Perù e Bolivia

La meraviglia dei paesaggi andini e la genialità del popolo inca riunite in un solo fantastico itinerario

  • di piroga
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Finalmente il viaggio che aspettavamo da una vita!! Non ci mettiamo molto a prenotare quest’anno e, con la solita collaudata formazione, prenotiamo sin da febbraio i nostri voli internazionali con Air France e siamo pronti ad organizzare le varie tappe del viaggio. Fondamentale risulterà l’essersi rivolti ad un’organizzazione competente e molto precisa come Perù Responsabile che possiede uffici nelle principali località peruviane ed una capillare rete di assistenza per i viaggiatori italiani. Anche per i viaggiatori incalliti e indipendenti come noi, quest’organizzazione si è rivelata un’ottima scelta e non posso che consigliarla a tutti coloro che sono in procinto di recarsi in Perù. Anche per la parte boliviana , ci siamo fatti aiutare da loro e l’agenzia locale che ha curato le tappe in quel paese si è dimostrata affidabile e consigliabile.

Di seguito indicherò le tappe e i principali riferimenti per i viaggiatori

1° giorno - Arrivo a Lima e pernottamento al Casa Andina di Miraflores. Cena al Panchita a poche centinaia di metri dall'hotel; molto buono il cibo ma è consigliabile prenotare. In locali come questo , che sono destinati principalmente ai turisti, la spesa media è di circa 20/30 € a testa.

2° e 3° giorno - Volo interno per Arequipa con Peruvian Airlines. Si sale ai 2400 mt di questa splendida città dove la temperatura ad agosto è decisamente calda di giorno mentre la sera scende sui 10/12 gradi. Ottima soluzione per dormire "La casa de mi abuela", abbiamo cenato allo "Zingaro" e allo "Zig Zag" molto buoni entrambi. Da visitare assolutamente il Monasterio de Santa Catalina e il Museo dove viene conservata la mummia di Juanita , la fanciulla dei ghiacci. Non si soffre per l’altitudine…

4° giorno - Trasferimento in auto per raggiungere il Canyon de Colca. Si sale parecchio anche se lentamente e il punto più alto supera i 5000 metri. L’altitudine si fa sentire e cominciamo a fare uso di foglie di coca che alleviano il disagio. Mate de coca a volontà ma ormai non basta più. Dopo aver avvistato vigogne, lama e alpaca a volontà giungiamo a Chivay dove pranziamo a buffet in un ristorante decente ma turistico e quindi non lo nomino nemmeno, poi ci immergiamo nelle vasche termali all'aperto di Yanque ( meglio arrivare di giorno col sole perché la sera fa freddo e per immergersi bisogna anche passare una sorta di ponte tibetano battuto dal vento). Alloggiamo a Yanque allo splendido Killawasi Lodge, riscaldato e provvisto di una bella sala ristorante.

5° giorno - Sveglia presto per osservare uno spettacolino molto turistico nella piazza di Yanque (si può evitare se ve lo propongono) e poi partenza per Puno sul Titicaca che raggiungiamo dopo aver visitato il Mirador della Cruz del Condor e altri punti panoramici di grande effetto. Sempre circondati dai pullman turistici ma comunque il Canyon del Colca si dimostra all'altezza della sua fama. Arriviamo a Puno dopo un tentativo di picnic a 4300 metri che non riesce per il vento gelido che ci respinge all'interno dell’abitacolo del nostro mezzo. Puno è solo una grande cittadina adagiata sulle rive del Titicaca e base di partenza per le escursioni del lago. Cena al Moisa, carino e accogliente. Notte al Tierra Viva.

6° giorno - Escursione full day a Taquile e Uros Island che sostituisce quella prenotata in precedenza con pernottamento sull’isola di Taquile che abbiamo annullato per motivi di salute. Gita bella, ma le isole galleggianti sono molto turistiche e gli spettacolini un po' deprimenti, Taquile invece ha degli scorci panoramici meravigliosi anche se pure lì si è costretti a seguire le esibizioni dei locali. Ritorno con pranzo in un’altra isoletta e passeggiata serale a Puno ( siamo sempre a 4000 metri.. quindi non ci si può affaticare troppo, noi abbiamo tenuto a bada il mal di montagna con pasticche di Altivital comprate nelle farmacie locali e foglie di coca prima di passare al Diamox per la parte boliviana più impegnativa)

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