A tutela del diritto alla salute

<span class=sottotitolo>Centinaia di cittadini bolognesi (compresi Syusy e Patrizio) hanno firmato un ricorso contro il Sindaco e la Giunta Comunale di Bologna a tutela del diritto alla salute e contro l'inquinamento</span> di Di Barbara Rinaldi Nel mese di Dicembre 1999 ...

Nel mese di Dicembre 1999 un gruppo di noi residenti del Quartiere Saragozza, preoccupati dell'allarmante inquinamento e decisi a contrastare la minacciata riapertura al traffico di Via del Pratello e per difenderne la pedonalizzazione ormai più da nessuno rispettata, costituì il Comitato Al Crusél coordinato dalla sottoscritta Barbara Rinaldi. "Crusél" significa in dialetto bolognese "crocevia" e così è sempre stato chiamato dai residenti da vecchia data l'incrocio tra Via Pietralata e Via del Pratello. La mia preoccupazione sull'inquinamento era scaturita dal fatto che ho una bambina di cinque anni con continui problemi respiratori da quando aveva pochi mesi e diagnosticati dal pediatra e dagli specialisti come "normali" nei bambini che vivono nelle aree inquinate. Ma a me non sembrava normale il fatto di dovere somministrare per 8/10 volte all'anno gli antibiotici o il cortisone a mia figlia per farla stare meglio. Parlando con altri genitori e persone che la pensavano come me, ci trovammo d'accordo che occorreva fare qualcosa.

Cominciammo quindi a chiedere maggiori informazioni sullo stato dell'inquinamento a Bologna e scoprimmo che nel mese di luglio 1999 la Giunta aveva preso formalmente atto delle Valutazioni dell'aria 1998 nella città di Bologna. Questo documento era stato redatto dal Comitato Tecnico Scientifico del Comune formato da ARPA, ENEA, AUSL e UNITA' AMBIENTE e conteneva dati già allarmanti sullo stato dell'aria respirata dai bolognesi nel 1998 (le rilevazioni del benzene sono iniziate proprio in quell'anno) ma soprattutto conteneva una serie di indicazioni che i tecnici fornivano all'Amministrazione Comunale per cercare di contenere questo grave problema. Tra queste indicazioni erano previste per citarne solo alcune: aumento delle aree pedonali, aumento delle piste ciclabili, diminuzione del traffico veicolare privato tramite varie proposte tra le quali la riduzione dei permessi di accesso al centro storico, accensione di Sirio, ecc,ecc, ecc.

A partire dal mese di ottobre 1999 la nostra Amministrazione Comunale adottò invece provvedimenti totalmente contrari a quelli indicati dai tecnici per combattere l'inquinamento e cioè: furono riaperte al traffico Piazza Aldrovandi e Via Zamboni, fu minacciata la riapertura al traffico di Via del Pratello (dal Comitato al Crusél poi scongiurata dopo una estenuante difesa), fu cancellata la pista ciclabile in via San Felice senza offrire alcuna alternativa, fu in generale liberalizzato il traffico privato e le 71.000 multe erogate in meno nel '99 rispetto al '98 (il 30% in meno) ne sono l'esempio più significativo (dati estratti dal PGTU di luglio u.S.). Ma il dato più grave fu che mentre Via Zamboni era stata l'unica strada del centro storico nella quale il benzene si manteneva sotto i livelli di allarme (una media di 5mcg), dopo la riapertura al traffico il benzene arrivò anche qui oltre i 10mcg.

Nel mese di febbraio 2000 la Giunta prese atto delle Valutazioni dell'aria del 1999 che riconfermavano i dati allarmanti del 1998 con un peggioramento per quanto riguardava il benzene in alcune strade del centro storico e con un dato medio di 67 mcg di POLVERI FINI nell'aria della città di Bologna, dato quindi ancora molto superiore al livello di allarme di 40 mcg. Previsto dalla Comunità Europea. A questo riguardo per l'Organizzazione Mondiale della Sanità non esiste una soglia di allarme per le POLVERI FINI considerate dannose anche alle minime concentrazioni.

La Giunta prese atto di tutto ciò ma ribadì in più occasioni che il Diritto alla Mobilità è sacrosanto

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