Bretagna e Castelli della Loira

Una splendida vacanza in luoghi dove la natura è ancora la padrona indiscussa e un tuffo in uno scenario da favola.

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  • di mau14
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 8
    Spesa: Fino a 500 euro

MARTEDÌ 28 AGOSTO

Colazione nella norma e via alla scoperta di nuove bellezze naturali. Prima tappa il Faro di Cap Frehel, e primo “oohh” di stupore per lo splendido paesaggio naturale. Il faro è a pianta quadrata ed è alto 103 metri. Tutt'intorno una distesa sconfinata di erica e ginestre fanno da cornice a scogliere alte 70 metri che scendono a strapiombo su un mare di color smeraldo. Uno spettacolo incredibile. Siamo già innamorati della Bretagna e siamo solo all'inizio. Passeggiamo lungo la scogliera, scattiamo foto e giriamo video e anche noi costruiamo il nostro piccolo totem di sassi a ricordo del nostro passaggio. Siamo affascinati da tanta bellezza e anche il meteo ci è amico. L’aria è frizzantina ma non fa freddo e il cielo si apre lasciando intravedere ampi scorci di sole. Passeggiamo in lungo e largo sulla scogliera poi raggiungiamo in auto il vicino “Forte La Latte”, costruito nel XIV secolo, direttamente a picco sul mare. Lo vediamo solo dall'esterno e sinceramente non ci lascia una grande impressione. Probabilmente con ancora negli occhi lo spettacolo naturale di Cap Frehel, tutto sembra relativo. Riprendiamo la strada provinciale fermandoci in una boulangerie dove acquistiamo baguette farcite, qualche dolce e l’ormai immancabile bottiglia di sidro. Sarà il nostro pranzo che consumiamo in una tranquilla area picnic lungo la costa. Il nostro prossimo albergo si trova a Ploubazlanec, “Le Relais de Launay”, con annesso ristorante, situato a pochi chilometri dall'imbarco per l’isola di Brehat. Lasciamo i bagagli nelle stanze, per la verità molto piccole, prenotiamo la cena e via verso Pointe de l’Arcouest, punto d’imbarco per l’isola di Brehat. L’isola è separata dalla terraferma da un braccio di mare e si raggiunge con una veloce traversata di una decina di minuti. Notiamo che, sia sulla terra ferma sia sull'isola, vi sono tre imbarcadero che sono utilizzati a secondo della bassa o alta marea. C’è bassa marea e sulla spiaggia notiamo barche e gommoni pigramente adagiate sul fianco. L’isola, chiamata anche"Isola dei fiori", è verdissima con piante e fiori di ogni genere. È composta di due isole collegate tra loro da un ponte. E’ lunga 3,5 chilometri e larga 1,5 chilometri. Si circola solo a piedi o in bicicletta, gli unici mezzi meccanici che circolano solo un trenino trainato da un trattore che porta persone e bagagli alle abitazioni e qualche mezzo agricolo. La visita dell’isola spazia da scogliere di granito rosa a spiagge, con bassa marea, a spazi verdi e tipiche case bretoni. Il giro scelto ci porta sino all'inizio dell’Ile Nord e alla Chapelle Keranroux. Ritornando raggiungiamo la Chapelle Saint Michel da cui si gode un panorama mozzafiato e, vediamo la marea che a poco a poco inizia a salire. Ritorniamo verso il piccolo borgo, qualche goccia di pioggia, una sosta in un bar e verso le 18,30 rientriamo a L’Arcouest. Momento di panico all'imbarco. Mentre Mauri consegna il biglietto del ritorno all'addetto, una folata di vento fa volare in mare il biglietto del parcheggio! Panico! Fortunatamente un ragazzo che stava facendo il bagno arriva velocissimo a recuperarlo. Meno male, pericolo scampato e sul traghetto operazione asciugatura! Nel frattempo la marea è salita e le barche, che all'andata erano mollemente adagiate sulla sabbia, ora solo in mezzo al mare e anche il pontile da cui eravamo partiti è lentamente coperto dall'acqua. Un fenomeno unico e affascinante. Ceniamo con soddisfazione nel ristorante dell’albergo. Cena completa a soli 26 euro a persona

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