Uno scrigno chiamato Bretagna

La Bretagna, luogo di cultura, tradizioni e leggende celtiche divisa tra l’Armor e l’Argoat, dove la forza della natura è padrona.

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  • di Leonardo&Maura
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

In verità non sapevo proprio bene cosa aspettarmi, pensavo però che ormai dopo il boom del mercato immobiliare che ha rovinato tanti luoghi, anche questa zona né avesse in parte sofferto e invece ho trovato una terra che ha mantenuto intatto la propria identità. La Bretagna è un luogo, dove gli abitanti conservano ancora gelosamente le proprie tradizioni. Le sensazioni che più di altre mi hanno lasciato il segno sono: il silenzio ovattato di alcuni piccoli borghi, la mancanza di illuminazione pubblica che permette di ammirare, con un po’ di fortuna, il bellissimo cielo stellato, le “Cités de Caractère” piccole città di carattere e una gran voglia di tornarci, perché purtroppo abbiamo potuto dedicarle solo una settimana ed è veramente poca. Giorno 1

Dedicato interamente al raggiungimento della meta. All’arrivo all’aeroporto (17:00h) di Parigi Orly perdiamo più tempo del previsto per scoprire dove si trova il rental car Fly car, poi scopriamo che si trova a metà strada tra il terminal sud e ovest. Con Firefly rental ci siamo trovati molto male; l’auto consegnata era in pessime condizioni, tutta battuta, ma soprattutto i sedili erano pieni di macchie e l’abitacolo puzzava insopportabilmente di fumo camuffato con una sgradevole deodorante. Firefly dovrebbe essere un low cost della Hertz ma alla fine tra “cazzi e lazzi” la spesa è pressoché identica e per giunta viene applicata una maggiorazione per la pulizia del’auto?! Presa la “nostra” ford Ka ci tuffiamo nel traffico parigino che ormai comincia a essere intenso e perdiamo ulteriore tempo, 1 ora per percorrere 30 km quindi consiglio quando siete a scegliere l’aeroporto dove atterrare tenete in considerazione le code. Il ritardo ci ha fatto arrivare a Mont-Saint-Michel e al B&B scelto lì vicino alle 24. La scarsa illuminazione notturna, praticamente inesistente, ci ha reso difficoltoso trovare l’ingresso del B&B ma una volta individuato e arrivati alla porta troviamo tutto chiuso, nessun campanello e la proprietaria era andata a dormire, pensando di aver a che fare con due “sola” italiani. Avevamo inviato un sms per avvisare del grosso ritardo ma purtroppo è arrivato sul cellulare della proprietaria solo il giorno dopo….Però dopo un bel po’ a forza di girare, perlustrare, guardare dentro dalle finestre la proprietaria ha sentito rumore e avvolta in un accappatoio fosforescente tutta assonnata ci ha aperto. Giorno 2

Mont-Saint-Michel, il programma prevedeva di visitarlo in notturna all’arrivo previsto per le 21 ma è saltato. Cominciamo la nuova giornata con un’ottima colazione, prodotti rigorosamente locali, al B&B " Au Fief des Amis du Mont " -che consigliamo- tra l’altro la signora parlucchia italiano ed è simpatica, la camera con bagno interno carina e immacolata, spesa in 2 euro 60. Alle 8:30 percorriamo i pochi km che ci separano da Mont-Saint-Michel zigzagando tra campi di frumento, (l’arrivo mattutino non è stato scelto solo per ottimizzare la giornata ma anche per evitare le carovane dei tour organizzati). In auto non è possibile arrivare all’abbazia ma un ottimo servizio assicura con pochi euro, parcheggio + navetta che porta di fronte alle mura di Mont-Saint-Michel. I collegamenti, in estate, sono molto frequenti. Sull’impatto con Mont-Saint-Michel tanto è già stato scritto: l’imponenza del gotico, gli spazi che si aprono di fronte, il fondo del mare temporaneamente scoperto dalla marea, il vento che si infila ovunque giocando tra porte e finestre, il canto dei gabbiani grossi come polli…..Sottolineamo, di nuovo, l’ottima scelta, di trovarsi alle 9.00 per poter visitarlo ancora con ancora poca gente, perchè permette di cogliere tante sfumature altrimenti impossibili.Per le 12:00 siamo già a Cancale che si forgia dell’appellativo di Remarquable du Goût (importante sito del gusto), rinomata per la coltivazione di ostriche. Sul lungomare ci sono molti ristoranti, nei quali fanno bella mostra le portate a più piani colme di frutti di mare pronti per essere degustati dai molti clienti seduti ai tavoli. Come sempre il nostro lusso è il tempo, sedersi al tavolo equivale a dedicare qualche ora che non vogliamo spendere, quindi ci dirigiamo verso il porto dove un piccolo mercatino di pescatori vende piatti di ostriche da consumarsi sul muretto di fronte al mare, ce ne sono di varie grandezze, ci spiegano che il sapore è per tutte lo stesso ed è solo un gusto personale l’acquistarne di una misura o di un’altra (non ne siamo del tutto certi). Per il prezzo non c’è molta differenza, mediamente basso, molte persone già sono sedute a consumarle altre in fila per acquistarle, ci accorgiamo che tutti bevono acqua o coca-cola prese nel chioschetto piu’ avanti. Trovandolo inaccettabile ci mettiamo alla ricerca di una bevanda più consona, alla rotatoria del paese un piccolo negozietto vende degli ottimi vini di produzione propria, le bottiglie sono da 750cl mentre ci aggiriamo nel negozio cercandone una non troppo grande, il tipo capisce subito quali sono le nostre intenzioni, ci serve una bottiglia fredda da 33cl chiedendoci se deve togliere il tappo di sughero, aggiungendo due bicchieri. Pronti per la degustazione torniamo al mercatino, prendiamo 12 ostriche medie, ci vengono aperte e consegnate nell’apposito piatto con il limone, ce le gustiamo bevendo un buon bicchiere di Muscadet.Ripartiamo verso la cittadina fortificata di Saint-Malo, la città dei pirati. Alle 16:00 siamo a Rochefleure a pochi km da Saint-Malo il caldo ha avuto il sopravvento e dopo aver visto tante calette con mare cristallino ma con nessuna possibilità di parcheggio, dovuto al forte afflusso di bagnanti francesi decidiamo di fermarci e farci un bagno rigenerante. Come prevedibile il mare cristallino è invitante ma freddo questo però non ci fa desistere e tutta la stanchezza sparisce. Intorno alle 19:00 siamo a Saint-Malo rigenerati pronti per scoprire anche questa località, facciamo il giro perimetrale passando sopra le mura ci rendiamo subito conto come questi luoghi siano magici in inverno, quando le burrasche oceaniche fanno infrangere le gigantesche onde sulle mura, vaporizzando e riempiendo l’aria di schiuma. Ci sono delle cartoline che immortalano il fascino di questi eventi e ci ripromettiamo di tornare in inverno. Dal lungomare si nota una tripla fila di robusti tronchi inseriti saldamente nella sabbia di cui non capivamo a cosa servissero poi vedendo le cartoline ci siamo resi conto che servono per spezzare le onde prima che impattino contro il muro del lungomare. Cena in uno dei molti locali turistici senza infamia e senza lode. Alle 24:00 raggiungiamo il nostro campo base, Lanloup, un villaggio di meno di 300 anime che rappresenta l’essenza della Bretagna piu’ autentica. La casa che ci ospiterà per il resto delle vacanze è carina ed essenziale, ad accoglierci il buio più profondo ma un cielo stellato degno di un cielo del deserto. Restiamo per un pò in contemplazione con la testa all’insu’ però poi Morfeo ci chiama

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