Piccolo giro gastronomico di Bruxelles

(Nonsolocavoletti...) Per motivi di lavoro vado abbastanza spesso a Bruxelles, tanto che a forza di girarla mi è cominciata a piacere. Certo, il tempo è quel che è, specie in autunno ed inverno fa freddino ed è umido, la gente ...

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Non molto lontano dal ristorante indiano, in una viuzza che si affaccia su una piazzetta gremita di platani e di ristorantini in stile belga, ho avuto modo di deliziarmi un paio di volte con i pranzi svelti di "Pamukkale", fast food gestito da tre fratelli turchi così somiglianti tra loro da sembrare fatti con lo stampino. Ambiente spartano, odore di fritto notevole ed invadente. Lì, tra vari spiedini e polpettine, fanno delle ottime "pitta-doner", cioè delle sorte di piadine giganti farcite di pezzetti di carne alla piastra, insalate miste, patatine fritte e salse, che accompagnate dalla onnipresente birra vanno giù lisce come l'olio, per un costo totale di neanche diecimila lire... peccato per il fegato, che richiede un po' di tempo per smaltire le specialità fritte ed untuose. Un bella passeggiatina nei numerosi viali alberati dei dintorni aiuta a riprendere quota.

Ma è ora di tornare alla Grand Place ed alla cucina mediterranea e presento, dunque, Rue de Marche aux Fromages, gradevole soprattutto durante l'estate, quando si trasforma in una sorta di unico ristorante greco all'aperto. Ancor di più che nei ristoranti spagnoli, la sera si assiste al simpatico spettacolo dei camerieri che chiamano la gente di passaggio, invitandola a mangiare. Ogni sistema è valido per adescare i potenziali clienti: saluti, battute, risate, applausi, confusione, sciorinamenti di menu in una babele di lingue, commenti sulle belle ragazze che passano. Mangiare qui è molto gradevole ed economico: le portate sono immortalate non solo sul menu ma anche su grosse foto a colori, che illustrano con dovizia di particolari composizione, nome e prezzo delle portate. In linea di massima si tratta di piatti unici elegantemente composti, la cui base è rappresentata da carni di vario tipo, insalate e patate fritte, con qualche tocco di feta e di verdure mediterranee: immancabile lo spiedone verticale del "giros", dove fettine sovrapposte di carne ben condita vengono fatte arrostire piano piano e sfettucciate al momento dell'uso con un curioso rasoio elettrico di taglia extralarge. Come dessert la scelta è un po' ridotta, ma la classica "baclava" (dolcetto di sfoglia con mandorle tritate ed immersione totale nello sciroppo di zucchero) conclude bene il pasto dei più golosi. In definitiva si mangia bene, si spende poco, non ci si appesantisce troppo e ci si diverte pure. Provare per credere! E per concludere in bellezza il mio piccolo giro gastronomico di Bruxelles, che non è completo né ha pretesa di esserlo, torno esattamente alla Grand Place, piazza sulla quale si affacciano le facciate di tanti palazzi in una mescolanza di stili tutta particolare, sulla quale predominano le bellissime guglie gotiche del Municipio. Per inciso la piazza è contornata da una serie di ristoranti e birrerie di ogni tipo e nazionalità, dove però non ritengo che sia molto conveniente mangiare in quanto il prezzo comprende anche il panorama. Ad ogni modo è indispensabile fare una sosta da Leonidas, un negozietto che appartiene ad catena di negozi che vendono eccezionali cioccolatini in una varietà incredibile (ci sono pure le praline per i diabetici e quelle verdi ripiene al gusto di passiflora). Uno spettacolo per l'occhio ed il palato, che ha pure l'indubbio pregio di costare in maniera ragionevole: inoltre le confezioni vengono composte al momento, secondo il peso e la qualità scelte dall'acquirente e con uno scarso ricorso alla carta, cosicché il peso acquistato è composto da cioccolato per oltre il 95%. Tante le persone in attesa, rapidamente smaltite da commesse svelte e un po' glaciali. La visione delle vetrine di Leonidas, luccicanti e gremite di montagne di cioccolatini di ogni sorta, mi tormenterà a lungo nelle insonni notti di dieta..Con la bocca piacevolmente aromatizzata dal cioccolato, con gli occhi ancora pieni delle visioni di guglie ed antiche casette, con il naso intasato dall'aroma dolce e un po' greve dei waffeln, raggiungo col trenino l'aeroporto e mi congedo dal Belgio. Quali avventure culinarie mi aspetteranno la prossima volta? Ristoranti tunisini che offrono cuscus all'agnello, fast-food nordici con pesce e salmone, localini tailandesi, trattorie africane, birrerie belghe, che altro ancora? Per adesso ancora non so: ma nella via dei greci ho adocchiato un certo fast-food libanese che mi sfizia ed incuriosisce non poco, forse la prossima volta, quasi quasi... Lorenza C.

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