Brasile, un'esperienza di colori, musica e natura

Rio de Janeiro, Cascate dell'Iguazu, Salvador de Bahia, Fortaleza e... mondiali di calcio

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  • di Silvietta12
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Eccoci pronti per un altro viaggio, un’altra avventura! Eravamo rimasti con il sogno australiano nella mente e nel cuore, ma è giunta l’ora di attraversare un altro oceano e approdare nientepopodimenochè in Brasile! Grazie ai nostri magici biglietti Alitalia scegliamo questa meta, un po’ per mettere piede in Sud America, un po’ per andare a vedere i mondiali, un po’ per andare a curiosare in giro come nostro solito e un po’ perché a stare fermi in spiaggia proprio non siamo capaci. Così riusciamo ad organizzare, un po’ all’ultimo a dire la verità, le tappe del nostro viaggio:

- Arrivo a Rio de Janeiro (3 notti)

- Cascate di Iguazu (2 notti)

- Salvador de Bahia (3 notti)

- Fortaleza (2 notti)

- Rio de Janeiro (1 notte)

04-05.06.14

Partenza di mattina col volo Verona-Roma, prima tappa relax a Fiumicino per tutta la giornata per stare un pochino insieme ai nipotini e a mio fratello, poi verso sera torniamo in aeroporto… sperando di riuscire a partire. Ci siamo fatti mille calcoli per poter prendere questo aereo, partiamo in mezzo alla settimana, dopo il ponte del 2 giugno, con un giorno lavorativo in mezzo…insomma, vuoi proprio che sia tutto pieno? E infatti stavolta ci va liscia, memori del viaggio sul jump seat tornando da Los Angeles. Oggi invece riusciamo perfino a scegliere il posto! Quindi si parteeee! Destinazione Rio de Janeiro, un altro sogno che si realizza (ndr – i nostri ticket erano stand by). Ci imbarchiamo con circa 2 ore di ritardo, pazienza, volo tranquillo, di notte, ma non riusciamo a dormire molto. Alle 6am ora locale atterriamo a Rio (GIG), nuvoloso, un po’ umido. Andiamo a prendere il bus (il primo di una serie infinita) per arrivare fino all’hotel, a Flamengo (Augusto Paysandu – booking.com – ottimo qualità prezzo e posizione). La prima impressione della città è stata abbastanza tragica, diciamo che la strada dall’aeroporto al centro non attraversa proprio quartieri splendidi, vediamo le baracche ai margini della strada, immondizia, case in lamiera, mille fili della corrente aggrovigliati non si sa come, gente che cammina in tangenziale noncurante e un traffico pazzesco. Per fare poco più di 20 km ci abbiamo messo 2 ore. Ma tranqui, welcome to Brasil! Ah, dettaglio tecnico: noi non parliamo una parola di portoghese… e questo sarà molto divertente. Piano piano la città cambia aspetto, i quartieri si trasformano, arriviamo in centro, alla nostra fermata, attaccata all’hotel. Ci danno già la stanza pur essendo le 8 di mattina, prima dell’orario del check in, menomale… Veloce sosta “restyling” dopo il viaggio e siamo pronti per andare in avanscoperta! Il sole è venuto fuori, 26° e il cielo è azzurro… e qual è la prima cosa che decidiamo di vedere da bravi turisti? Il Cristo sul Corcovado, il simbolo della città e non solo, mille volte visto in tv e ultimamente in tutte le pubblicità dei mondiali…arriviamo!! Iniziano le prime barzellette con la lingua portoghese, sarà sempre un’impresa capire che autobus prendere, dove sono le fermate e dove scendere… si perché qui a volte ci sono le pensiline, a volte no, e dove ci sono molto spesso non sono scritti i numeri degli autobus che passano, quindi quando passa qualche bus semplicemente si ficca il naso dentro e si chiede all’autista…in un ingl-spano-itagnolo a volte dialetto…che ti racconta quello che vuole. Insomma, in qualche modo e sempre con un traffico super, al Corcovado ci arriviamo, anche perché non siamo certo gli unici. Marco riesce a intravedere il Cristo, da lontano, un primo sguardo…io come al solito orba non lo vedo. Per salire scegliamo il tradizionale trenino, un affare vecchio e sgangherato che sale sulla collina a 700 metri con una pendenza pazzesca. Speriamo che i freni tengano. In mezzo alla foresta del Tijuca, alberi tipo giungla, ma in mezzo alla città, bellissimo, un bel fresco e aria pulita (consiglio: sedersi sul lato destro andando in su, anche se ci sono i sedili storti J). Improvvisamente si apre uno squarcio dalla foresta che ci fa vedere un secondo tutta la baia. Emozione. Poi arriviamo, scendiamo, saliamo le scale, ci giriamo ed è lì, gigante, altissimo, imponente, il Cristo, di spalle, che sovrasta tutto e tutti. Emozione fortissima. 70 metri di statua, nel punto più alto della città, sul “morro” davanti al Pan di zucchero, sopra le spiagge, le baie e le insenature che creano uno dei paesaggi più belli che abbia visto. Mille foto ovunque. Ci godiamo il panorama e ancora non ci crediamo… che bella idea venire in Brasile. Siamo in mezzo a turisti da tutto il mondo ma soprattutto sudamericani, già carichi per l’imminente inizio dei mondiali. Wow, un’atmosfera unica. Riprendiamo il trenino sgangherato e scendiamo, altro bus e stavolta anche metropolitana (per evitare un po’ di traffico, ci sono solo 2 linee ma è comoda e assolutamente sicura) per raggiungere l’altro mito di Rio, Copacabana. Scendiamo a Siqueira Campos, la fame ormai si fa sentire, non sappiamo più che ore sono di nessun fuso orario, decidiamo di provare anche qui il primo di una lunga serie di baretti per strada che hanno in esposizione praticamente un orto in bella vista…frutta ovunque, coloratissima, bellissima, quasi sembra finta. Assaggiamo il succo al mango, che diventerà un must del viaggio, qualcosa di divino…gustosissimo…un succo di frutta vero, spremuto e semplicemente bevuto all’istante (per ben 6 reais, ovvero circa 2 euro per 500 ml di succo)! Wow. Poi ci dirigiamo in spiaggia, questa famosissima e meravigliosa Copacabana, una mezza luna enorme, con ai lati i morros che sovrastano le onde dell’oceano. E in spiaggia gente di tutti i tipi che prende il sole, corre, ride, suona, gioca a qualsiasi sport uno possa immaginare, mangia, vende (o ci prova) o semplicemente si rilassa al sole. Mica sono stressati i brasiliani, finiscono tipo alle 4 di lavorare e poi spiaggia… Gente fisicata e tutti incredibilmente bravi a giocare a calcetto, Marco è a dir poco meravigliato, la palla non cade mai. Facciamo una piccola passeggiata giusto per mettere a mollo i piedi nell’oceano… visto che la giornata ci regala ancora un bel sole decidiamo di salire anche sul pan di zucchero, che si staglia proprio di fronte a noi. Altro bus fino a Urca (hanno di quei nomi che fan troppo ridere…) e poi le due famose teleferiche tipo quelle per andare su in montagna, per salire fino in cima. Lo spettacolo è a dir poco meraviglioso. Già dopo la prima teleferica il paesaggio è da cartolina, ma saliamo subito fino su per goderci il panorama e scattare un milione di foto. Gli aerei passano sotto di noi (si si, proprio sotto), per atterrare all’aeroporto Dumont, in pratica in centro città, una roba incredibile, praticamente un lembo di terra fa da pista di atterraggio e decollo in mezzo alla baia di Rio, a 5 minuti dai quartieri più famosi… a saperlo dovevamo prendere almeno un volo qui, lo spettacolo dal finestrino deve essere grandioso. Ci piazziamo su una panca con vista del Cristo, spiagge e baia per goderci il tramonto in totale relax e contemplazione. Davvero unico, proprio una bella idea questo viaggio… J Non ci ricordiamo neanche da quante ore siamo svegli, ritorniamo in albergo con un altro bus, doccia ristoratrice, poi usciamo per cena in un localetto vicino all’hotel e poi crolliamo a nanna. Il primo giorno a Rio vale già il viaggio

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