Bienno e Bergamo Città Alta: perle medievali

Dai mulini e le fucine di Bienno in Val Camonica ai campanili e le chiese di Bergamo Città Alta.

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  • di alvinktm
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  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Inauguriamo febbraio con la scoperta di due borghi medievali incantevoli poco distanti da casa nostra. Solo il passo dell'Aprica divide infatti la Valtellina, dove viviamo, alla VAL CAMONICA, due vallate vicine eppure ben distinte per tradizioni, tipicità gastronomiche e storia. Mentre la Valtellina sopportava la brutale dominazione dei Grigioni, la Val Camonica giurava fedeltà alla Repubblica di Venezia. Nella valle camuna si tramandano storie di streghe e di uno strano animale mitologico che si nasconde nei boschi, il Badalisc, si gustano il pane all'uva e la spongada, una sorta di focaccia dolce, e con i casoncelli si viene contaminati dai sapori bergamaschi.

Scegliamo di visitare BIENNO, annoverato tra i Borghi più belli d'Italia e che si è guadagnato la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano per via delle sue numerose bellezze da scoprire a passo lento lungo i viottoli lastricati.

Stretto tra due ali di case vecchie, all'ombra di volte, archetti in sasso e lampade pendenti in ferro, si segue il percorso dell'acqua attraverso le tante fontane i cui zampilli rallegrano e, d'estate, rinfrescano il paese, e si ascolta il racconto delle pietre. Sì, perché i sassi che compongono il paese ne conservano la storia e se potessero parlare ci narrerebbero le vicende delle persone e degli animali che tra di essi hanno trovato, e trovano tutt'oggi, rifugio.

Un percorso ad anello inizia dal municipio, proprio vicino ai parcheggi e al grande e attrezzatissimo parco giochi, e conduce alla scoperta degli edifici storici di maggiore pregio fino alla chiesa parrocchiale dei Santi Faustino e Giovita, dove la ricostruzione animata della Fucina Pi del Fra 1935 cattura l'attenzione. Poi si ammirano la torre Avanzini, dominante il borgo, e Casa Bettoni, dimora rinascimentale dei nobili del '400. Nonostante sui suoi muri i segni del tempo siano ben visibili, il palazzo trasuda ancora eleganza grazie al portico e al loggiato. Risalente allo stesso periodo e con caratteristiche simili, se pur in dimensione ridotta, c'è Casa Valiga, anche detta degli artisti.

Non a caso Bienno è soprannominato il borgo degli artisti e il comune, con un Bando aperto fino al 31 marzo, intende assegnare residenze e botteghe per l'anno 2020 a pittori, scultori, musicisti e artigiani che vogliono vivere e lavorare a Bienno per periodi prestabiliti. La massima espressività artistica esplode l'ultima settimana di agosto in un evento di livello nazionale e internazionale, la Mostra Mercato, che nel 2019 ha centrato la XXIX edizione.

A scandire da oltre mille anni la vita degli abitanti è il costante fluire dell'acqua nel Vaso Re. Trattasi di un canale artificiale derivato dal torrente Grigna che, prima di gettarsi nel fiume Oglio, ha alimentato nel corso dei secoli fucine, mulini, segherie, opifici e non solo. Di notte, quando le attività erano chiuse, le sue acque venivano utilizzate per irrigare i campi e per soddisfare le attività umane come riempire i lavatoi e lavare le strade. Un metodo davvero ingegnoso e, come si direbbe oggi, multitasking.

Particolari condotte aeree convogliavano l'acqua sulle pale delle ruote dei mulini. L'energia generata faceva girare gli ingranaggi che a loro volta, tramite l'asse, azionavano le macine per la molitura dei cereali. Tale operazione la si può osservare al Mulino Museo, un complesso risalente al XV secolo, ricostruito a seguito dell'alluvione del 1634 e giunto intatto fino a noi: incredibile. Varcarne la soglia significa cambiare dimensione temporale e la scritta emblematica incisa nel legno 'qui il tempo si è fermato' lo testimonia

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