Titicaca, Uyuni e itinerario sud Lípez

Viaggio tra le mete più affascinanti dell'altipiano boliviano

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  • di davovad
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 8
    Spesa: Fino a 500 euro

Approfittiamo la visita dei nostri ex vicini di Bogotá (Colombia) per rivedere tre luoghi affascinanti della Bolivia.

LAGO TITICACA

Arriviamo a Copacabana di notte sotto un tremendo acquazzone. Il giorno dopo ci rendiamo conto che non era colpa del maltempo se non c’erano molti turisti: i disordini seguiti ai brogli elettorali di ottobre hanno spaventato gli stranieri, mentre i locali avranno preferito passare il Natale in famiglia. Ho trovato la città piuttosto peggiorata rispetto a 2 anni fa, anche per colpa dei continui scioperi e blocchi stradali che avranno sicuramente fatto diminuire le presenze. Anche l’Hotel Las Kantutas, prenotato su internet, conferma il declino della città...

Dopo aver visitato il Santuario e comprato il necessario per il viaggio, partiamo nelle nostre due macchine alla volta di Yampupata, la penisola che si allunga verso la Isla del Sol. Nel porticciolo ci rendiamo conto che le faide tra le comunità dell’Isla del Sol sono ancora in corso, nonostante gli annunci del Governo di averle risolte. Morale, è difficile arrivare alla parte nord dell’isola, ma non impossibile. Riusciamo a contrattare César, che con la sua barca ci porta prima a visitare la Isla de la Luna, col suo splendido Templo de las Ñustas, incredibilmente vuoto. Siamo gli unici visitanti e possiamo apprezzare in pieno l’incanto di quei luoghi. Dopo un’oretta salpiamo per Challapampa, nella parte nord dell’Isla del Sol. Il viaggio è piuttosto lungo perché César non vuole essere visto e fa un giro lungo verso nord. All'arrivo ci aspetta il proprietario dell’hotel Willca Kuti, che abbiamo prenotato su internet. Purtroppo molti hotel e i ristoranti sono chiusi a causa della diminuzione del turismo per colpa della disputa tra comunità. L’hotel si trova proprio sulla spiaggia, nel mezzo della spettacolare baia. Approfittiamo delle ultime ore di luce per visitare la roccia del puma, la mesa ceremonial e il laberinto. Nota: la biglietteria è abbandonata, così come i siti, che possono essere visitati senza particolari problemi, sperando che non ci siano vandali in azione...

Il giorno dopo percorriamo il sentiero sul crinale che ci conduce a Yumani, nella parte sud dell’Isola. Prima dell’arrivo, un posto di controllo ci chiede 10 Bs. a testa (solo gli adulti) come "diritto d’accesso"... nessun biglietto, temiamo che quei soldi, invece che per lo sviluppo locale, finiscano per finanziare qualche bottiglia... Arriviamo in serata all’hotel Wara Uta, con splendida vista sull’Isla della Luna ma vicinissimo al crinale, così da poter vedere anche l’altro lato. Pochissimi turisti. Andiamo al vicino mirador per goderci il tramonto.

Il giorno dopo César ci viene a prendere al molo, nei pressi della Escalera del Inca. In dieci minuti arriviamo a Yampupata, riprendiamo le macchine (parcheggiate nel cortile di casa sua) e torniamo a La Paz, mentre i nostri amici fanno una deviazione a Tiahuanaco e ci raggiungeranno il giorno dopo.

UYUNI

Dopo aver passato il Natale con la famiglia di mia moglie, per Santo Stefano (che in Bolivia non è festivo) partiamo alla volta di Uyuni. La strada è eccellente, da La Paz si raggiunge Uyuni dopo circa 8 ore, attraversando l’orribile Oruro... Per un colpo di fortuna, l’agenzia con la quale i nostri amici avevano affittato l’auto non ce l’aveva disponibile e al suo posto consegna loro una Toyota Hilux 4x4. Per cui ne approfittiamo e in otto (i nostri due amici coi loro due figli e noi 4) ci avviamo al Salar, entrando da Colchani. Dopo l’hotel di sale, gli autisti delle varie agenzie ci indicano i solchi da seguire per arrivare all’Isla del Pescado. Anche i GPS dei cellulari ci aiutano a non perderci, comunque in questa stagione la parte orientale è ancora asciutta e arriviamo senza problemi. Sostiamo prima del parcheggio inverosimile pieno di jeep delle agenzie e ci gustiamo l’Isola da soli. Proseguiamo verso altre isole, però il Salar comincia a inondarsi. L’effetto è surreale, però ci convinciamo a tornare sui nostri passi, invece di cercare di uscire dalla parte sud

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