Paesi da scoprire

Questa volta nella scelta del nostro viaggio non abbiamo avuto esitazioni: Buthan e Sikkim. Ci hanno detto che a Paro c’è un festival molto bello e molto interessante, ci informiamo sulla data , è in aprile, perfetto, tutto collima con ...

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  • di Marika Punzo
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
 

Questa volta nella scelta del nostro viaggio non abbiamo avuto esitazioni: Buthan e Sikkim. Ci hanno detto che a Paro c’è un festival molto bello e molto interessante, ci informiamo sulla data , è in aprile, perfetto, tutto collima con i nostri tempi. Un viaggio che chiama a confronto due mondi simili per l’ambiente e la cultura .Uno, il Sikkim, aperto al turismo di massa, l’altro il Bhutan, che da sempre vive in uno splendido isolamento voluto dal suo re che ha aperto il paese a un limitato numero di turisti,imponendo una tariffa giornaliera costosissima. I due regni himalayani, così vicini geograficamente, presentano grandi differenze.

. Il Buthan, che avevo letto essere la Svizzera del continente Indiano, si è rivelato un paese bellissimo, splendido. Conserva intatte tutte le sue tradizioni. Nessuno è vestito all’occidentale, uomini, donne e bambini portano il costume tradizionale il gho per gli uomini il kira per le donne, ambedue fermati in vita dal Kera una cinta di seta multicolore, tessuta a mano. Bambini bellissimi, e sempre sorridenti, le loro espressioni di gioia nel ricevere i palloncini multicolori, portati dall’Italia, e che gonfiavo per loro, è qualcosa che rimane nel cuore.

Boschi a perdita d’occhio,sormontati dalle altissime cime innevate Himalayane, che fanno capolino tra le nuvole bianchissime,e che cambiano colore secondo le ore del giorno, passando dal rosa tenero dell’alba, al giallo intenso del mezzogiorno, al bianco-blu del pomeriggio, per diventare quasi color rosso al tramonto, mi davano la sensazione di vivere momenti irreali, ruscelli e cascate in ogni dove.

I Dzong (Monasteri) tutti situati in cima a verdissime colline, circondati dai Prayer flag conficcati nel terreno, i monaci con i loro abiti gialli e rossi, davano all’insieme un aspetto molto suggestivo e difficilmente descrivibile.

Incontro la mia inseparabile amica all’aeroporto di Fiumicino, ci imbarchiamo su un volo Royal Giordania, il che ci aveva lasciate un poco perplesse, considerando l’attuale situazione politica, ma tutto è stato perfetto.Purtroppo arriviamo a Calcutta con sensibile ritardo, perché dopo lo scalo ad Ammann l’aereo ha avuto problemi tecnici ed il velivolo è rientrato ad Amman; dopo molte ore, con il cuore che fa tam-tam (il pensiero: “e se era una bomba e non ci hanno detto nulla?” ci fa stare un poco in apprensione) decolliamo per Calcutta e così la giornata da trascorrere per girare la città si è volatilizzata, ci rifaremo al ritorno.

Dall’aeroporto un veloce trasferimento (si fa per dire, il traffico è pazzesco) ci porta alla stazione dove prendiamo posto nel treno per Badgora, trascorriamo la notte in treno, il trasferimento si rivela comodissimo.Arriviamo all’alba, ci aspettano le auto per il trasferimento a Dajerleeng, che situata a più di 2.134 metri di altitudine è inserita in un contesto di rara bellezza con scenari sorprendenti su piantagioni di tè, risaie, giungle e foreste di pini Lungo il tragitto ci fermiamo per la colazione in uno delizioso chalet, dove mangiamo molto bene.

L’albergo che ci accoglie è carino, completamente immerso nel verde, una doccia, e in giro prima che faccia buio. Il mercato è ancora aperto, e iniziamo a curiosare tra le bancarelle.

L’indomani si parte per Jaingoon, porta di ingresso per il Buthan, lungo la strada entriamo in un Dzong, molto suggestivo con gli altari pieni di decorazioni fatte con burro colorato, ed una enormità di vessilli della vittoria tutti colorati. Fa molto caldo, e il trasferimento è un poco stancante.. Arriviamo in albergo, lascia un poco a desiderare, ma è quanto di meglio offre il luogo. La mattina sveglia presto, vengono a prelevarci gli incaricati del governo Buthanese, ma nonostante la loro presenza per sbrigare le formalità di ingresso impieghiamo ore

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