Due settimane verdeoro

Un p' di nord e un po' di sud nel paese del futbol, della samba e della caipirinha (ma non solo)

  • di benny1979
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Dopo essermi concentrato, negli ultimi anni, fra l’Estremo oriente e l’Africa, per quest’anno decido che è giunta l’ora di iniziare a conoscere l’America Latina (in realtà ero già stato nel Caribe e in Messico, ma mai in Sudamerica); il ballottaggio finale è stato fra i grandi rivali, Argentina e Brasile, l’ha spuntata il paese verdeoro (ma l’Argentina è solamente rimandata!). Il paese è immenso, per cui, date le sole due settimane a disposizione, è stato necessario compiere scelte dolorose e scartare alcune tappe che sarebbero state senz'altro degne di nota, a partire dall'Amazzonia fino ad arrivare a Salvador De Bahia. Ho scartato altresì l’ipotesi di viaggiare per l’andata su una città (Rio de Janeiro) e il ritorno da un’altra (Salvador, appunto), troppo caro, meglio a/r entrambe su Rio. Sono stati inoltre necessari ben tre voli interni, anch'essi tutt'altro che economici, ma che mi hanno consentito di risparmiare tempo, in un paese cosi esteso e avendo poco tempo a disposizione, è impossibile pensare di spostarsi con i bus per lunghe distanze.

Le tappe:

Rio de Janeiro: la ciudade maravilhosa, e il nome è assolutamente appropriato. Decido di pernottare quattro notti in una pousada ad Ipanema (Pousada Bonita Ipanema, ad un paio di isolati dalla famosa spiaggia, a ridosso del posto 9, che sembra essere il quartiere più tranquillo della città. Scelta azzeccata. Lunga passeggiata sulla Avenida Atlantica, in direzione Copacabana, più animata, sino a posto 3, alla ricerca del chiosco dove si vendono i biglietti per la funivia al Pao de Açucar (vivamente consigliato acquistarli almeno un giorno in anticipo per evitare lunghissime code, soprattutto in alta stagione). Il panorama di Rio e delle sue baie dall’alto di questa verdeggiante collina, situata nel quartiere di Urca, è impagabile, non può essere dimenticato in alcun modo da chiunque decida di visitare la città carioca. Molto carina e decisamente frequentata anche l’adiacente Praia Vermelha. La mattinata successiva è dedicata al trem del Corcovado, che da Cosme Velho si inerpica fino alla famosissima statua del Cristo Redentore: anche qui il panorama è maestoso, ma, forse anche a causa del sovraffollamento di turisti e di una leggera foschia, è un gradino sotto alla vista dal Pan di Zucchero. Visito anche i quartieri di Lapa (molto caratteristico, con la bellissima e colorata Escadaria Selaron, un must) e Centro (molto moderno, ma altrettanto interessante). Mi affascina di meno, invece, Santa Teresa e il suo storico Bonde, il mitico tram giallo che attraversa questo quartiere (ricordate la scena di Gigi e Andrea del film “L’allenatore nel pallone”? ecco, è stata girata in questo quartiere). Per la sera niente di meglio di una birra gelata o di una caipirinha (se non le fanno buone loro, chi altro potrebbe?) in uno dei numerosissimi bar sulla spiaggia ad ammirare gli splendidi tramonti di Ipanema e le magie dei locali che si divertono fra beachvolley e beachsoccer. Rimane un giorno da dedicare ad una lunga e faticosa escursione a Ilha Grande (sono più di quattro ore da Rio in autobus), ma il giro in barca con sosta alle spiagge principali ne vale assolutamente la pena. Nel complesso Rio de Janeiro mi ha fatto un’ottima impressione, è una bellissima città, pulita, ordinata e, con le dovute accortezze, sicura (c’è polizia ovunque, con un corpo dedicato esclusivamente ai turisti). Mi sono limitato esclusivamente ai quartieri più turistici, evitando le zone poco conosciute e le favelas (non condivido le escursioni in queste zone problematiche, non solo per questioni di sicurezza, ma come se la povertà debba suscitare un’attrazione quasi morbosa per il turista “ricco” …). I brasiliani sono comunque persone molto gentili e disponibili, sebbene la lingua portoghese possa creare, soprattutto nei primi giorni, non poche difficoltà, ben pochi conoscono l’inglese. L’altro lato della medaglia sono i prezzi: paragonabili a quelli occidentali, se si pensa di viaggiare al risparmio, tipo Sudest asiatico, si è completamente fuori strada, ed è una regola che può valere per tutto il Brasile, soprattutto per il sud, più benestante, un po’ meno, ma nemmeno troppo, per il nord, più povero. Ah dimenticavo, il cibo … Italia a parte, è il paese dove ho mangiato meglio: la cucina è molto varia e comprende, in porzioni più che abbondanti, pasta, pizza, pesce, formaggi, frutta, ma è soprattutto la carne ad essere strepitosa, le caratteristiche churrascaria sono ovunque, consigliatissima la picanha!

Cataratas do Iguassu: tappa che da sola vale l’intero viaggio. La città di riferimento è Foz do Iguassu, a pochi km dalle cascate, dove mi sistemo all'Hostel Green House, carino, con una piccola piscina e dal personale estremamente gentile, ma un po’ troppo rumoroso a causa di numerosi giovani argentini qui per festeggiare un compleanno. Da qui si possono visitare entrambi i lati, quello brasiliano e quello argentino, del parco nazionale che ospita questa meraviglia della natura. Il lato argentino, generalmente considerato il “migliore” (io non ne sono poi cosi sicuro …), è senz’altro più ampio, richiede un’intera giornata lungo i vari percorsi che conducono singolarmente ai vari salti, fra cui il più famoso e spettacolare, la Garganta del Diablo. Vi è inoltre la possibilità di compiere un emozionantissimo giro in motoscafo proprio al di sotto delle cascate, da cui se ne esce completamente fradici, ma ne vale la pena! Strepitoso. Per accedervi è indispensabile avere con se il passaporto (si attraversa la frontiera) e, se si è sprovvisti di carta di credito, è necessario cambiare alcuni pesos. Il lato brasiliano, sebbene sia meno esteso e necessiti di una sola mattinata, dà la possibilità di una visione d’insieme delle cascate, con conseguenti fotografie spettacolari! Attenzione ai dispettosi coati, bestiole apparentemente simpatiche che non aspettano altro che di rubacchiare cibo ai turisti! Sempre a Foz è stata parecchio interessante, per me che amo gli animali, una visita al Parque dos Aves, non un semplice giardino zoologico, ma una struttura immersa nella foresta che ricrea con estrema cura, in enormi voliere, gli ambienti naturali in cui vivono le principali specie di uccelli presenti in Sudamerica, alcuni a serio rischio di estinzione, dai coloratissimi ara, agli ibis, ai rapaci e altri volatili, con moltissime possibilità didattiche, di cura e di salvaguardia

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