Botswana Avventura self-drive in roof tent

Alcuni imprevisti hanno movimentato la nostra vacanza, tutti finiti bene...

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  • di Panteri
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Dopo il meraviglioso viaggio in Namibia di due anni fa (2012 - documentato in Turisti per Caso), quest’anno abbiamo deciso di ripetere l’esperienza nell’Africa subsahariana, scegliendo come meta principale l’attiguo Botswana.

Anche in questo caso, il merito dell’organizzazione del viaggio è soprattutto di mio marito Filippo, anche se abbiamo condiviso ogni meta e scelta logistica. Io mi sono concentrata sull’organizzazione delle vaccinazioni necessarie - abbiamo effettuato profilassi per tifo, tetano, epatite e malaria (Malarone) – e sui presidi medici consigliati.

Il viaggio prevede, come in Namibia, un fuoristrada equipaggiato con “roof tent” ed attrezzatura da camping, nel periodo dal 20 luglio al 5 agosto con soste in parchi e campeggi, come da foto.

A differenza del precedente viaggio in Africa, nonostante un’organizzazione scrupolosa, questa volta ci siamo "concessi" alcuni imprevisti che hanno movimentato e rallegrato la nostra vacanza, essendo tutti finiti bene...

20-21 luglio

La partenza è stata subito vivacizzata dalla minaccia di uno sciopero che tuttavia, almeno per noi, non ha creato alcun ritardo al volo che anzi è partito puntualmente. Alle 11.00 di domenica 20 luglio abbiamo lasciato Malpensa e dopo lo scalo a Jeddah in Arabia Saudita siamo arrivati a Johannesburg l’indomani all’incirca alla stessa ora.

Lo scalo a Jeddah, piuttosto lungo, si è rivelato alquanto "suggestivo": l’aeroporto infatti è in via di ristrutturazione per cui tutti i viaggiatori sono ospitati in una grande sala che offre complessivamente un duty free, un piccolo ristorante ed un bar. Gli sfarzi di Abu Dhabi e Dubai sono qui sostituiti dall'autenticità dei viaggiatori locali: nei momenti di picco, non meno di un migliaio di persone tra uomini, donne e bambini, prevalentemente arabi (gli unici occidentali credo fossimo io, mio marito e un altro paio di coppie), chiacchierano animosamente come fossero al mercato in una confusione talvolta disorientante, con voli continui in partenza per le destinazioni più disparate: Islamabad, Parigi, Mumbai, Karachi... Anche il passaggio ai varchi di controllo è ben diverso da quello cui siamo avvezzi: a parte la divisione fra uomini e donne, è un vociare continuo in mezzo ad una folla irruenta che non fa mancare spintonate... Ad un certo punto mi sento, senza volerlo, allontanata dalla coda sino a quando una coppia di militari donne mi fa progredire e superare il varco redarguendo le mie vicine indisciplinate. Insomma, un’esperienza diversa dal consueto, ma che francamente non rifaremmo volentieri...

Arriviamo a Johannesburg in mattinata, dove ci attende il nostro referente del noleggio auto: ci conduce a Pretoria, presso la sede, e nel consegnarci l’auto dopo le firme di rito ci illustra tutte le indicazioni necessarie per guidare, fare benzina, montare la tenda e iniziare il nostro viaggio in assoluta tranquillità e sicurezza.

Partiamo quindi alla volta di Gaborone, capitale del Botswana, dove arriviamo verso le 19.30, dopo aver varcato, senza troppi vincoli amministrativi, la prima frontiera “border point” della vacanza. Per la prima notte, dopo il lungo viaggio in aereo e in auto, ci concediamo una riposante notte in albergo, presso il centralissimo Cresta Hotel, dove ci godiamo una cena tipica: per me seswaa (carne tritata di capra), pap ( un purè fatto di farina di mais) e morogo (spinaci selvatici) e per mio marito pesce alla griglia con leputshe (zucca selvatica)

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