Sarajevo

Come sempre per noi, non una vacanza, ma un viaggio... Traversata notturna e tranquilla dell'Adriatico fino a Spalato con il traghetto, e da qui destinazione Sarajevo con un autobus di linea. Facili da trovare in quanto la stazione degli autobus ...

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  • di Kms Kms
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro

Come sempre per noi, non una vacanza, ma un viaggio...

Traversata notturna e tranquilla dell'Adriatico fino a Spalato con il traghetto, e da qui destinazione Sarajevo con un autobus di linea. Facili da trovare in quanto la stazione degli autobus é proprio di fronte al porto. Il viaggio in pulmann é stato veramente stupendo, dall'atmosfera della musica balcanica al paesaggio che dalla caotica periferia di Spalato si é trasformata in paesaggi da sogno con strade a strapiombo sul mare, fino ad arrivare poi ad imboccare la strada diretta in Bosnia.

Bei paesaggi, fiumi, qualche lago e montagne, sicuramente da noi sarebbe stato turistico, ma ecco le prime bandiere sulle case, croate o bosniache e segno del loro nazionalismo, e poi ogni tanto i segni della recente guerra. Case bombardate, chiese o moschee danneggiate, fori sui muri: così fino alla periferia di Sarajevo. E' qui che arriva la sorpresa di una città meravigliosa, con un centro storico fatto di bazar, moschee e minareti.

Non aspettavamo fosse così bella, ma qui i segni della recente e stupida guerra, come stupide sono tutte le guerre, si vedono eccome. Fori su quasi tutte le case, cimiteri ovunque, in ogni spazio verde della città dove non esistono o quasi alberi perché utilizzati per fare legna durante l'assedio, ma quello che più colpisce è al bazar dove le tante botteghe di fabbricatori di oggetti in rame espongono lavori ricavati dai bossoli dell'artigleria pesante. Come colpisce l'indifferenza della gente, un'indifferenza, come ci hanno spiegato, che nasce dall'aver constatato di essere lasciati soli, abbandonati da tutto il mondo durante l'assedio, ma soprattutto dopo con l'arrivo delle "truppe della salvezza nato".

Contrariamente a quanto ci hanno vedere nelle nostre tv, si sono anche impegnati a far uscire qualcuno dalla città assediata dal famoso tunnel sotto l'aeroporto, unica via di fuga dalla città, chiedendo ricompensi in denaro a una popolazione stremata dalla fame e dal freddo !!! E più di una persona ci ha raccontato questo !!! Ho provato imbarazzo, ma anche vergogna, perché la nostra nazione c'era lì !!! Nelle librerie é possibile trovare una simpatica quanto tragica guida di Sarajevo sotto la guerra.

Ma andiamo avanti, dicendo che costa tutto poco e vale davvero la pena fare una visita, per chi ama viaggiare. Da non perdere: la piazza principale con la fontana araba, il bazar, la moschea principale, dove si respira davvero un clima di pace specie la sera, il vecchio cimitero Alifakovac, e il famoso tunnel di cui sopra. E qui un'altra avventura. Essendo un pò fuori dalla città, ci hanno detto di arrivare al capolinea di un tram, per poi prendere un taxi. Saliamo su una vecchia Mercedes di quelle col muso lunghissimo, la solita piacevole musica balcanica alla radio, prendiamo una strada sterrata, fino a quando il taxi non si ferma in aperta campagna. Arrivati !

Siamo proprio accanto all'aereoporto, arriva un ragazzo che é il custode di questo museo che ha dell'incredibile. Siamo in una casa, quella era la casa della sua famiglia, da lì iniziarono a costruire quel tunnel che era l'unica via per far entrare cibo e far uscire i malati ed i feriti. Una via di fuga pericolosa, sempre sotto tito dei carroarmati nemici. Oggi si può fare un giro sotto il tunnel e vedere quel piccolo museo fatto di foto, divise, attrezzature, bandiere di tutto il mondo con al centro quella della pace.

Sono visite che tutti dovrebbero fare, per imparare la vera cultura della pace, quella dell'accettare le diversità. E forse Sarajevo lo é stata e lo sarà la capitale di questa cultura, perché é la città dove accanto alle moschee trovi la sinagoga o la chiesa cristiana o quella ortodossa. Mi resterà in mente un'immagine della periferia.

Stavo fotografando uno di quei famosi palazzi distrutti dalla guerra, quando un bambino ci ha chiamato dal piano terra di quel grattacielo per farci vedere dove viveva con il padre e la sorella e per chiederci un soldo. Questa é la guerra...La politica ci fa credere delle cose, ma a rimetterci é sempre la povera gente.

Al ritorno il pulman é passato per Mostar, e qui la città é messa davvero male: tutto o quasi é distrutto, militari ovunque. Una breve visita a Spalato, che ha un bel lungomare ed un bel centro storico con tutti i palazzi veneziani, una bella birra e si ritorna alla solita vita. Ma con una bella esperienza in più ! Uno dei più belli dei nostri viaggi !!!

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