I segreti di Bruxelles

Week end a Bruxelles e Fiandre

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  • di dpellizzon
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Il bello delle compagnie low cost è che a volte, attirati da prezzi scontati, si finisce per fare piacevolissime scoperte di località che altrimenti non si sarebbero prese in considerazione.

Bruxelles è una di queste.

Arriviamo con un volo Ryanair da Treviso a Charleroi e da qui in 45 minuti con la navetta alla stazione Gare du Midi.

Il nostro hotel Floris (senza infamia e senza lode) si trova nelle vicinanze in Place dell’Aviation, a due passi dalla metropolitana in un quartiere arabo della città.

Notiamo che una delle stazioni della metropolitana è dedicata ad Eddy Merckx, segno evidente che noi e i belgi condividiamo la stessa fede ciclistica.

Il primo giorno iniziamo direttamente dal cuore della città e cioè dalla Grand Place (che a dispetto del nome è molto raccolta) che è decisamente una piazza ricca di fascino inserita nella lista dei luoghi patrimonio mondiale dell’Unesco. L’edificio principale, il municipio gotico del XV secolo, è circondato dalle case delle corporazioni di cui una delle più importanti è ovviamente quella dei birrai. Iniziamo poi a scoprire i primi segreti di Bxl andandone a visitarne il simbolo: il Mannequin Pis, una piccola statuina raffigurante un bambino che fa pipì dal 1.350; secondo una delle antiche leggende il piccolo Julien fece pipì sulla miccia di una bomba salvando così la città; in tempi più recenti è stata costruita anche la Jeannecke Pis, una bambina che fa pipì, e pare voglia simboleggiare la fedeltà ed anche un cane che fa pipì (il cui significato potrebbe essere non date birra al cane altrimenti…).

Proseguiamo poi visitando l’Ilot Sacrè, una serie di caratteristiche viuzze che si trovano nel centro con caffè rivestiti in legno, ristoranti con tavolini all’aperto, negozi di souvenirs, antiquari e gioiellieri; in questa zona c’è una bella galleria la Saint-Hubert Galleries costruita nella metà dell’ottocento.

Una caratteristica piacevole della città è la tipicità dei locali e dei negozi e la scarsa presenza delle solite multinazionali dell’alimentazione e dell’abbigliamento.

A farla da padrone sono i negozi di cioccolata e soprattutto di praline ripiene di sapori anche stravaganti come il wasabi oppure, in omaggio all’Italia, al mascarpone o al tiramisù. Non bisogna però lasciarsi trascinare dalla voglia di assaggiare tutto perché le praline sono così pesanti che abbiamo cominciato a dubitare della veridicità della famosa frase di Fidel Castro: il tabacco può uccidere la cioccolata no.

Il segreto per la produzione di una cioccolata così buona sta nell’utilizzo degli ingredienti migliori come il cacao proveniente dall’Africa che conferisce più sapore rispetto a quello proveniente dal Sud America.

Nel pomeriggio ci dedichiamo all’arte visitando il museo delle Belle Arti che si divide in due sezioni: arte antica, con opere di Rubens e Van Dyck e arte moderna. Nello stesso fabbricato c’è anche il museo dedicato a Magritte dove siamo riusciti finalmente a svelare il segreto dell’uomo con bombetta: semplicemente abbiamo riconosciuto il mio vecchio professore di matematica.

Di sera assistiamo ai grandi festeggiamenti per il risultato ottenuto ai mondiali di calcio contro l’Inghilterra da parte dell’… Algeria.

Il giorno seguente ci concediamo un giro nelle Fiandre; prendendo il treno da Bxl in un’ora siamo a Bruges, uno dei borghi medioevali meglio conservati e patrimonio universale dell’umanità per l’Unesco.

La piazza principale Markt, con la splendida torre campanaria del XIII secolo, le vie di ciottoli, l’architettura gotica, i canali con le imbarcazioni e le carrozze ci riportano i pieno Medio Evo.

A pranzo per proteggerci da un forte temporale ci fermiamo in un locale con caminetto acceso (a fine giugno) e assaggiamo uno dei piatti tipici del Belgio, le cozze con le patatine fritte; il segreto per la bontà delle patatine? La doppia cottura

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