Botswana, foto e miniguida

Viaggio in solitaria: tutto quello che dovete sapere per un tour fra parchi e villaggi

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  • di raf999
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Un tributo al popolo dei San, boscimani del Kalahari. Come viaggiatrice in solitaria e come fotografa, e come scrittrice di libri di viaggio, sento doveroso raccogliere alcuni consigli che sono orientati più al viaggiatore che al turista, a colui o colei che intende il viaggio come esperienza di vita e full immersion in una realtà molto diversa dalla nostra. Viaggiare richiede tempi e flessibilità, e un grande spirito di adattamento, richiede di vivere alla giornata, pronti a cambiare rotta e programma; a meno che non si abbia un budget illimitato e si noleggi un aereo privato. Viaggiare in modo indipendente non è facile, e occorre anche molta diplomazia. Africa? In passato ho spesso detto: non sono pronta per l’Africa. Come se servisse una sorta di passaporto mentale, un training specifico. Mappe, guide, libri, siti internet: trovo un volo su Johannesburg molto conveniente e noleggio un fuoristrada bello equipaggiato e tosto. La cartina mi svela strade e confini: Sudafrica, Botswana, Namibia, Zambia. In Botswana vi sono alcuni strepitosi paradisi terrestri: il Chobe National Park, il Makgadikadi Pans, il Delta dell'Okavango, il Deserto del Kalahari. Una assolata Africa che offre una natura mozzafiato e l'occasione di osservare da vicino, anche senza tour guidati-ma con molte precauzioni e rispetto, zebre ed elefanti, iene e leoni, gazzelle e uccelli di mille varietà, ippopotami e ogni ben di Dio di animali e piante. Ho avuto anche un incontro TROPPO ravvicinato con un leone, nel Kalahari. La nota dolente del Botswana è la situazione in cui versa il popolo dei Boscimani, fiero ma sperduto e disperso a causa di una miniera di diamanti. I Boscimani sono stati deportati, maltrattati, discriminati e costretti a lasciare la loro casa: il deserto del Kalahari di cui conoscono ogni angolo più remoto e in cui hanno affinato squisite arti di sopravvivenza. Per i viaggiatori che non siano più che esperti, consiglio vivamente di scegliere un viaggio organizzato. Ecco la mia miniguida divisa per argomenti:

Dove andare e come spostarsi, dove dormire, dove e cosa mangiare, abbigliamento, vaccini e medicine, soldi, guide, foto, lingua, clima, telefono e internet, donne sole.

DOVE ANDARE E COME SPOSTARSI: Evitare la stagione delle piogge, da metà novembre ad aprile, quando le strade dell’interno diventano fangose, irriconoscibili e impercorribili; nella stagione secca si può andare quasi ovunque via terra, senza mai dimenticare una scorta d’acqua rigorosamente in bottiglia, da bere senza aggiunta di ghiaccio di dubbia provenienza, anche a costo di bere acqua quasi bollente. Noleggiare un fuoristrada è una ottima soluzione, per poter visitare i parchi. Ma bisogna fare molta attenzione: le strade sono soprattutto al nord disconnesse ed è facile trovarsi con una gomma a terra. Imperdibili il Chobe National Park e il Delta dell'Okavango. Andare solo se superattrezzati nel Deserto del Kalahari, e per il Makgadikadi Pans-grande come il Portogallo- è indispensabile una guida, poiché il terreno è estremamente infido e i rischi di infossarsi in un pantano o forare sono molto alti.

ATTENZIONE: per accedere ai Parchi occorre un permesso, e per pernottarvi un permesso speciale che in alta stagione è esaurito mesi prima.

DOVE DORMIRE: Per dormire, nella capitale Gaborone vi sono molte soluzioni, ma non molto economiche. In prossimità dei parchi, in piena stagione si rischia di trovare posti solo in hotel e resort di lusso, veramente molto costosi. Una tenda e un sacco a pelo possono spesso salvare il budget, ma... attenzione alla fauna! Io ho Preferito ad esempio nel Kalahari dormire in auto: il cibo in scatola è più indigesto per i leoni! Come in altri Paesi tipo il Sudafrica, si trovano molti alberghi gestiti da bianchi, e con la maggioranza di ospiti bianchi. Per godere della cultura locale, è meglio non isolarsi nel proprio essere bianchi! Gli starnieri sono bene accetti ovunque. In Botswana spesso si trovano persone che fanno l'autostop ai margini della strada, è un modo di viaggiare molto comune. Valutate bene chi prendere a bordo

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