo dalla porta Saint Vincent e saliamo sui larghi bastioni, dove è possibile camminare intorno alla città. La vista è incredibile. Da un lato il mare con le sue spiagge e i segni lasciate dalle maree. Dall'altra parte eleganti palazzi testimoniano un passato, quando la città era il centro d’importanti scambi commerciali e marittimi. Nella spiaggia molte persone approfittano della bassa marea per abbronzarsi, bambini che giocano e qualche temerario che si addentra nel mare per un bagno. Raggiungiamo la piscina di acqua salata situata direttamente sulla spiaggia che si riempie con l’alta marea. Molto spettacolare. Scendiamo dalle mura e ci addentriamo nella città. Pulita, ordinata con tanti negozi di ogni genere. Una città viva, forse anche un po’ caotica ma che, a mio avviso, ha saputo mantenere la sua identità originale. Si respira "Bretagna"... Visitiamo la cattedrale di Saint Vincent, passeggiamo nelle eleganti vie della cittadina e ripreso il Van, raggiungiamo la cittadina di Plurien, dove alloggiamo all’hotel "Le Bon Cap". Ceniamo al “Bistrot des Caps”a Frehel. Lungo il tragitto ammiriamo la marea che cresce e un bellissimo tramonto. Cena discreta con buoni piatti principali ma dolci non all’altezza.

MARTEDÌ 28 AGOSTO

Colazione nella norma e via alla scoperta di nuove bellezze naturali. Prima tappa il Faro di Cap Frehel, e primo “oohh” di stupore per lo splendido paesaggio naturale. Il faro è a pianta quadrata ed è alto 103 metri. Tutt'intorno una distesa sconfinata di erica e ginestre fanno da cornice a scogliere alte 70 metri che scendono a strapiombo su un mare di color smeraldo. Uno spettacolo incredibile. Siamo già innamorati della Bretagna e siamo solo all'inizio. Passeggiamo lungo la scogliera, scattiamo foto e giriamo video e anche noi costruiamo il nostro piccolo totem di sassi a ricordo del nostro passaggio. Siamo affascinati da tanta bellezza e anche il meteo ci è amico. L’aria è frizzantina ma non fa freddo e il cielo si apre lasciando intravedere ampi scorci di sole. Passeggiamo in lungo e largo sulla scogliera poi raggiungiamo in auto il vicino “Forte La Latte”, costruito nel XIV secolo, direttamente a picco sul mare. Lo vediamo solo dall'esterno e sinceramente non ci lascia una grande impressione. Probabilmente con ancora negli occhi lo spettacolo naturale di Cap Frehel, tutto sembra relativo. Riprendiamo la strada provinciale fermandoci in una boulangerie dove acquistiamo baguette farcite, qualche dolce e l’ormai immancabile bottiglia di sidro. Sarà il nostro pranzo che consumiamo in una tranquilla area picnic lungo la costa. Il nostro prossimo albergo si trova a Ploubazlanec, “Le Relais de Launay”, con annesso ristorante, situato a pochi chilometri dall'imbarco per l’isola di Brehat. Lasciamo i bagagli nelle stanze, per la verità molto piccole, prenotiamo la cena e via verso Pointe de l’Arcouest, punto d’imbarco per l’isola di Brehat. L’isola è separata dalla terraferma da un braccio di mare e si raggiunge con una veloce traversata di una decina di minuti. Notiamo che, sia sulla terra ferma sia sull'isola, vi sono tre imbarcadero che sono utilizzati a secondo della bassa o alta marea. C’è bassa marea e sulla spiaggia notiamo barche e gommoni pigramente adagiate sul fianco. L’isola, chiamata anche"Isola dei fiori", è verdissima con piante e fiori di ogni genere. È composta di due isole collegate tra loro da un ponte. E’ lunga 3,5 chilometri e larga 1,5 chilometri. Si circola solo a piedi o in bicicletta, gli unici mezzi meccanici che circolano solo un trenino trainato da un trattore che porta persone e bagagli alle abitazioni e qualche mezzo agricolo. La visita dell’isola spazia da scogliere di granito rosa a spiagge, con bassa marea, a spazi verdi e tipiche case bretoni. Il giro scelto ci porta sino all'inizio dell’Ile Nord e alla Chapelle Keranroux. Ritornando raggiungiamo la Chapelle Saint Michel da cui si gode un panorama mozzafiato e, vediamo la marea che a poco a poco inizia a salire. Ritorniamo verso il piccolo borgo, qualche goccia di pioggia, una sosta in un bar e verso le 18,30 rientriamo a L’Arcouest. Momento di panico all'imbarco. Mentre Mauri consegna il biglietto del ritorno all'addetto, una folata di vento fa volare in mare il biglietto del parcheggio! Panico! Fortunatamente un ragazzo che stava facendo il bagno arriva velocissimo a recuperarlo. Meno male, pericolo scampato e sul traghetto operazione asciugatura! Nel frattempo la marea è salita e le barche, che all'andata erano mollemente adagiate sulla sabbia, ora solo in mezzo al mare e anche il pontile da cui eravamo partiti è lentamente coperto dall'acqua. Un fenomeno unico e affascinante. Ceniamo con soddisfazione nel ristorante dell’albergo. Cena completa a soli 26 euro a persona.

MERCOLEDÌ 29 AGOSTO

Dopo un’ottima colazione riprendiamo il viaggio direzione ovest costeggiando la Costa d’Armor in direzione Plougrescant alla ricerca della ormai famosa casa in “mezzo alle rocce”. Attraversiamo il piccolo paese, seguiamo le indicazioni per “Le Gouffe” e raggiungiamo il mare e un piccolo gruppo di case. Parcheggiamo e iniziamo la ricerca della casa. Il panorama, è mozzafiato, rocce rossastre a strapiombo su un mare blu cobalto, piccoli isolotti e scogli che spuntano dalle acque. Qualche casa sparsa, in lontananza un piccolo borgo ma di “Castel Meur”, la casa in mezzo alle rocce, nessuna traccia. Ognuno da’ il suo contributo perlustrando vari sentieri, poi troviamo l’indicazione per il borgo “Le Gouffre”, riprendiamo il Van e dopo pochi minuti, finalmente, arriviamo a destinazione. E’ possibile ammirare la casa solo da lontano, ma l’emozione è tanta. Sembra propria incastrata da due grosse rocce che la riparano dai forti venti marini. Davanti purtroppo i proprietari hanno parcheggiato le loro auto e la visione non è perfetta. Siamo ugualmente soddisfatti, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo e il paesaggio tutt’intorno è un vero spettacolo della natura. Nel frattempo il cielo si sta aprendo, la temperatura è gradevole e c’è poco vento. Perlustriamo la costa, saliamo sulle rocce, siamo davanti ad un altro spettacolo della natura, con o senza “casa”! Bellissimo. Soddisfatti e appagati riprendiamo il nostro viaggio. Passiamo Treguier, attraversiamo Perros Guirec, con la sua immensa spiaggia di sabbia fine, piccola sosta in area picnic a pochi metri dal mare per un veloce spuntino, e nel primo pomeriggio raggiungiamo il “Faro di Men Ruiz” a Ploumanac’h. Prima di raggiungere il faro ci concediamo una passeggiata tra le rocce di granito rosa divertendoci, come bambini, a individuare le forme più strane che la natura, il vento e il mare hanno disegnato con l’erosione. La bottiglia capovolta, il tappo di champagne, lo scimpanzé, l’ostrica… ognuno vede forme diverse che cambiano man mano che ci si avvicina. Un altro luogo da “oohhh”! Spettacolo. Raggiungiamo poi il faro che in bretone significa “pietra rossa”. E’ anch’esso a pianta quadrata, costruito nel 1856, fu poi ricostruito nella sua forma attuale dopo la II guerra mondiale. Il cielo è sereno, il mare calmo, una leggera brezza e piccole imbarcazioni a vela solcano le limpide acque della costa. E’ ora di riprendere la marcia. Ci attendono circa due ore di auto per raggiungere la nostra prossima metà: Quimper, hotel Gradlon. La zona non è il massimo ma l’hotel si presenta bene con eleganti salottini, camere abbastanza ampie con zona bagno e water divise. L’addetto alla reception riesce a trovarci un tavolo nel ristorante “Le Jardin d’Ete”, locale moderno gestito da ragazzi giovani. Cena più che soddisfacente.

GIOVEDÌ 30 AGOSTO

Dopo una buona colazione ci addentriamo nelle vie di Quimper alla scoperta della città. Qualche casa a graticcio, l’Hotel de la Ville, poi la cattedrale gotica di Saint Corentin, caratterizzata dalla peculiarità della deviazione dell’asse della navata centrale. Purtroppo c’è una funzione religiosa e quindi non è possibile visitarla. Mentre Maurizia è alla ricerca di un ottico per sistemare la bacchetta degli occhiali da vista, passeggiamo nelle vie e raggiungiamo il fiume Odet, con splendidi ponti fioriti. Non rimaniamo particolarmente impressionati dalla cittadina e, fatto rifornimento di baguette e sidro ritorniamo in hotel, carichiamo il Van e via direzione Pont du Raz. Da Quimper attraversando un dolce paesaggio bretone tra campi di girasole, pascoli e deliziosi paesini raggiungiamo Pointe du Van, passiamo la “Baie des Trepasses” e raggiungiamo Pointe du Raz, classificato come Grand Site National. E’ la punta più occidentale di Francia. Oltre solo l’oceano e, chissà dove, il continente americano! Tra ripide scogliere e un mare di smeraldo Pointe du Raz offre una splendida vista sull’Ile de Seine e sul faro de La Vieille. Anche oggi il tempo è favorevole, il cielo è sereno e la vista spazia all'infinito. Anche qui il paesaggio è spettacolare: scogliere alte più di 60 metri a picco sul mare, il promontorio coperto di piante di erica. Già adesso sono un bellissimo spettacolo, chissà che colori nel periodo di massima fioritura. I sentieri sono ben delimitati e non c’è assolutamente nessun pericolo. In cielo volteggiano gabbiani che poi si posano tranquillamente tra i turisti che non perdono l’occasione per fotografarli! Certo, guardando le cartoline c’è un po’ di rammarico per il mare troppo calmo. Forse con il mare agitato e le onde che s’infrangono sulle scogliere e sul faro in mezzo al mare, lo spettacolo sarebbe stato ancora più affascinante, ma va benissimo così! Soddisfatti, riprendiamo il Van direzione Josselin. Il cielo incomincia a coprirsi e lungo la strada, in prossimità della spiaggia, scoviamo una piccola area picnic, dove pranziamo. Prima di raggiungere il paese che ci ospiterà per la notte, visitiamo il paese di Port Aven. Piccolo borgo sulle rive dell’Aven, deve la sua fama alla scuola di pittori che ebbe come maestro Gauguin. Inoltre è famoso per i suoi mulini. I turisti sono tanti e trovare parcheggio non è facile, anche perché incomincia a piovigginare. Il paese è delizioso. Negozi di souvenir e di prodotti alimentari, intervallati da numerose gallerie d’arte che espongono quadri e opere molto interessanti di generi artistici diversi. Di mulini, per la verità, ne vediamo un paio e neanche indimenticabili, ma il paesino è delizioso e ne approfittiamo che acquistare biscotti, rigorosamente “au beurre” e sidro. Il viaggio verso Josselin si presenta più lungo del previsto e quindi rinunciamo a transitare e visitare Vannes. Raggiungiamo Josselin nel tardo pomeriggio. Qui abbiamo prenotato in due siti diversi: tre coppie al ”Le 14 del Saint Michel”, mentre Mauri e Isa a “La Maison de Ville”. Le 14 del Saint Michel è una casa privata d’epoca, bellissima, riconvertita in B&B. Tutt'intorno un piccolo giardino, al piano terra la zona colazione e sala di lettura, mentre al primo piano sono state ricavate sei stanze. Ampie, confortevoli e con un arredamento che privilegia il recupero di mobili e suppellettili d’epoca. E’ gestito da due sorelle, anche se una è in questo periodo in vacanza. Un luogo molto accattivante. La Maison de Ville è una casa in cui sono stati ricavati dei mini appartamenti puliti, arredati con cura e forniti di tutto il necessario. Ceniamo al “Restaurant du Chateau”, con vista castello! Dopo cena passeggiamo in paese che si rivela un gioiellino, ovviamente … deserto!

VENERDÌ 31 AGOSTO

La colazione è ottima. Pane freschissimo, marmellate artigianali, yogurt buonissimo, succhi di frutta, il tutto servito su un lungo tavolo insieme agli altri ospiti del B&B. Riunito il gruppo, iniziamo la nostra visita dalla “Basilique de Notre-Dame du Roncier”, e saliamo sull’alto campanile da cui si dominano l’intero paese e il castello. Raggiungiamo il maniero, ottimamente conservato e di proprietà ancora della famiglia Rohan, sito sulle rive dell’Oust, passeggiamo tra le vie fiorite del paese, dove si stanno ultimando i preparativi per la festa che si svolgerà il prossimo 8 settembre e, ripresi i bagagli, partiamo destinazione Amboise. Il viaggio è abbastanza lungo (circa 350 km), quindi decidiamo per una sosta ad Angers. La città si presenta caotica, seguiamo il navigatore e parcheggiamo in centro, poco distante dal castello. Sono quasi le quattordici e molti locali stanno chiudendo. Fortunatamente, notiamo un piccolo locale, “Le dos de la Cuillere”, piccolissimo ma delizioso. Gestito da due signore, una delle quali conosce qualche parola in italiano. Piatti tipicamente francesi preparati in giornata, molto gustosi e porzioni abbondanti. Ottima scelta. Risolto brillantemente il problema pranzo, ci dirigiamo verso il castello. Il Castello dei duchi d’Angiò era una roccaforte fatta costruire da re Luigi IX. I duchi lo trasformarono in un elegante palazzo signorile nel XV secolo. Maestoso e imponente meriterebbe una visita, purtroppo il tempo non ce lo permette. Dopo aver ammirato dai giardini intorno al castello il panorama della città, ci dirigiamo verso la Cattedrale di St. Maurice. Eretta in stile gotico a partire dalla fine dell’XI secolo, fu ultimata nel XIII secolo. Esternamente è oggetto di lavori di ripulitura della facciata che è parzialmente nascosta dai ponteggi. L’interno, a navata unica, è maestoso e luminoso. Bellissime le vetrate del coro e i due rosoni laterali. Stupendo il maestoso pulpito ligneo e l’imponente organo situato sul retro della facciata principale. Situata proprio dietro la Cattedrale, in Place Sainte-Croix, la Casa di Adamo o dell’Albero della Vita rappresenta uno dei più begli esempi di edifici realizzati “a graticcio”. Le facciate sono decorate da numerose sculture e travi scolpite alcune a carattere religioso, altre a carattere profano. Lasciata Angers, ci dirigiamo verso Amboise, dove abbiamo prenotato presso l’hotel Inter-Chaptal. La struttura è situata in una stretta via del centro, si presenta abbastanza anonima con camere piccole e purtroppo, la nostra, è anche rumorosa a causa della ventola di ventilazione… Facciamo presente il disagio alla reception ma senza ottenere alcun risultato! Passeggiamo lungo le vie del centro cittadino, molto vivace e con negozi di specialità locali molto accattivanti, ammiriamo dall’esterno l’imponente castello e cena al ristorante “L’Epicerie”. Cena che ci soddisfa pienamente.

SABATO 1 SETTEMBRE

Oggi giornata dedicata ai castelli della valle della Loira. Non abbiamo un piano ben preciso, ci adatteremo in base al tempo dedicato ai vari castelli. Il primo che visitiamo è il Castello di Chenonceau situato sopra il corso del fiume Cher, costruito nel XVI secolo. Dal parcheggio un bellissimo viale alberato conduce al castello. Percorrendo il lungo viale t’immergi già nell’atmosfera del periodo... T’immagini carrozze trainate da cavalli bianchi che portano al castello la regina Caterina de’ Medici o la favorita di re Enrico II, Diana di Poitiers... Alla sinistra del castello il “Giardino di Diana”, immaginato e realizzato dalla favorita del Re, è costituito da due grandi assi perpendicolari e due altri in diagonale che delimitano otto grandi triangoli di prato e al centro è stato ripristinato il getto d’acqua come in origine. Le terrazze sopraelevate proteggono il giardino dalle piene del fiume Cher e sono decorate con fioriere. Incantevole... Dal giardino entriamo nel castello. Ci sono vari gruppi di turisti ma la visita si svolge in maniera molto tranquilla e ci permette di ammirare e, con l’aiuto dell’audio guida, anche di capire l’utilizzo delle varie stanze. Tutte riccamente arredate e perfettamente conservate. Dalle camere dei re e regine, ai saloni per i ricevimenti, alle cucine. In molte stanze splendide composizioni floreali ottenute dalle coltivazioni del castello. Tutto molto interessante. La visita dura un paio d’ore e all'uscita ci dirigiamo verso il Giardino di Caterina. I viali che si affacciano sull'acqua e sul parco, permettono di scoprire una veduta magnifica sulla facciata ovest del castello. La sua struttura è formata da cinque pannelli ricoperti d’erba, raccolti intorno ad un elegante bacino di forma circolare e delimitata da cespugli di bosso. Molto elegante e più sobrio dei Giardini di Diana! Si sa… la regina è la regina! Da qui attraverso l’immenso parco raggiungiamo la Fattoria del XVI secolo, che ospita le scuderie e l’atelier floreale dove durante tutto l’anno sono garantite le decorazioni floreali ammirate nelle stanze e raggiungiamo “ l’Orto dei Fiori”. Qui una decina di giardinieri coltiva un centinaio di varietà floreali necessari per le decorazioni, inoltre sono coltivate numerose verdure e piante assolutamente originali. In prossimità dell’orto il Parco degli Asini. Chenonceau, il castello delle Dame, merita sicuramente una visita e non lascia insoddisfatto il visitatore che può apprezzare la bellezza e l’originalità del maniero, la sua concezione originale sul fiume Cher, le sue stanze riccamente arredate che ti fanno ritornare indietro di qualche secolo, gli splendidi giardini di Diana e di Caterina, l’immenso parco. Non manca nulla! È l’ora di pranzo e il paese più vicino è Montrichard e qui, grazie a Trip Advisor, scopriamo una piccola Creperie, la “Creperie du donjon”, che serve fantastiche crepes, unitamente ad un ottimo sidro! Soddisfatto il languorino, ci dirigiamo verso il castello di “Chamont sur Loire”. Anche qui s’intrecciano le storie di Caterina de Medici e della rivale Diana di Poitiers. Nel 1559 alla morte del re Enrico II le nobildonne si scambiano la proprietà di questo e del Castello di Chenonceau che ritorna di proprietà di Caterina. Esternamente il castello è molto bello ed è circondato da un immenso parco. L’interno invece ci delude. Solo una piccola parte è arredata mente le altre stanze accolgono varie mostre di pittura contemporanea che sinceramente non destano il nostro interesse. Visitiamo le scuderie e poi decidiamo di dirigerci verso il castello di Chambord, distante pochi chilometri. Io e Mauri l’avevamo già visitato nel nostro precedente viaggio ma rivederlo, seppur dall'esterno, è sempre un grande piacere e, una bellissima sensazione anche perché, a mio avviso, Chambord è il “castello”, quello che non puoi non vedere… Il colpo d’occhio arrivando di fronte al Castello è spettacolare! Grandioso, imponente, elegante sono le sensazioni che affiorano alla mente. Chambord è un castello dalle proporzioni perfette che provoca un sentimento di maestosità e un’armonia nei volumi. Costruito dal 1519 da Francesco I sotto l’impulso di Leonardo da Vinci, per le sue battute di caccia conserva una pianta di tipo medioevale arricchita da ali e da torri. La facciata è lunga 128 metri e possiedi 440 stanze. Il parco con i giardini alla francese è altrettanto maestoso. Recentemente ristrutturati, sono stati portati all'antico splendore. Dal parcheggio si attraversa un piccolo borgo con negozi di souvenir, prodotti alimentari, bar e un ristorante. Di fronte, il castello, che noi ammiriamo fermandoci su un piccolo ponte che attraversa uno specchio d’acqua dove navigano piccole imbarcazioni. Ammiriamo e scattiamo foto da ogni punto di vista, peccato che l’ingresso è oggetto di ristrutturazione e alcune torri sono coperte da impalcature. Pienamente soddisfatti, rientriamo verso Amboise e lungo il tragitto siamo accompagnati da alcune mongolfiere coloratissime che sorvolano la valle della Loira e permettono ai turisti una visione unica dei vari parchi e castelli. Rientriamo per le ore 20,00. Una doccia e cena presso il ristorante “Le Parvis”, prenotato, non senza qualche difficoltà per le 21,30. Purtroppo non ci avevano avvertito che il tavolo era all’aperto e la temperatura si era abbassata! Cena comunque ottima anche se non apprezzata al massimo.

DOMENICA 2 SETTEMBRE

È il giorno del ritorno ma decidiamo di dedicare comunque la mattinata alla visita del castello di Amboise. Lasciate le valigie in albergo e ordinati i panini per il viaggio in una vicina boulangerie, ci dirigiamo verso il castello che dista pochi minuti dall'hotel. Ci dirigiamo prima verso i giardini che presentano un belvedere che domina la valle della Loira. Saliamo poi verso le terrazze ed entriamo nel castello, dove un percorso guidato ci permette di ammirare varie sale, riccamente arredate, tra cui la Sala del Consiglio e le varie camere dei re e regine che si sono succedute nei secoli. Usciti, ci dirigiamo verso la Cappella di Sant’Uberto. Questa cappella è in stile gotico e deve la sua fama alla presenza della tomba di Leonardo da Vinci morto ad Amboise il 2 maggio 1519. Scattiamo le ultime foto di gruppo con il castello sullo sfondo, poi, lasciamo il maniero e ripresi i bagagli, carichiamo il Van e partiamo alla volta dell’Italia. Pranziamo in un’accogliente aria pic-nic sull'autostrada, il paesaggio è collinare, gradevole con un bel cielo sereno, passiamo le città di Clermont Ferrand, St. Etienne, Lyon. Arriviamo verso sera al traforo del Fréjus e in Italia il tempo cambia completamente e un forte temporale ci accompagna quasi sino a destinazione. È stata una vacanza che difficilmente dimenticheremo. Abbiamo visto panorami mozzafiato e bellezze naturali che rimarranno impressi per sempre nella nostra mente, la compagnia è stata piacevole e coinvolgente. Abbiamo conosciuto persone gentili e disponibili e gustato un’ottima cucina.

In conclusione… siamo già pronti per la prossima!

di mau14 - pubblicato il