Berlino a 360 gradi

Long weekend a Berlino

  • di dpellizzon
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Quando arriviamo a Berlino troviamo ad attenderci un forte vento gelido che ci fornisce un’immediata risposta alla domanda che ci stavamo ponendo “chissà perché i biglietti sono così scontati?”.

Il nostro hotel è il City B Novum che non si trova in centro ma è a due passi dalla linea U2 della metropolitana; la stanza che ci viene assegnata è enorme e molto luminosa (purtroppo anche di notte).

Iniziamo la visita della città partendo dal Reichstag per il quale è necessario fare una richiesta via internet e attendere una risposta che arriverà dopo gli adeguati controlli della polizia; per fortuna la multa non pagata, per divieto di sosta, presa qualche mese prima all’Oktoberfest non conta; il Reichstag è la sede del parlamento tedesco ed è stato ristrutturato nel 1999. L’originaria struttura esterna è stata mantenuta ed è stata costruita una spettacolare cupola di vetro da cui si gode una splendida vista a 360 gradi di tutta la città. Nei pressi del parlamento si trova un futuristico cubo bianco che è l’edificio della Cancelleria (sede del governo).

A due passi si trova la Porta di Brandeburgo che è stata costruita come porta di accesso alla città alla fine del ‘700 in stile classico; sopra di essa vi è una quadriga che raffigura la Dea della Vittoria che è stata “rapita” da Napoleone e recuperata in seguito dai tedeschi (a differenza di molte opere d’arte italiane).

Il valore storico del luogo è indubbio: qui si tenevano le parate di Hitler e JFK vi pronunciò la frase “Ich bin ein Berliner”; inoltre qui un’enorme folla festeggiò la caduta del muro.

Nei pressi della Porta e a pochi metri da quello che fu il bunker di Hitler si trova si trova Il monumento all’olocausto che è composto da una griglia di 2711 blocchi di cemento di varie dimensioni che provocano l’effetto di una grande onda. Addentrandosi nel monumento gli spazi diventano sempre più stretti e costringono i visitatori che si incrociano a “confrontarsi”. I blocchi sono ricoperti da un prodotto chimico utilizzato per evitare graffi antisemiti.

Il memoriale, che ricorda uno dei momenti più bui dell’umanità, è forse un po’ troppo astratto e non riporta né nomi né date.

Proseguiamo la visita raggiungendo, sempre a piedi la Potsdamer Platz: negli anni ‘20 la piazza era il cuore della metropoli più vivace d'Europa, dove si trovavano cafè letterari, alberghi, locali e dove erano sorti i primi problemi di traffico, tanto che qui fu montato il primo semaforo del mondo (cosa che consigliamo di ricordare nel caso si decida di partecipare a qualche quiz a premi televisivo). Potsdamer durante la guerra fredda divenne la triste terra di nessuno nella parte ovest della città. Dopo il 1989 nell’area che costituiva la “striscia della morte”, ed era il più grande spazio edificabile d’Europa, i migliori architetti del mondo, su un progetto base di Renzo Piano, cercarono di interpretare in chiave moderna la storica Potsdamer Platz. Un’ampia zona della piazza è ora occupata dalla Daimler City. Un altro edificio che è impossibile non notare è la sede centrale della Sony, costituito da sette edifici futuristici costruiti intorno ad un cortile interno dove è possibile passeggiare al coperto.

Non lontano dalla piazza si trova il Checkpoint Charlie che era un’area di controllo costruita dagli alleati nel punto di confine tra la zona americana e quella sovietica della città ed era il principale punto di passaggio dei diplomatici e degli stranieri che avevano il permesso di spostarsi tra le due Berlino

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