Bali, la nostra scoperta

Come possiamo capire se un viaggio ci ha travolti emotivamente? Semplicemente perchè dopo un anno ne stiamo ancora parlando con gli occhi lucidi. È questo l'effetto che Bali ha fatto su di noi.

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  • di ylepore
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Il nostro viaggio è iniziato un po’ per caso, un invito inaspettato al matrimonio dell’anno. Proprio lì, nell'isola degli Dei. Come poter rifiutare. Via!

Iniziamo subito l’organizzazione dal volo. Noi abbiamo iniziato a muoverci per tempo, a novembre abbiamo prenotato per aprile, non aspettate troppo, i prezzi hanno sensibili oscillazioni e potreste pagarli davvero troppo. Abbiamo volato con Emirates facendo scalo a Dubai, Jakarta e poi con Air Asia fino a Denpasar. È stata una traversata piuttosto lunga, ma ne è valsa assolutamente la pena. Magari, con il senno di poi, avremmo preferito fare uno scalo solo, perché è piuttosto stancante, ma per Bali rifarei quello che ho fatto. Ho contattato dall'Italia anche il driver, Dewa, persona meravigliosa ed instancabile guidatore. Ci ha salvati più volte dal traffico indonesiano, sempre con il sorriso e un abbraccio. Ve lo consiglio e se volete, scrivetemi pure, vi lascio il numero di telefono. Noi ci siamo messi d’accordo per il transfer aeroporto/hotel e gli spostamenti sull'isola sempre tramite WhatsApp. Quindi non esitate, è davvero super! Mi raccomando contrattate sempre il prezzo, non lasciatevi influenzare da quel sorriso malandrino. Mi sono informata molto per questa avventura. Purtroppo sono una pigna quando si tratta di organizzare viaggi; leggo troppo, qualsiasi cosa, tutto quello che può aiutarmi a capire dove sto andando. Arrivo ad un punto che mi sembra di aver già visitato tutto. Ma non è così. Mancano le cose importanti che un viaggio imprime inesorabilmente nella tua mente, ma soprattutto nel tuo cuore. Emozioni, profumi, sapori, colori e le persone che incontrerai lungo il percorso. Sono queste le cose che un viaggio deve lasciarti. Abbiamo soggiornato in diverse località, spostandoci da soli con lo scooter (vi prego, usatelo solo se siete abili guidatori e non avete problemi a guidare a sinistra, abbiamo visto tantissimi turisti con fasciature alle gambe e zoppicanti dopo una caduta)e un po’ affidandoci ai driver, che sono facilissimi da trovare e contattare. Noi, come detto prima, ci siamo affidati quasi sempre a Dewa e se lui era impossibilitato ci dava il numero di qualche suo amico o parente. Siamo partiti da Jimbaran, località situata ad ovest in una baia meravigliosa non lontana dall'aeroporto. Spiaggia di 4 km circa dove la sera è possibile gustarsi una meravigliosa grigliata di pesce con i piedini immersi nella sabbia. E non importa se magari potrebbero fregarvi un po' sul peso del pesce che vi serviranno. L’atmosfera è talmente rilassante e romantica che quattro spicci non possono rovinarvi la serata. Qui ci siamo fermati tre giorni, visitando la Penisola di Bukit. Ci sono svariare spiaggette da scoprire, molte sono affollate, altre ancora inesplorate. La miglior soluzione è montare in sella al vostro scooter e partire. Ecco a voi qualche nome: Virgin Beach, Padang Padang, Pandawa Beach e Bingin Beach. Noi ci siamo divertiti un mondo nella Virgin Beach, perché con l’incoscienza che ci caratterizza e la voglia di mare, ci siamo fatti più volte travolgere dalle onde, approfittando dello scrub sabbia naturale con annesse escoriazione alle chiappe. Non vi dico che spaventi. Fate attenzione, quindi, ai bambini. Il mare è forza e non apprezza chi si prende gioco di lui. Come la mia amata montagna. Ci vuole reciproco rispetto. Abbiamo visitato anche il tempo simbolo della penisola, il tempio marino di Pura Luhur Uluwatu. Da qui si può avere una delle viste più spettacoli sull’oceano di tutta l’isola e la sera non perdetevi lo spettacolo della Kecak and Fire Dance. E proprio per non farci mancare nulla, abbiamo camminato anche tra le immense statue di divinità nell'immenso Garuda Wisnu Kencana Park. L’attrazione principale è certamente la statua della divinità indù Garuda Wisnu. La si può intravedere da ogni angolazione dell’isola, anche mentre si sguazza nell'acqua calda dalla spiaggia di Jimbaran. Che spettacolo! Noi siamo rimasti particolarmente colpiti dall'imponenza e dalla capacità dei Balinesi si costruire una struttura così particolare. Ci siamo poi spostati verso Seminyak per altri due giorni. Dove ci siamo incontrati con tutti il gruppo dei ragazzi inviati al matrimonio. Molti di noi si sono separati, altri erano appena arrivati, quindi ognuno di noi ha scelto come procedere le giornate e cosa visitare in base anche a quello che avevano già fatto. Se non vi piacciono molto le zone troppo turistiche, Seminyak e Kuta ve le sconsiglio. Anche per noi sono state troppo chiassose. Amiamo di gran lunga il contatto con la natura e la pace. Dopo questi due giorni di nuove conoscenze e serate all'insegna del divertimento e della compagnia, ci siamo diretti verso Ubud. Centro nevralgico dell’isola, oasi di riflessione e ricerca dell’IO. Qui si respira la vera essenza della nostra amata isola. Centri yoga, retreat, massaggi. Purtroppo abbiamo beccato un po' di pioggia in questi giorni, ma nulla ci ha fermati. Il matrimonio è stato semplicemente perfetto. L’ambientazione è stata decisamente all'altezza, anche se la foresta e le bestioline che potevano farti compagnia durante la notte non sono state molto di aiuto per addormentarci tranquilli. Qui ho trascorso anche il compleanno più bello della mia vita. Il Resort che avevamo prenotato per la notte ci ha lasciato senza parole, la gentilezza ed i sorrisi dello staff sono stati la ciliegina sulla torta che mi hanno fatto trovare in camera con un coro di Happy Birthday. Mi sono semplicemente commossa. Le emozioni e le sensazioni erano davvero tantissime. In questi giorni trascorsi al centro dell’isola abbiamo visitato la Monkey Forest, Ubud Market, le cascate Git Git e le famossime Rice Terraces di Tegalalang. Per non parlare dei templi, uno più spettacolare dell’altro. Il Goa Gajah, il Pura Tirta Empul ed il Pura Ulun Danu Bratan. Ce sono tantissimi altri, ma il tempo che avevamo a disposizione ci ha costretti a delle scelte. Gli ultimi giorni sono stati modificati in corsa, non volevamo lasciare quest’isola con la confusione, lo smog e il turismo di massa, volevamo passare le ultime ore tra le onde del mare e la nostra spiaggia preferita, Jimbaran. Pertanto abbiamo cancellato la prenotazione a Kuta e ci siamo ri fiondati nell’hotel delle prime due notti. Che pace!

La mattina della partenza per il ritorno in Italia è stata davvero triste. Abbiamo passato la giornata tra il lettino con il sole che ci baciava il viso e le onde. Abbiamo fatto una doccia veloce prima di raggiungere l’aeroporto e Dewa ci aspettava con il suo solito sorriso. Noi il sorriso non ce lo avevamo, stavamo lasciando un pezzetto del nostro cuore proprio qui. Tra i sorrisi della gente, con i bambini delle scuole e tra i km percorsi con il nostro driver, tra risate e qualche birra seduti in scapestrate sedie fuori a warung poco frequentati. Lasciavamo il nostro cuore tra le curve ed i marciapiedi percorsi a folle velocità con il nostro fidato scooter, senza seguire alcuna regola, soltanto il flusso del traffico ed il rumore dei clacson, sempre e solo con il nostro scooter. Lasciavamo un pezzetto del nostro cuore nel verde della natura incontaminata e dei sorrisi della gente. Certo non è tutto oro quel che luccica, purtroppo anche Bali negli ultimi hanno ha risentito parecchio del turismo di massa. Non è un’isola pulita, lo smog è persistente e la cementificazione è in aumento. Mi auguro solo che se mai dovessi ritornare in questa splendida isola possa trovarla come l’ho lasciata. Probabilmente chi l’ha visitata 10/20 anni fa, si è detto la stessa cosa. Ma si sa, purtroppo il mondo cambia e dobbiamo cambiare ed adattarci anche noi, con la consapevolezza però che siamo piccoli piccoli e la natura e la casa che ci ospita potrebbero ribellarsi e farcela pagare cara

Cara Bali au revoir, sicuramente!

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