Il cuore (dolce) dell’Europa

L’obiettivo era trovare un posto non lontano da casa dove passare due giorni, possibilmente economico e interessante dal punto di vista turistico. La scelta è caduta su Bruxelles e Brugge. Eravamo curiosi di scoprire quello che è considerato il cuore ...

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  • di rebel 8
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

L’obiettivo era trovare un posto non lontano da casa dove passare due giorni, possibilmente economico e interessante dal punto di vista turistico. La scelta è caduta su Bruxelles e Brugge. Eravamo curiosi di scoprire quello che è considerato il cuore dell’Europa.

1° giorno Con un volo Ryanair atterriamo all’aeroporto di Charleroi, collegato con Bruxelles da una comoda navetta, che raggiunge la stazione di bus e metro di Bruxelles-Midi in un’ora circa. Bastano tre fermate per raggiungere ‘Bourse’, e quindi il centro della capitale belga, che, come da ottima tradizione del posto, ci accoglie con qualche goccia di pioggia seguita da pallidi raggi di sole, tutto nel giro di pochi minuti. Il meteo da quelle parti è un’opinione. Eh si, pensiamo, questo è il Belgio... Avendo solo bagaglio a mano, possiamo inoltrarci subito nelle strette viuzze lastricate che portano a una delle piazze più belle del mondo (infatti è Patrimonio dell’Unesco), la Grand Place. Di forma rettangolare, è circondata da sontuosi palazzi, il più famoso dei quali è l’Hotel de Ville, il municipio. Avendola vista sia di giorno che di sera, possiamo dire che la Grand Place col buio ha tanto fascino, soprattutto se si ha la fortuna di vederla nel periodo natalizio. Varrebbe da sola il prezzo del viaggio, senza dubbio.

A pochi metri scopriamo per caso la Galleria St.Hubert, dal caratteristico tetto a vetrata; al suo interno una miriade di cioccolaterie, che propongono il loro prodotto più famoso ai gusti più disparati: abbiamo trovato ottimi i cioccolatini al cocco e al Baileys, oltre ovviamente a tutti gli altri! Per i maniaci del cioccolato questa città è il paradiso, come si può facilmente capire dalla miriade di negozi che lo propongono. Altri cinque minuti a piedi ed ecco una delle attrattive più famose, il ‘Manneken Pis’, ossia il bimbo irridente che fa pipì. In realtà la statua è più piccola di quanto ci si può immaginare, ma è da vedere.

Da lì ci spostiamo verso il Quartiere Reale, in leggera salita, dove svetta la Cattedrale di St.Michel (ha una vaga somiglianza con la basilica di Notre Dame a Parigi), senza dubbio la chiesa più importante: all’esterno i brutti palazzi di stampo moderno che ha intorno non le rendono giustizia, mentre all’interno è molto bella. Lì vicino, costeggiando il verde dell’ampio ‘Parc de Bruxelles’, sorge maestoso il Palazzo Reale. Noi l’abbiamo visto solo dall’esterno. Non avendo tanto tempo, purtroppo, preferiamo visitare il Museo di Renè Magritte, uno degli artisti più famosi e controversi della storia belga: l’entrata costa 7 euro e per un’ora abbondante (questo più o meno il tempo necessario per girare i tre piani del museo) restiamo affascinati dai suoi dipinti geniali. Da vedere assolutamente.

Usciti da lì, nel cuore del quartiere Sablon, con le sue strade senza un metro di pianura, troviamo la piccola chiesa omonima, molto caratteristica, e il Palazzo di Giustizia, dalla cui terrazza si può ammirare la guglia dell’Hotel de Ville e tutta la parte bassa della città, l’Ilot Sacre.

Si è fatto buio ormai, sicchè decidiamo di posare i nostri zaini nella camera prenotata all’Hotel ‘Vendome’, comodo da raggiungere essendo a poche centinaia di metri dalla stazione-metro ‘De Brouckere’: camera comoda e pulita, senza troppe pretese e un’ottima colazione la mattina successiva, insomma ci siamo trovati bene. Lo stomaco comincia a lamentarsi, è ora di cenare...Avevamo già adocchiato la Rue des Bouchers, via piena di caratteristici ristorantini, a due passi dalla Galleria St.Hubert. In uno di questi gustiamo l’immancabile porzione di “moules et frites”, ossia cozze con patatine, piatto tipico della zona, innaffiate con dell’ottima birra del posto. Prima di andare a dormire ci resta da vedere un altro dei simboli della capitale, l’Atomium (fermata metro ‘Heysel’), una molecola di ferro ingrandita milioni di volte. In tutto nove gigantesche sfere che illuminate hanno il loro bel perché. Andiamo a dormire, domani sveglia prestissimo

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