Barcellona misteriosa

Sette volte nella città catalana, ma ne hanno sempre voglia. Due ragazzi se la spassano fra locali, bar e ristoranti. A due passi dalla Rambla…

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  • di mirko.1976
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  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

BAR… CELLONA MISTERIOSA

Sette volte nella città catalana, ma ne hanno sempre voglia. Due ragazzi se la spassano fra locali, bar e ristoranti. A due passi dalla Rambla…

Di Mirko Simionato

Quando: Sempre

Durata: 4 giorni

Viaggio: aereo

Costo a persona (spesa approssimativa): 500 euro

E’ la settima volta che visito la città catalana. Perché così tante volte? Perché sono entusiasta di questa città! Il bello di Barcellona è che non si capisce bene se sia una città o un luogo di villeggiatura: è sul mare e ricca di spiagge quindi, pur essendo una metropoli, regala le atmosfere tipiche della vacanza al mare, specie di sera sul porto. E’ molto bello, ad esempio, che nei locali si mangi fuori, pure in inverno, così chi vuole può fumare abbondantemente (sì, gli spagnoli fumano molto, credo più degli italiani). E’ una città moderna, all’avanguardia, che investe moltissimo in cultura e architettura, con una metropolitana molto efficiente, seppur molto vecchia e costosa (1 biglietto costa ben 2,15€). In occasione delle Olimpiadi del ’92 è stata “rivoltata come un calzino”: pensate che la zona del porto, dove prima c’erano i quartieri poveri e malfamati, ora è diventata moderna e bellissima.

Caratteristica di Barcellona sono le Ramblas: grandi viali alberati, il più famoso dei quali è, appunto, La Rambla, che di giorno pullula di artisti di strada e di negozietti, mentre di notte diventa più “oscuro” e vi succede un po’ di tutto (fin dal tardo pomeriggio a me tutti offrivano hashish, marihuana e coca). Si dice che a Barcellona quando hai visto la Rambla, hai visto tutto: in realtà è una città d’arte e di lavoro ma credo che quattro giorni e tre notti, se non si vogliono visitare i costosi musei, siano sufficienti.

E’ una metropoli europea, ma riserva anche alcune vedute antiche e più “mediterranee”. Seconda come abitanti a Madrid, più piccola della capitale ma col mare, da sempre le due città sono in competizione tra di loro, fin dai tempi di Franco, e ultimamente ancora di più a causa delle recenti vicende indipendentiste catalane. Qui il catalano, come lingua, la fa da padrone, molto più che in passato. La presenza del mare fa si che anche in autunno faccia caldo. L’aeroporto è collegato al centro dal treno e dagli autobus (frequentissimi) a1 e a2 (costo € 5,90- erano 5€ prima) e nel prossimo futuro arriverà anche la metropolitana. Il vantaggio dell’autobus, che consigliamo, è che arriva nella piazza centrale di Barcellona, Placa Catalunya, molto bella e con un enorme centro commerciale (El corte ingles).

Che cosa vedere? Aquarium (è il più grande d’Europa), Parc Guell (di Gaudi- non più gratuito, ora a pagamento), la Torre Agbar, l’Hospital de La Santa Creu i Sant Pau, Casa Batlò, Casa Milà (La Pedrera), Fundacion Mirò, Mercato de La Boqueria, La Cathedral, Barrio Gotico, il Fibonacci.

1° GIORNO: Volare molto low cost

Mancavamo da Barcellona dal novembre 2009, torniamo, dunque dopo sei anni (viaggio del dicembre 2015) con la maturità dell’esperienza di una vacanza organizzata molti mesi prima. Il viaggio è all’insegna del riposo e della scoperta di Barcellona misteriosa: abbiamo previsto di trascorrere in città quattro giorni molto tranquilli, senza troppe pretese. Per il volo ci affidiamo alla compagnia irlandese low cost Ryan air che, con soli 46,91€ a tratta (valigia da 15 kg compresa), ci assicura un buon viaggio. Ryan air fa servizio da Treviso a Barcellona T2, con un volo giornaliero alle 14.30, una sorta di pullman continuo che fa su e giù (un tempo arrivava nella più scomoda Girona). Cortesemente ci porta all’aeroporto la gentile Debora. Con congruo anticipo ed emozionati alle dodici, partiamo da casa. Alle 12.15 siamo all’aeroporto. Al mostrador nessuna attesa: troviamo una ragazza gentilissima e che ci offre di imbarcarci a gratis anche il bagaglio a mano per viaggiare più comodi. Il check in on line purtroppo ci offre i posti 33 b e c, cioè gli ultimi 2 posti vicino ai cessi e il viaggio è tutto un viavai di sciacquoni e puzza. Decolliamo puntuali alle 14.30 e atterriamo pochi minuti dopo le 16, con forte anticipo e il consueto squillo di trombe. Prendiamo l’aerobus a2 che porta in pochi minuti a Placa de Catalunya. Andiamo a piedi all’hotel, l’ottimo Urban bcn Gran Ducat, un 3 stelle in Ronda Sant Pere, 15. Il nostro vecchio hotel Apart rembrandt, gestito da indiani al sapor di curry, non esiste più. Quest’anno scegliamo questo hotel con una bella camera, che ha due letti separati e dà sul patio come in “aqui no hay quien viva”, il mio programma preferito, essendo un cortile interno di notte non si sente nessun rumore, sembra di stare dalle nostre parti, a Quarto d’Altino. Andiamo a pranzo a La Taberna de La Ronda cerbeceria, in Ronda Sant Pere 12: 3 cervecas, 1 calamarcitos, 1 montadito e il mio piatto preferito, butifarra con alubias, solo 18,95€. Passeggiamo per la città per scoprire Barcellona misteriosa, la Barcellona che non conosce nessuno, alla ricerca, dato il mio forte amore per la matematica, del Fibonacci. Partiamo pertanto a piedi dall’hotel e arriviamo alla Rambla del Mar, a Port Vell, Mare Magnum e Barceloneta: è il primo giorno e abbiamo voglia di muoverci. Dopo aver visitato e finalmente scovato il Fibonacci. Per chi non lo sapesse dal 1992 c’è un monumento che riproduce una successione di Fibonacci. Si può ammirare sul Passeig de Borbo’, alla Barceloneta, proprio davanti al porto vecchio, al fondo. I numeri di Fibonacci sono all’interno di finestre incastonate a terra realizzato in neon rosso, purtroppo spento, per cui non si vede assolutamente nulla ed è introvabile. Ma bello! Felici del Fibonacci torniamo a cena nel nostro posto preferito, il Rey de la Gamba 2, famoso ristorante di pesce di Barceloneta. Io prendo ensalada mista, sopa de pescado e pescaditos fritos, Marco delle ottime rape alla plancha (costose ma meno che in Italia) e mejillones. Tutto davvero ottimo, servizio rapidissimo e per nulla costoso. Dopo il rosado e la cerveca terminiamo con dell’ottimo anis del mono.

2° GIORNO: A caccia di sapori

La nostra giornata segue un itinerario non finalizzato a vedere luoghi particolari, ma piuttosto ad assaporare l’atmosfera di Barcellona misteriosa a piedi. Marco suggerisce una lunghissima passeggiata a piedi, da sgambettare: l’itinerario prevede Barrio Gotico, negozi di scarpe, cappella e chiostro di Santa Lucia, presepio, Carrer del Bisbe, Ayuntamento, Generalitat, Ferrau, Mercato de la Boqueria (con acquisto di ottimo zumo fresco), Carrer de la canuda, Laietana, Urquinaona. Pranzo al Frankfurt vicino a hotel (Bitte wurst a Pau Claris, 73: in 2 persone € 19,45: birra, salsicce, wurstel, papas fritas, malaguena, tires pollastre, bretzel) per un’atmosfera berlinese di Monaco a Barcellona

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