Di cosa parliamo quando parliamo di Brasile... Note da e per un viaggio breve

Due settimana fai da te per scoprire il Brasile oltre i cliché. Rio e Salvador, San Paolo e Olinda, Paraty e le cascate di Iguazu, alla ricerca delle spiagge e viste da cartolina ma anche storie e luoghi un po' ...

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  • di mnz86
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Di Andrea Franzoni (http://andreafranzoni.blog)

Dici "Brasile", e già ti si para davanti agli occhi un’immagine preconfezionata stretta entro i margini squadrati di una cartolina. Palme, frutta, sole e spiagge sconfinate. Corpi torniti, cerette impeccabili, danze spensierate e cocktail zuccherati. Natura lussureggiante, genti senza tempo, bambini seminudi che giocano a pallone o che scorrazzano ai margini di una favela. Anche se non abbiamo fatto niente, queste immagini sono in un certo senso già presenti, nella nostra testa, come lo sono – in Windows – le immagini salvaschermo.

Eppure: di cosa parliamo, davvero, quando parliamo di Brasile? Parliamo di tutto questo – di una sequenza di fondali Instagram e di stati d’animo stereotipati – oppure, oltre alle palme, c’è di più?

L’ibrido che state per leggere, un po’ “reportage” (tra molte virgolette) e un po’ piccola guida di viaggio fatta in casa, è rivolto a tutti coloro che vogliono provare ad esplorare ciò che sta oltre ai margini di quella famosa cartolina chiamata ‘Brasile’ che qualcuno o qualcosa ci ha in un certo senso “installato” dentro. Se quella cartolina ti va un po’ stretta, se anche per questo hai deciso di affrontare questo paese enorme, e se vuoi provare ad allargare il tuo sguardo su ciò che questo continente contiene, quello che segue potrebbe essere di tuo interesse.

Con una premessa ovvia: non c’è naturalmente nulla di più assurdo e presuntuoso che pretendere, in due settimane di viaggio e con qualche scarna lettura di background schiacciata tra le mille altre incombenze della vita quotidiana, di capire realmente qualcosa del quinto stato al mondo per estensione (nonché settimo per numero di abitanti). Spero però che questo resoconto ti potrà essere comunque utile per capire come provare a tirar fuori da questi fatidici quindici o venti giorni di viaggio quanto di più, e quanto di meglio.

Nota per la lettura: il viaggio è stato svolto in coppia (33 e 32 anni), nelle settimane centrali di agosto, prenotando quasi tutto online in autonomia tra marzo ed aprile. Abbiamo alloggiato in strutture diverse (ostelli, ‘pousade’, B&B, hotel), cercando di spendere il giusto ma garantendoci anche un minimo sindacale di comfort (camera doppie con bagno privato). Ci siamo affidati per prenotazioni e recensioni al controverso ma efficiente Booking.com, e per il resto prevalentemente a Wikitravel, alla Lonely Planet e ai forum TripAdvisor (versioni in inglese). Così facendo, seguendo questo itinerario (con tutti questi – inevitabili – voli interni) in questa stagione, sappi che difficilmente riuscirai a cavartela spendendo molto meno di 1.800 euro a testa.

GIORNI 1 - 3: RIO DE JANEIRO (BASE LAPA)

Tag: Taxi, arrivare a Rio, alloggiare a Rio, Hotel Selina Lapa, Pan di Zucchero, Applicazioni e Internet, Centro storico, storia

Rio de Janeiro è una città enorme resa ancora più ampia dal fatto di avere punti di interesse dislocati su una superficie molto estesa e per di più, spesso, nemmeno ben collegata dai mezzi. Più che altrove, inoltre, ogni area della città ha una sua “anima” profondamente diversa: una cosa è il “Centro”, altra cosa sono i quartieri un tempo residenziali ed oggi – ciascuno a modo suo – piacevolmente decadenti (Lapa, Santa Teresa, Botafogo, Gloria o Flamengo), altra cosa ancora sono le zone delle spiagge (Copacabana, più popolare, ed Ipanema e Leblon, più esclusive). Per di più, ogni luogo prende una forma decisamente diversa con il passare della settimana: dal lunedì al venerdì, ad esempio, i quartieri del Centro sono decisamente popolati; nel fine settimana, al contrario, diventano deserti (e quindi poco sicuri). Tutte le zone citate, comunque, ospitano un’abbondanza di strutture ricettive: alloggiare in una zona oppure nell’altra, e spesso anche alloggiarci di giovedì o invece di domenica, significa più che altrove fare un’esperienza della città completamente diversa

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