The Botswana Adventure

In viaggio nella terra degli elefanti

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  • di mariapaola79
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro

Non ci saremmo dovuti preoccupare di nulla. Lo staff sarebbe stato formato da tre persone: un autista più due aiutanti che avrebbe pensato a montare e smontare il campo, cucinare e lavare i piatti. Ovviamente avremmo potuto dare una mano ma non era richiesta la nostra partecipazione attiva, a differenza di programmi offerti da altre agenzie. Il gruppo poteva arrivare ad un massimo di 16 persone, altra nota positiva visto che i gruppi numerosi proprio non fanno per me e saremmo stati di nazionalità mista, avendo escluso le partenze con l’accompagnatore parlante italiano. L’itinerario era interessante, non solo toccava tutti i must di un viaggio in Botswana come il Delta dell’Okavango, il Parco Chobe e la Riserva Moremi; includeva anche zone meno note come la Tuli Game Reserve e si estendeva fino alla Cascate Vittoria, in Zimbawe, che al terzo viaggio nel sud dell’Africa era tempo di visitare.

L’unica nota dolente erano i km che avremmo dovuto macinare (più di 3.500 km). Il viaggio sarebbe iniziato e terminato a Johannesburg, in Sudafrica. Questo permetteva di abbassare drasticamente i costi, rendendo il Botswana un viaggio accessibile anche a chi ha uno stipendio normale. Tra vari ripensamenti e preventivi sempre più stellari ci siamo convinti che la proposta della Xenia Viaggi fosse quella vincente.

E cosi il 13 luglio alle 15,30 partiamo da Bologna su un volo Emirates diretto a Johannesburg.

Volando con Emirates facciamo ovviamente scalo a Dubai, un aeroporto su cui siamo già transitati parecchie volte. In questa occasione avremo anche l’onore di dormire in aeroporto e non su di un scomodo seggiolino di plastica. A causa di una importante differenza tra l’operativo volo inizialmente quotato e quello confermato, l’agenzia ci ha gentilmente omaggiato una notte nel Dubai International Hotel. Ci attendeva uno scalo di ben 9 ore e senza l’appoggio della camera sarebbe stata un’attesa sfiancante.

Ripartiamo il 14 luglio alle 10,05 della mattina per arrivare finalmente a destinazione alle 16,25 ora locale.

Siamo in Sudafrica, che ancora una volta ci ha accolto con un grande sorriso. Non appena metto piede a terra la stanchezza del viaggio e soprattutto lo stress accumulato evaporano come una bolla di sapone, lasciando il posto alla sana adrenalina da scoperta. Ora si che mi sento finalmente in vacanza. Spazzo via dalla mente tutte le ansie e incazzature lavorative che mi hanno tormentato nell’ultimo periodo e faccio posto alle emozioni e gioie che l’Africa ha in serbo per me. Sento che sarà un’avventura degna di questo nome. Il cellulare è ancora in modalità aereo e decido di lasciarlo così per tutta la durata della vacanza. A questo giro voglio connettermi solo alla natura, tutto il resto può aspettare.

A Johannesburg ci attende una lunga coda al controllo passaporti. Perdiamo più di un’ora e quando siamo finalmente fuori dall’aeroporto noto con stupore che è già buio. Qui in Sudafrica è inverno e avevo dimenticato che alle 18,00 è già buio pesto. Troviamo senza troppo difficoltà lo shuttle gratuito dell’Hotel. Pernottiamo al Peermont Metcourt Suites, dove avevamo già alloggiato qualche anno fa alla fine del viaggio in Sudafrica. Grazie alla sua vicinanza con l’aeroporto è la soluzione ottimale per chi a Johannesburg è solo in transito.

L’Hotel fa parte di un complesso molto più grosso, l’Emperors Palace, con all’interno cinema, ristoranti e mega casinò. Rifiniture e abbellimenti vari ricordano una piccola Las Vegas in miniatura. Non amo molto questo genere di spazi e certe trovate kitsch (come la riproduzione del David di Michelangelo) ma ammetto che l’Emperor Palace ha il suo fascino e vi permetterà di trascorrere una piacevole serata. Noi, nel rispetto dei vecchi ricordi di viaggio, ceniamo da Braza. Si rivela nuovamente un ottimo ristorante, in particolare per la carne. Attenzione che le foto sul menu sono ingannevoli, le porzioni sono in realtà giganti. Il personale è gentile e cordiale e il conto super competitivo. (ordiniamo beef espetadas, pollo arrosto in salsa piri piri, fegatini di pollo, 3 birre medie. totale con mancia 500 rand, pari a 32€)

Ordiniamo due castle ghiacciate e brindiamo all’inizio di questa nuova avventura.

Lunedi 15 luglio

La sveglia suona alle 6,00. Facciamo colazione, raccogliamo le nostre cose e ci presentiamo in reception dove incontriamo lo staff della Kikobo e il resto del gruppo formato da altre 8 persone di nazionalità mista, c’è addirittura un australiano. (Valentina e Joris, una coppia di novelli sposi con cui stringeremo una bella amicizia, Ornello di Monza, Michelle francese & Sara inglese con i figli Sam e Ben, e Peter direttamente dalla lontana Australia). In totale siamo in 10 e questo ci permette di avere sul track che useremo per gli spostamenti principali spazio in abbondanza, tenendo conto che è omologato al trasporto di 16 persone.

Oggi ci aspetta un lunghissimo viaggio. 600km per uscire dal Sudafrica e attraversare la provincia del Limpopo per raggiungere il Khama Rhino Sanctuary, prima tappa del nostro itinerario. Il Khama Rhino Sanctuary si estende per oltre 40 chilometri quadrati nel Kalahari Sandveld e venne fondato nel 1992 allo scopo di fornire un habitat importante per la conservazione dei rinoceronti bianchi e neri, a rischio estinzione. L’area è popolata da diversi animali selvatici, tra cui si contano 230 specie diverse di uccelli.

Per fortuna le strade sono in buono stato ma 600 km tutti filati sono uno sproposito. Il mio sguardo corre fuori dal finestrino e si muove nei vasti spazi africani; quella terra rossa e il cielo senza nuvole, un paesaggio ormai famigliare e rassicurante. È uno dei rari luoghi al mondo dove riesco a non pensare, semplicemente assaporo la bellezza di quello che ho di fronte, svuoto la mente e mi sento libera. Sono di nuovo in Africa e non potrei essere più appagata. La mia anima è straripante di gioia.

Ci fermiamo in un supermercato per acquistare acqua e qualcosa da mangiare per il pranzo. Sarà un pranzo veloce consumato nella piazzola di un’area di servizio. L’idea è cercare di arrivare al Camp prima delle 16,00 per avere la possibilità di partecipare ad un game drive all’interno della riserva. Purtroppo, al confine impieghiamo più tempo del previsto. Oggi ci sono molte persone e la coda che si è formata è lentissima. Capiamo ben presto che per il game drive dovremo attendere l’indomani

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