Obregada Brazil!

ITINERARIO DI VIAGGIO L’itinerario lo abbiamo per lo più studiato nei mesi che hanno preceduto la nostra partenza, ma, durante il percorso, ha subito qualche modifica.  Rio de Janeiro (stato di Rio De Janeiro)  Salvador (stato di Bahia) ...

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ITINERARIO DI VIAGGIO L’itinerario lo abbiamo per lo più studiato nei mesi che hanno preceduto la nostra partenza, ma, durante il percorso, ha subito qualche modifica.

 Rio de Janeiro (stato di Rio De Janeiro)  Salvador (stato di Bahia)  Chapada Diamantina (stato di Bahia)  Recife – Olinda (stato del Pernambuco)  Praia da Pipa (stato del Rio Grande Do Norte)  Fortaleza (stato di Cearà)  Jericoacoara (stato di Cearà)  Caburè (stato del Maranhao)  Barrerinhas – Lençois Maranhenses (stato del Maranhao)  Sao Luis (stato del Maranhao)  Morro de Sao Paulo (stato di Bahia) GLI INDISPENSABILI Oltre al passaporto e ai biglietti aerei non si può dimenticare:  Macchina fotografica (ho fatto molte più foto di quante potessi immaginare)  Infradito (calzatura nazionale)  Mp3 (per le tantissime ore di viaggio e perché, alcuni posti, richiedono assolutamente una colonna sonora)  “Il brasiliano in tasca” grammatica tascabile di lingua brasiliana (l’inglese lo parlano solo a Rio e poi è stato bello immergersi totalmente nella loro cultura provando a comunicare nella loro lingua)  Maglia pesante e sciarpina (sui mezzi di trasporto, siano essi onibus o aerei, l’aria condizionata è fortissima)  Agenda e penna (utilizzati per raccogliere gli appunti di viaggio e i recapiti delle persone straordinarie incontrate lungo il nostro cammino) 10 Agosto 2009 La mia avventura in questa incantevole nazione inizia il 10 di agosto alle ore 8 del mattino quando, la mia amica Tiziana ed io, prendiamo un volo della British Airways per Londra. Alle 13, nell’aeroporto londinese, ci aspetta il volo, sempre della British, che ci condurrà a Rio de Janeiro. Voli puntuali. Arriviamo nella “cidade meravilhosa” alle 20.50. Recuperiamo i bagagli, cambiamo un po’ di euro (avevo letto che il cambio all’aeroporto era conveniente, ma per noi non è stato assolutamente così) e prendiamo subito un taxi per l’ostello che abbiamo prenotato per 4 notti: il Bamboo Rio Hostel a Copacabana. La scelta del taxi è portata dal fatto che ormai è tardi, altrimenti avremmo usato il servizio bus che collega l’aeroporto con il centro della città. Durante il tragitto in taxi sento l’emozione che sale...Sono in Brasile, sono a Rio de Janeiro e penso che è da febbraio che pianifico questo viaggio e aspetto questo momento. Arriviamo al nostro ostello e ci sistemiamo in una camera doppia prenotata via internet. La camera, così come l’ostello stesso, non sono niente di speciale, ma è un buon compromesso per non spendere molto. Il personale si dimostra subito molto cordiale (come del resto scopriremo esserlo tutti i brasiliani) e la connessione internet è free. Dopo aver chiacchierato un po’ con la ragazza della reception per farci dare qualche suggerimento su come organizzare le nostre prossime giornate a Rio, torniamo in camera e crolliamo.

11 Agosto 2009 Sveglia all’alba! Siamo conscie di doverci ancora abituare al fuso orario. Dopo una buona colazione usciamo alla scoperta della città. In realtà pensiamo che sia meglio sbrigare subito un po’ di faccende tecniche: cambiare altri soldi, andare in agenzia per prenotare i voli per Salvador del 14, comprare 2 lucchetti per poter lasciare il bagaglio sicuro in ostello...Scopriamo subito che Banco Bradesco e Banco do Brasil sono le due banche che hanno bancomat abilitati anche per il prelievo con carte estere. Per l’agenzia di viaggi ci affidiamo ai consigli della Lonely Planet. Giriamo in lungo e in largo la grandissima Avenida Atlantica. La prima impressione che ho di questa città è che non sia così differente dalle città europee. Scoprirò nei giorni seguenti che la mia prima impressione non era sbagliata, solo incompleta. Purtroppo, verso l’ora di pranzo, inizia a piovere, ma solo un isolato ci separa da Copacabana e il desiderio di vederla è troppo forte. Vediamo quindi per la prima volta Copacabana in una veste insolita: sotto la pioggia e quasi deserta. Anche in questa inusuale veste questa spiaggia ha un fascino incredibile. Forse molto dipende dalla suggestione che si crea intorno a questo luogo, dall’averne tanto sentito parlare, dall’averlo sentito citare in numerosi testi di canzoni, dall’averne letto molto sulle pagine dei libri, ma tant’è, non è importante stare ad indagare il perché, questa spiaggia ti strega! Da lì a poco smette di piovere e come per magia le prime persone appaiono sia sulla grandissima passeggiata che sulla spiaggia. Passeggiando incontriamo Diego, un ragazzo italiano conosciuto sull’aereo, che è qui a Rio ospite di Jayme, un suo amico brasiliano. Dopo 2 chiacchiere Jayme ci invita a provare il frullato di açai in un locale lì vicino. L’açai è un tipico frutto brasiliano molto nutriente, una vera bomba energetica. Salutiamo Jayme e Diego per proseguire la nostra passeggiata verso Ipanema. Spunta anche qualche raggio di sole che irradia quest’altra meravigliosa spiaggia di Rio. Proprio all’inizio della spiaggia c’è una collinetta sulla quale è possibile salire per godersi la vista di Ipanema e di Le Blon da un punto panoramico. Non possiamo perdercela soprattutto vista la luce meravigliosa che si è creata. Per la cena ci affidiamo di nuovo alla Lonely Planet che suggerisce un ristorante che si chiama “La Trattoria” nel quale mangiamo molto bene a costo contenuto

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