Bolivia: Dalla Ruta del Che al Titicaca attraverso i salares

Viaggia circolare con partenza e arrivo a Cochabamba, attraverso la Ruta de Che, i salares e gli altopiani andini e il Lago Titicaca

Diario letto 4606 volte

  • di Marandrea
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Dalla Ruta del Che al Titicaca attraverso i salares – (22 gg) – Agosto 2016

Di Marina e Andrea

Dopo aver visitato le Ande, prima dal lato peruviano e poi da quello cileno, e affascinati dai sui paesaggi aspri e sconfinati, decidiamo di fare una vacanza in Bolivia per visitare anche questa parte. Nel nostro itinerario abbiamo inserito sia alcune zone meno battute dai gruppi di turisti, come la Ruta del Che (ricca tuttavia di storia) e il Sajama, sia altre più visitate come il Salar de Uyuni ed il lago Titicaca. Volevamo inoltre fare un’esperienza di self-drive e quindi abbiamo noleggiato un fuoristrada (necessario) attrezzato anche per poter mangiare ed eventualmente dormire, visto che in alcune aree non eravamo riusciti a trovare informazioni dall'Italia; quindi era necessario avere la possibilità di dormire dove non avessimo trovato un sistemazione (viste anche le temperature della notte!). Le strade boliviane non sono ben tenute e soprattutto molte sono ancora sterrate. Guidare in montagna spesso comporta tempi di percorrenza lunghi in quanto le strade sono tortuose. Durante il viaggio abbiamo incontrato molti lavori in corso, che hanno allungato i tempi di percorrenza. Attraversare le città è un vero incubo a causa del traffico e dei numerosi topes (dossi artificiali). D’altra parte essere autonomi ci ha permesso di raggiungere posti che con i mezzi pubblici sarebbe stato quasi impossibile (o ci sarebbe voluto molto tempo) o che solo pochi tour organizzati fanno. Inoltre abbiamo potuto gestire il tempo secondo le nostre preferenze.

Ultima nota: gli onnipresenti camion sulle strade di grande comunicazione sono un altro motivo di allungamento dei tempi di percorrenza.

Abbiamo deciso di partire da Cochabamba per necessità: sia perché l’unico volo intercontinentale diretto dall’Europa arrivava lì e perché la compagnia di noleggio della macchina che avevamo scelto è proprio a Cochabamba. Inoltre i costi del drop-off dell’auto sarebbero stati importanti, quindi arrivare e ripartire da Cocha ci ha permesso di risparmiare un po'. Per la prima parte del tour abbiamo deciso di salire di altitudine gradualmente per evitare problemi fisici (diffidate di chi vi dice che masticare le foglie di coca riduce il mal di montagna.. forse per i locali.. noi non l’abbiamo mai provata ma abbiano visto molte persone stare male per averne masticata). Da Cocha fino ai 4.000 metri di Tupiza abbiamo visitato parte della Ruta del Che e le città di Samaipata, Sucre e Potosì, tralasciando volontariamente Santa Cruz de la Sierra e la zona delle misiones per mancanza di tempo, volendoci concentrare di più sulla parte naturalistica.

La seconda parte, dedicata ai salares e alle lagune, è stata quella più intensa dal punto di vista della guida e quella che ha richiesto più spirito di adattamento per le sistemazioni, almeno per la parte del Sud Lipez; qui infatti siamo fuori dagli itinerari classici, che si sviluppano sulla rotta Uyuni-San Pedro de Atacama (in Cile). Questa però è stata la parte che ci ha entusiasmato di più, sia per la natura selvaggia, che per l’aver sperimentato il vero spirito dell’avventura.

L’ultima parte, da Sajama in poi, si è passati da zone assolutamente isolate e senza turisti a zone altrettanto spettacolari ma più note e frequentate dai viaggiatori. Abbiamo volontariamente deciso di non visitare La Paz e dintorni perché solitamente non siamo attirati dalle grandi metropoli e dal loro caos (e smog in questo caso)

  • 4606 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social