Travolgente e ribelle La Paz: ritratto di una capitale a metà

La Paz, Bolivia: la città che più snobbavo e che più mi ha sorpreso. Fra povertà e manifestazioni, un popolo che non sa stare zitto

  • di SaraCiolini
    pubblicato il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Sono arrivata a La Paz senza sapere in pratica niente, immaginandomela come una qualsiasi grande e brutta città del sud America, una sosta intermedia di questo viaggio buona per riposarsi un attimo e passare velocemente a qualcosa di più interessante.

Sotto sotto, però, me lo sentivo che il Paese che meno conoscevo, che la città più snobbata forse mi avrebbe potuto sorprendere e dare qualcosa. E così è stato.

La Paz condivide il titolo di capitale della Bolivia con Sucre. Nella prima hanno sede il potere esecutivo e legislativo, mentre nella seconda quello costituzionale ed elettorale ma è proprio quest’ultima, Sucre, ad essere considerata la capitale storica nella quale l’indipendenza venne firmata.

La Paz è piena di edifici fatiscenti che sembrano cadere a pezzi da un momento all’altro, fili della corrente che penzolano attorcigliati come ragnatele, talvolta tanto bassi e ingombranti che alcuni mezzi non possono transitare da certe strade per non rimanerci incastrati. Scritte sui muri, insegne un po’ tutte uguali ma che distinguono un negozio dall’altro nelle vie dedicate a quel tipo di attività o all’altra. Mercati all’aperto divisi in grandi settori che occupano strade intere e dove si trova letteralmente di tutto: dalle pozioni magiche in bustina vendute al turistico mercato delle brujas, ai vestiti che sembrano usciti direttamente dall’armadio anni ’70/’80 di nostra madre, a grandi quantità di lampadine in esposizione accese così abbaglianti da costringerti a camminare leggermente a distanza, e poi attrezzi di ogni genere.

El Alto un quartiere periferico, con il tempo diventato una città vera e propria. Una città povera dove si trovano numerosi bambini che vivono per strada e un famoso mercato che si tiene due volte a settimana e dove con molta probabilità potreste ritrovare quello che vi è stato rubato a La Paz. Ci dicono infatti che i ladrones sono molti qui, evidentemente gli avvertimenti a forma di pupazzo impiccato con elencate le punizioni che secondo i cittadini si meriterebbero non sembrano valere a niente.

Da El Alto provengono molte delle signore – dette Cholitas – in vestiti tradizionali e lunghe trecce nere che nelle vie del centro con il loro baracchino su ruote vendono cibarie varie, e poi a sera se ne tornano a casa in bus.

Gli uomini invece spesso scendono in città da El Alto per fare i lustrascarpe. Qui a La Paz i lustrascarpe sono quasi sempre nascosti dietro passamontagna per la vergogna di fare un lavoro tanto umile e essere riconosciuti dagli amici. Molti di loro sono veramente giovani e fanno questo lavoro per potersi permettere di pagarsi gli studi e aiutare la famiglia.

Come tantissimi altri boliviani, i lustrascarpe hanno spesso una guancia gonfia, da far quasi effetto, dove tengono le foglie di coca che masticano ininterrottamente per combattere la fame e la fatica. Se queste figure inizialmente mi incutevano un po’ di timore per il loro aspetto celato, presto abbiamo scoperto come non siano così schive e misteriose come possono sembrare. Sono spesso inclini a un saluto a noi turisti e anche a qualche chiacchiera di cui siamo rimasti piacevolmente stupiti.

Plaza San Francisco è un teatro a cielo aperto. Ogni giorno culminano qui grandi manifestazioni a sostegno dei diritti dei lavoratori. E in un Paese dove si vedono, per esempio, pochissime donne guidare, si nota con piacere come invece siano proprio loro quelle che durante i cortei urlano più ad alta voce, quelle che alzano e sventolano bandiere in prima fila scandendo slogan a nome di tutti i “compagni”. Sono le stesse donne che sui bus che viaggiano da una città all’altra della Bolivia comandano gridando all’autista un “vamos” o un “parate” quando qualche passeggero deve ancora salire o quando vogliono comprare carne al volo dalle signore che vendono lungo le strade

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Commenti
  1. davovad
    , 23/10/2018 20:57
    Non é che Sucre sia "considerata" la capitale: é la capitale (art. 6 della Costituzione)
  2. davovad
    , 22/10/2018 19:53
    La Paz NON é la capitale della Bolivia: é Sucre.

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