Isole Azzorre: fra Balene e Vulcani!

Terre leggendarie, isole a metà strada fra l'Europa e l'America, in pieno Oceano Atlantico, le Isole Azzorre sono un gruppo di puntini sulla cartina geografica...

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  • di antonella.p
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Terre leggendarie, isole a metà strada fra l'Europa (di cui politicamente fanno parte) e l'America (alla quale anche per necessità lavorative sono legate), in pieno Oceano Atlantico, le Isole Azzore sono un gruppo di puntini sulla cartina geografica, poco conosciute e luogo meraviglioso per tutti gli amanti della natura. Abbiamo scelto un viaggio su queste isole incantati dai racconti di altri viaggiatori, di pensionati che si sono trasferiti a vivere lì, di velisti che hanno fatto tappa su queste terre durante una traversata transoceanica. Purtroppo, al momento non ci sono collegamenti aerei diretti con l'Italia, quindi una delle soluzioni è far scalo a Lisbona per poi prendere uno dei voli che la collega con una delle 9 isole dell'arcipelago. Questa necessità, purtroppo, fa gravitare in alcuni casi i costi dell'aereo quindi, prima regola: organizzarsi per tempo e prenotare il prima possibile.

La prima isola che visitiamo è Faial, la cosiddetta Isola Azzurra, nome che riviene dalle ortensie che 'infestano" allegramente tutto il territorio; si vedono in ogni dove, a dividere i pascoli, a contornare i laghi vulcanici, nei boschi. Pernotteremo 4 notti sull'Isola, a circa 1,5km dal centro della cittadina principale - Horta - in un appartamentino delizioso di un residence che ci ha coccolato e fatto sentire a casa fin dal primo istante, il Loft Azul Pastel

Il primo giorno lo dedichiamo alla visita della Caldera. Con auto a noleggio (i mezzi pubblici sono rari e l'alternativa al noleggio dell'auto è concordare con un taxista locale i propri spostamenti - noi abbiamo preferito la libertà di un nostro mezzo prenotato per 2 dei 4 giorni di soggiorno), raggiungiamo il centro dell'isola dove un vulcano è 'collassato' creando questa depressione circolare. Il sentiero PR4FAI, classificato 'facile' anche se proprio così non è, si estende per circa 7/8km percorrendo con alcuni saliscendi il bordo della Caldera. Occorrono scarpe adeguate e una bella giornata di sole o quasi visto che qui la nebbia regna sovrana e può compromettere la camminata e la vista sullo straordinario panorama. Non 'soddisfatti' della strada percorsa noi decidiamo di scendere percorrendo parte del sentiero Levada PR3FAI, lungo uno sterrato vulcanico, bello ma molto molto faticoso per l'importante salita. I sentieri alle Azzorre sono tutti ben attrezzati, classificati, indicati con un pannello e con numerosi segnavia, impossibile perdersi, meravigliosi da percorrere !

Il secondo giorno, sempre con la nostra auto a noleggio, ci dedichiamo alla visita di altri due vulcani, collegati da un sentiero lineare ricco di importanti saliscendi. Partiamo seguendo l'itinerario previsto dal PR1FAI lasciando l'auto in prossimità di un cartello ai piedi del Cabeco Verde. Da lì, a piedi, saliamo lungo una sterrata e successivamente ci addentriamo in un fitto bosco. Si cammina sempre ai margini di alcune antiche caldere interamente ricoperte da vegetazione e non sempre è facile distinguerne il profilo, sullo sfondo l'azzurro del mare. Si arriva al margine del bosco in località Cabeco do Canto. Da qui, una discesa spaccaginocchia, ci conduce allo spettacolare vulcano di Capelinho con il suo territorio lunare, la colata lavica, il faro, stormi di uccelli marini e un bel museo dedicato ai fenomeni vulcanici. A questo punto, l'idea di ritornare lungo lo stesso sentiero non ci entusiasmava, sopratutto il pensare di ripercorrere quella discesa spaccaginocchia...in salita! decidiamo così di seguire la strada carrabile che si rivelerà gradevole fra villette, casette colorate, fontanelle decorate e begli scorci sull'oceano. La nostra ipotesi di itinerario prevedeva di trascorrere il terzo giorno a Faial organizzando una gita in giornata sulla vicinissima isola di Pico ma, una volta sul posto, ci siamo resi conto che Faial offriva ancora molto da vedere e che Pico, con la sua straordinaria cima vulcanica di oltre 2000 m a picco sul mare, meritava un viaggio tutto suo di qualche giorno e così...rimaniamo a Faial e cominciamo già a sognare un nuovo viaggio su queste isole che ormai hanno già catturato il nostro cuore!

Il terzo giorno (senza auto che abbiamo riconsegnato la sera prima per contenere le spese), lo dedichiamo alla cittadina di Horta. Al mattino partecipiamo a una uscita di whalewatching; tante sono le agenzie che organizzano uscite in gommone (ricordativi le pastiglie contro il mal di mare) per avvistare i cetacei. La stagione migliore per questo genere di attività è la primavera che coincide con la migrazione delle megattere e delle balene blu, noi ci 'accontentiamo' di avvistare capodogli e delfini. Certo, è oceano e, forse, non siamo fortunatissimi, il mare è molto mosso e, nonostante l'abbondanza di questi splendidi animali, durante la nostra uscita li avvistiamo più volte ma mai vicinissimi. Balliamo molto, torniamo 'lavati' nonostante le tute impermeabili fornite dall'agenzia che organizza la gita...bello ma piuttosto faticoso! Nel pomeriggio visitiamo la Fabbrica della Balena ovvero l'ex stabilimento che fino agli anni 80 si occupava della trasformazione in farina e olio dei poveri capodogli... che tristezza... e che amarezza pensare che alcuni paesi stanno ancora praticando questa terribile caccia... Dopo un po' di relax nell'enorme spiaggia cittadina (bella, ma noi siamo scappati per il troppo vento dopo aver mangiato almeno 2 etti di sabbia nel tentativo di parlare...), due passi in centro e una doverosa sosta allo storico Peter Cafè Sport. Oltre 100 anni di storia per questo Pub frequentato negli anni da balenieri, velisti e in genere turisti. Tappa immancabile per sorseggiare un gin tonic e vedere gagliardetti di equipaggi provenienti da tutto il mondo e visitare la storica collezione di denti di balena incisi. L'ultima visita in città la dedichiamo al pittoresco molo, interamente decorato dai disegni che, a partire dagli anni '50, gli equipaggi che attraversano l'Oceano Atlantico, dipingono sui muretti a scopo beneaugurante

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