Barcellona, 23 años después…

Alla (ri)scoperta della capitale catalana: tutto il meglio, da Gaudì al Camp Nou

Diario letto 9772 volte

  • di Bilbix
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Piccola premessa: svevo visitato da poco una mostra incentrata sul genio di Gaudì. In particolare sulla costruzione, ancora da completarsi, della Sagrada Familia, per la quale l’artista-architetto ha davvero speso al meglio ogni energia creativa. La mostra si teneva alla Galleria coperta del bastione di Saint Remy a Cagliari ed era impreziosita da numerosi plastici e video che mostravano e spiegavano i passaggi attraverso i quali l’opera è stata, ed è tuttora, realizzata: fasi di sviluppo di modelli geometrici e matematici di notevole complessità, legati indissolubilmente, nella mente di Gaudì, a una natura che doveva emergere incontrastata e positiva, nel risultato finale, quale celebrazione della divina perfezione del Creato e del suo onnipotente e misericordioso Artefice. Insomma: un evento interessante e unico ospitato nella mia città per diverse settimane e che ha destato in me il desiderio di ‘toccare con mano’ tale capolavoro, del quale conservavo in memoria singoli dettagli, come minuscole tessere di un mosaico ben più vasto, quale fu in effetti il viaggio che ben ventitré anni fa mi portò alla scoperta dell’intera penisola iberica e persino di un lembo orientale del Marocco, dipanandosi in un itinerario on the road durato circa un mese.

La nuova prospettiva era ora quella di ritrovarmi, e magari perdermi, anche se per pochi giorni, in una Barcellona cosmopolita, diversa da quella visitata coi miei genitori, sicuramente rinnovata e cresciuta sia negli spazi che nello spirito. Per concretarla coinvolgo un’amica che non la conosceva per niente, condividendone curiosità ed entusiasmi, e così in breve tempo facciamo i biglietti on-line e fissiamo le date: approfitteremo del ponte del 2 giugno, o meglio dei giorni subito appresso. Prenoto l’hotel sul sito booking.com e via, ci ritroveremo direttamente all’aeroporto spagnolo, che lei raggiungerà da Bergamo, ed io da Cagliari, entrambi ospiti affezionati di voli low cost della compagnia Ryanair. Non ci vedevamo da quasi un anno.

BARCELLONA, eccoci!

L’impatto con la terra di Spagna dopo appena un anno di assenza è stato nuovamente emozionante. Esattamente undici mesi fa, infatti, girovagavo per Valencia e dintorni, ed ora eccomi nel cuore della Catalogna.

Il terminal di Barcellona è moderno, accogliente e ancora in fase di ultimazione; molti degli spazi espositivi da adibire alle più celebri griffe sono ancora spogli; i corridoi risultano assai ampi e lunghi e le sale d’imbarco semicircolari con le uscite disposte a centoottanta gradi, alcune delle quali (la mia compresa) utilizzate sia per le partenze che per gli arrivi, cosa che al principio disorienta un tantino. Sceso dall’aereo e giunto all’interno della struttura mi ritrovo difatti amalgamato alla folla dei passeggeri pronti ad imbarcarsi dal medesimo varco, e dunque disposti in direzione contraria alla mia; l’idea è d’aver sbagliato qualcosa!

Noto una sorta di info point poco prima di lasciare il settore degli imbarchi e chiedo ragguagli sui percorsi che dovrà seguire la mia amica, sì da poterla poi trovare facilmente; la signorina mi rassicura che tutti i passeggeri in arrivo devono obbligatoriamente uscire per di là; allora proseguo avviandomi con calma all’ingresso principale del terminal, dove un’altra fiumana di gente è in attesa di parenti, amici o turisti da accompagnare in ogni dove. Entro in un bar per prendere qualcosa, ma finisco col comprare solo una bottiglietta d’acqua per placare l’immensa sete sopraggiunta nel frattempo.

Avrei dovuto aspettare Rosy per un’oretta, ma visto il notevole ritardo accumulato dal mio volo in partenza mi bastano appena quindici minuti, che spendo all’ufficio informazioni per procurarmi cartine e dritte varie sulla capitale catalana da un punto di vista prettamente turistico; ed ecco che anche lei atterra, così come conferma il tabellone degli arrivi, ed in men che non si dica ci abbracciamo nel lungo e vasto atrio, immortalandoci subito sotto una statua gigante rappresentante un cavallo alquanto formoso, opera di Botero, che pareva realizzata in ebano

  • 9772 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Parole chiave
,
Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social