Tour australiano

Un felice ritorno in Australia: Sydney, Phillip Island e Melbourne

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  • di 44gatti
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Ma per enfatizzare la storia, tutto serve.

Molto bella è anche la visita al Queen Victoria Market, il mercato della città, esteso e assai vario. Non solo cibo, frutta, verdura e pesce, ma anche abbigliamento, borse, bigiotteria, articoli per la casa. Sfruttando la gratuità dei tram nel centro storico (ma solo quello) visitiamo anche la cattedrale cattolica e una casa dove abito’ Mary McKillop, unica santa australiana. Essendo poi i giorni degli Open, era d’obbligo una sbirciatina ai luoghi dove si svolgevano le gare. Il tennis, qui a Melbourne, è come il calcio in Brasile: per strada, specie nei centri commerciali, sono tanti i grandi schermi montati per permettere agli appassionati di questo sport di seguire in azione i campioni. Come poi i tennisti riuscissero a giocare con quelle temperature sahriane, resta un mistero per me.

Tornati a Sydney, Anna e Shuman hanno ripreso il lavoro mentre Paolo ed io, ci siamo dati al turismo.

Già conoscevo Sydney ma ho preferito visitarla nuovamente insieme a lui. La città nonostante il caos del traffico (4 milioni e mezzo di abitanti) certamente merita. L’Acquario prima di tutto, poi il Museo Marittimo e una puntatina al mercato cinese di Paddy’s Market soprattutto per acquistare a poco prezzo gadget e ricordini vari per parenti ed amici. Nei giorni successivi visitiamo il centro, con la cattedrale di St Mary, i giardini di Hide Park, l’orto botanico, la Sydney Opera House, sempre bella, l’agglomerato del vecchio porto chiamato the Rocks, l’Harbour Bridge che abbiamo percorso a piedi, il Powerhouse Museum, il Chinese Garden, il Custums House che riporta sotto al pavimento un plastico in scala del centro della città.

Per lo sconto nei musei abbiamo presentato i tagliandi della “Guide to Sydney”, un opuscolo pubblicitario prelevato direttamente all’arrivo in aeroporto. Gli spostamenti in treno da casa a Sydney li abbiamo fatti acquistando la Opal Card, (vale anche per gli autobus e i vaporetti di linea) una carta ricaricabile in vendita presso tabaccherie o supermercati, a mo’ di abbonamento. Anna però ce ne ha sconsigliato l’uso nelle ore di punta (dalle 7 alle 9,30 e dalle 16,30 alle 18,30) perchè la tariffa è più alta per incentivarne l’utilizzo oltre l’ora di punta. Non poteva mancare una piccola crociera di un’ora e mezza sulla baia. Quando il caos metropolitano non ci attirava più, abbiamo deciso di rimanere a Cronulla passeggiando a zonzo per il periplo della penisola come suggeriva la guida cartacea.

Nei giorni di vacanza o nelle festività, insieme ad altri amici di mia figlia, abbiamo preferito una gita al Royal National Park una antica riserva boschiva a sud di Sydney. La prima volta che ci siamo andati è stato davvero divertente: lasciato il treno a Loftus, un vecchio tram d’epoca nei pressi del museo della Sydney Tramway collega la stazione ad un punto nel parco. Di lì per un sentiero in discesa siamo giunti al fiume noleggiando poi delle canoe e facendo cosi un tratto fluviale. Mi pareva quasi quasi di essermi trasformata in Jane, l’amica di Tarzan o di imitare gli olimpionici fratelli Abbagnale tanta era la gioia e la mia foga in kaiak con Paolo. Nel ritorno abbiamo notato un grande termitaio alto quasi un metro e scattato alcune foto per ricordo. La seconda gita invece, sempre al parco nazionale, è stata più tranquilla con semplice vaporetto dalla stazione di Cronulla a Boondina all’inizio del parco e poi in riva al mare. Era il giorno dell’Australian day, giorno di festa nazionale, conclusosi con i fuochi d’artificio serali cha Anna ed io abbiamo goduto dalla spiaggia. Di lì a poco la partenza per l’Italia via Singapore, ma i giorni passati insieme a persone care mi lasciano in cuore una gioia serena e profonda che sconfina in una completa tranquillità d’animo, nonostante il distacco, l’incertezza del futuro e la tristezza della separazione.

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