Fernando de Noronha

Un viaggio "fai da te" alla scoperta dell'isola e dei suoi fondali.

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  • di Leucas 70
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Mi affaccio dal finestrino in attesa che l’aereo scenda di quota ed esca dalle nuvole. L’hostess ha appena annunciato di allacciare le cinture di sicurezza in previsione dell’atterraggio. Ma dov’è l’isola? Possibile che la foschia sia così densa da nasconderla alla… eccola, la vedo! Ha una vegetazione verde lussureggiante e le onde si infrangono spumeggiando sulle coste. Da questa altezza sembra disabitata e provo la sensazione di essere stato catapultato in una scena del film Jurassik Park. Siamo a 350 chilometri dalle coste del Brasile e quella sotto di noi è l’isola di Fernando de Noronha.

Nel 1988 è stata dichiarata per il 70% parco nazionale e nel 2001 è stata inserita nel patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, poiché ospita un ecosistema delicatissimo e pressochè unico al mondo. Affinché tutto questo rimanga inalterato, ci sono delle regole da rispettare e per soggiornare sull’isola, si deve pagare una tassa di preservazione ambientale: il governo brasiliano concede un numero limitato di permessi turistici al giorno. Fortunatamente io ed Antonella, la mia compagna di viaggio, siamo riusciti ad ottenere il visto dall’Italia, grazie al sito internet ufficiale dell’isola, tramite il quale abbiamo potuto pagare anticipatamente le tasse, ed ora ci troviamo in fila allo sportello dell’aeroporto di Fernando de Noronha in attesa di sbrigare le pratiche d’entrata. I mezzi di trasporto più diffusi sull’isola sono le Dune Buggy, ed è con una di queste che Adriana viene a prenderci all’aeroporto. L’abbiamo conosciuta attraverso un sito web in cui pubblicizzavano la loro agenzia turistica e, dopo aver effettuato una breve ricerca su internet e verificato che erano seri, bravi e…simpatici, ci siamo messi nelle loro mani per prenotare la “pousada” in cui avremmo trascorso il nostro soggiorno.

Nel Buggy entriamo a malapena in quattro e l’attrezzatura da sub non aiuta certo a stare più comodi. Ma è uno spasso correre per le strade dell’isola con il vento in faccia! Dopo dieci minuti arriviamo alla pousada, una struttura in legno con il tetto in tegole: è spartana, ma accogliente. Maria, la proprietaria, ci aspetta sulla soglia. E’ una donna sui cinquant’anni, minuta e con un sorriso che trasmette allegria. Non parla una parola di inglese e tantomeno spagnolo, mentre io l’unico termine che finora conosco in portoghese è “obrigado”. Ma si sa, le lingue di fronte alla disponibilità ed alla voglia di comunicare, possono trasformarsi facilmente nell’ultimo degli ostacoli. Ci accomodiamo nella saletta che funge sia da reception che da locale per la colazione e mentre Maria prepara the e biscotti, Adriana ci spiega quali attività offra l’isola oltre a consigliarci dove mangiare e come muoversi. Naturalmente il mio interesse è rivolto soprattutto alle immersioni. I fondali di Fernando de Noronha sono decantati in tutto il mondo per la ricchezza della fauna e per l’incredibile visibilità, che si dice raggiunga i cinquanta metri! Inoltre l’isola è famosa per la presenza delle tartarughe marine che l’hanno scelta come luogo in cui deporre le uova sulle numerose spiagge rigorosamente monitorate dai biologi e dalle guardie del parco nazionale. Non mi resta che verificare il tutto di persona.

Il giorno seguente mi sveglio presto e dopo aver fatto colazione, vado al diving center in paese per prenotare le immersioni. Riesco a trovare posto nel gruppo che partirà alle 11:00: non sto nella pelle e corro in camera a preparare l’attrezzatura videosub. Un furgone del diving passa a prendermi davanti alla pousada, poco prima dell’orario previsto, per accompagnarmi al porto dell’isola. Qui ci aspetta il catamarano a motore con cui raggiungeremo i vari punti di immersione. A bordo incontro persone che provengono da tutto il mondo tra cui una coppia di ragazzi francesi che hanno deciso di concedersi un anno sabbatico e fare il giro del mondo visitando i luoghi più famosi per le immersioni subacquee: è interessante ascoltare le loro esperienze nei mari dell’Australia, della Polinesia e delle Galàpagos dove non sono mancati incontri con squali, balene, e leoni marini

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