Turisti (non) per caso in giro per i colli bolognesi…

Di come e perché abbiamo realizzato, per la prima volta e in via sperimentale, un percorso che ha tante cose da raccontare...

 

Di Turisti per Caso sapete tutto… il bello è che almeno per una volta la nostra meta non si trova dall’altra parte del mondo, bensì qui a Bologna, a pochi chilometri da casa! Quello per i colli bolognesi è un percorso che oggi sembra quasi “abbandonato”, ma che le nostre nonne facevano spesso, inerpicandosi per gli antichi sentieri (come quello dei Bregoli) o magari utilizzando la funivia che una volta portava bolognesi e pellegrini al Santuario di San Luca.

Tour ecosostenibile

Ma perché rendere raggiungibile in modo ecologico la collina è così importante? Semplice: in primo luogo perché si tratta della più grande area verde della città di Bologna, ma soprattutto perché, nonostante i colli siano stati protetti dalla cementificazione e dagli abusi edilizi, non appartengono più (se non in minima parte) alle mete preferite dei bolognesi. Noi i colli li guardiamo con amore, siamo felici che ci siano, ma la domenica troppo spesso preferiamo prendere la macchina e sobbarcarci ore di coda per andare fuori porta. E pensare che dal cuore della città basta un quarto d’ora per ritrovarsi in mezzo a una natura rigogliosa a forte vocazione agricola da riscoprire, amare e rilanciare. Avete mai sentito parlare dei prodotti della terra a chilometro zero? La collina era l’orto di Bologna, il nostro sogno sarebbe quello di produrre il carciofo violetto di San Luca e farlo assaporare nei ristoranti del centro. Un’altra chimera sarebbe quella di vedere la terra coltivata come si faceva una volta, magari sperimentando nuove tecniche naturali. E sarebbe anche più bello vedere i campi coltivati con l’aratro trainato dai buoi o i carretti in stile amish! Certo, scherziamo, ma sicuramente sarebbe auspicabile un agrisharing, ovvero un uso collettivo dei mezzi agricoli. Ma noi ragioniamo da turisti e quindi contiamo poco, però se questi nostri argomenti vi sembrano interessanti, fatevi sentire… perché la nostra idea è che questo tour possa diventare un appuntamento fisso, un’occasione per una gita culturale a tutto tondo.

Il 2 e il 3 maggio di quest’anno abbiamo sperimentato il percorso con i ragazzi di alcune scuole: è finita con la richiesta da parte di tutti di ripetere questa esperienza almeno una volta all’anno. Poi il 5 maggio un analogo percorso è stato fatto con gli adulti. Foto © Mauro Oggioni

Syusy

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Commenti
  1. sperodattilo
    , 14/9/2012 14:30
    che bello san Luca pur essendo cosi' vicino non ci sono mai stata mio padre lo rammentava sempre e mi diceva che da piccolo andavano li in pellegrinaggio doveva essere una tradizione lui era nato a Bologna e vivevano a sasso marconi nel periodo della seconda guerra mondiale quindi ha vissuto tutti gli
    aspetti negativi della guerra come il crollo della caso e il ritorno nel dopo guerra qui a Prato dove io sono cresciuta e dove avevano le origini e quindi qualche parente : probabilmente la mia voglia di viaggiare e' una modificazione genetica dato che sia mio padre che mia madre e le loro famiglie per varie motivazioni hanno "viaggiato" molto anche senza avere la passione ma costretti dai vari eventi storici e lavorativi
    mia madre fa' parte degli esuli istriani e aveva madre ungherese ;) ora sono rimasta senza di loro ma i loro racconti mi accompagnano sempre e mi piace rivivere quello che mi hanno raccontato
    magari se fate qualche incontro a san Luca posso sapere quando ??? grazie

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