Bolivia, Cile e un po' di Argentina

Sono sempre del parere che, per quanto si sia bravi a raccontare un viaggio, non si riesca mai a trasmettere le sensazioni e le emozioni che si provano. Quest'anno abbiamo continuato la nostra scoperta dell'America latina; all'inizio era il Guatemala ...

  • di happy47
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  • Viaggiatori: in coppia
 

Sono sempre del parere che, per quanto si sia bravi a raccontare un viaggio, non si riesca mai a trasmettere le sensazioni e le emozioni che si provano.

Quest'anno abbiamo continuato la nostra scoperta dell'America latina; all'inizio era il Guatemala la nostra meta, ma poi abbiamo sentito notizie allarmanti sulla sicurezza in quei luoghi ed abbiamo ripiegato su Bolivia e Cile, con un salto in Argentina, a Mendoza. A dire il vero non è stato un ripiego perchè il viaggio è stato ben studiato e definito sulla Lonely. Iniziamo con l'acquisto dei biglietti aerei: 2.960 euro con l'Iberia con arrivo a La Paz e partenza per il ritorno da Santiago del Cile. All' andata è stato un po' difficoltoso per uno sciopero dei controllori di volo a Madrid e siamo arrivati con un giorno di ritardo dopo un lungo giro ( Roma - Madrid -San Paolo - Lima e, finalmente, La Paz) e senza bagagli (sono arrivati dopo 4 giorni!).

La Paz lascia senza fiato e non solo per l'altitudine: è un grande mercato e con un traffico caotico: si fa fatica a camminare anche per le salite che mozzano il respiro. Non riuscendo a districarci in mezzo a quel caos, abbiamo preso una guida che ci ha fatto fare il giro della città e ci ha portato alla Valle della Luna, che è un agglomerato di canyon e pinnacoli dovuti all'erosione. A La Paz abbiamo alloggiato all'Hotel Rosario, proprio in centro, ed è stato superiore alle nostre apettative, c'era anche un ottimo ristorante (la camera doppia con la prima colazione: 56 dollari a notte).

Da La Paz siamo partiti per un'escursione di un paio di giorni al Lago Titicaca, un viaggio in bus di 3 ore e mezzo abbastanza agevole. Appena arrivati a Copacabana abbiamo preso una barca per l'Isla del Sol e qui grande arrampicata, sempre a fiato corto, su una scalinata per salire in alto e vedere il lago in tutta la sua maestosità e la costa tutta coltivata a gradoni. Più che un lago sembra un mare: non si vede la fine ed è di un blu abbagliante. Abbiamo alloggiato all'Hotel Utama, molto spartano, ma i pasti erano buoni ed il giorno dopo abbiamo visitato Copacabana, che è un grande villaggio pieno di turisti ma molto tranquillo e caratteristico; bella la cattedrale, davanti alla quale abbiamo assistito alla benedizione delle automobili, un evento quasi giornaliero che di cristiano ha ben poco. Durante questa escursione abbiamo avuto una guida solo per noi, un ragazzo davvero in gamba, ed il tutto è costato 130 dollari.

Siamo tornati a La Paz giusto per prenotare un volo per Sucre (75 dollari a testa), dato che con il bus avremmo impiegato 13 ore: l'aereo ci ha portati a Sucre in 45 minuti, questo fa capire le condizioni delle strade! Sucre è la vecchia capitale della Bolivia ed è una bella città coloniale (anche se non all'altezza di Quito e Cuenca, in Ecuador, che abbiamo visitato lo scorso anno) ed i suoi cittadini sono alquanto in collera con La Paz che le ha tolto il titolo di capitale della Bolivia. Siamo stati due giorni a Sucre al Grand'Hotel, che è grande solo nel nome: la camera era comoda, ma la seconda notte è saltato tutto l'impianto elettrico nel bagno e non ci hanno lasciato nemmeno una candela! inoltre la prima colazione non era compresa nel prezzo (18 dollari a notte la camera doppia) ed il personale non era poi così disponibile come diceva la Lonely. Da Sucre con un bus siamo andati a Uyuni: 8 ore di viaggio, di cui 3 ore e mezzo su asfalto, o quasi, ed il resto su terra in una zona desertica: da adesso, per ritornare alla "civiltà" dovranno passare 5 giorni! Uyuni è un avamposto del salar, ma qui abbiamo trovato un albergo davvero bello, Los Girasoles, che ci ha dato una camera enorme con 4 letti grandi a 60 dollari a notte con la prima colazione. Uyuni è solo turismo e siamo andati subito in cerca di un'agenzia per l'escursione al salar. Avevamo intenzione di fare i tre giorni in fuoristrada in giro per le lagune per arrivare, alla fine, a S.Pedro d'Atacama, ma, non essendo noi più tanto giovani, avremmo voluto fermarci non negli ostelli, ma negli alberghi di sale: certi prezzi!! Allora abbiamo pensato di fare un'escursione al salar e all'Isla Incahusi soltanto. Una meraviglia indescrivibile: una superficie pari alle Marche e all'Umbria messe insieme tutta bianchissima con, sullo sfondo, le cime innevate delle Ande. Per andare all'Isla Incahusi abbiamo viaggiato su un fuoristrada per 80 Km, ma lo spettacolo è unico: un'isola piena di cactus che emerge dal mare di sale ed arrivarci su 4 ruote fa proprio uno strano effetto. L'unica cosa che può disturbare è il grande numero di turisti specialmente all'ora di pranzo: infatti queste escursioni sono organizzate anche con il pranzo che è consumato su tavolini di pietra posti al bordo dell'isola e che è portato direttamente dagli organizzatori come se fosse un picnic

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