Partenza il 6/8/2012 · Ritorno il 4/9/2012
Viaggiatori: 2 · Spesa: Oltre 3000 euro

Viaggio di nozze in Australia con fuga a Bali

di Tach - pubblicato il

Top Australia:

La Great Ocean Road

Una gita in battello per ammirare l’area intorno all’Opera House di Sydney

Una colonia di koala trovati per caso vicino al faro di Cape Otway

Il tramonto su Uluru

La gita alle Blue Mountains

La gentilezza degli australiani

TOP Bali:

La sacralità di Bali, in particolare di Ubud

La danza barong

I tramonti sull’oceano

Le variegate granite e i succhi con frutta fresca

La movida serale di Kuta

AUSTRALIA - I NOSTRI NUMERI (per due persone):

Volo internazionale + agenzia: 2454,76 €

Voli interni (3): 1221,76 €

Volo Darwin – Bali: 769,13 €

Noleggio auto (8 giorni): 795,05 €

Benzina: 258,32 €

Spostamenti: 614,18 €

Assicurazione (x tutta la durata del viaggio) + agenzia: 510,43 €

Alberghi: 1481,22 €

Attrazioni: 879,45 €

Commissioni per cambio moneta: 78,65 €

N. totale di giorni, compresi gli spostamenti: 20

Km percorsi in auto: 2805

Cambio medio: 1 Euro = 1,1575 A$

BALI - I NOSTRI NUMERI (per due persone):

Volo Bali – Sydney: 729,77 €

Visto di entrata: 44,00 €

Spostamenti: 270,07 €

Noleggio auto con autista: 76,08 €

Alberghi: 714,42 €

Attrazioni: 48,18 €

Commissioni per cambio moneta: 28,41 €

N. totale di giorni, compresi gli spostamenti: 10

Cambio medio: 1 Euro = 11830 Rupie

Considerazioni generali

Per il viaggio di nozze abbiamo scelto l’Australia mossi dalla consapevolezza che un viaggio di una distanza simile difficilmente sarebbe stato possibile in un altro periodo, poi abbiamo capito che anche la spesa sarebbe stata ingiustificabile per una semplice vacanza.

Sinceramente l’Australia ci ha un po’ deluso, sapevamo che sarebbe stata una vacanza prevalentemente naturalistica, vista l’assenza di tracce storiche, ma speravamo di incontrare scenari un po’ più originali.

Per osservare qualcosa di rilevante occorre percorrere migliaia di km, per cui è praticamente inevitabile prendere innumerevoli voli interni per potersi spostare da una città all’altra.

L’altra nota dolente dell’Australia per noi italiani è il costo, credo non sia mai capitato di non comprare nessun souvenir, se non un ferma capelli e una t-shirt per consumare gli ultimi dollari rimasti, probabilmente siamo capitati in un periodo in cui il cambio era particolarmente sfavorevole, ma vi assicuriamo che il costo della vita australiana rapportato ai nostri stipendi, è avvilente.

Ci ha invece colpito positivamente la gentilezza degli australiani, più volte Laura ha dovuto rapportarsi con loro in lingua inglese, anche al telefono e le persone con cui ha parlato sono sempre state gentili e comprensive.

L’idea che ci siamo fatti, è che l’Australia gode di un’economia molto forte che consente ai suoi cittadini di vivere veramente bene, questa sensazione è suscitata dall’ordine che c’è ovunque, dal rispetto delle regole, dalla disponibilità e dalla solarità delle persone.

Crediamo che l’Australia sia il paese giusto dove andare a lavorare per un po’, per mettersi alla prova, per imparare bene la lingua inglese e aspirare ad una carriera che rispetti le regole della meritocrazia.

Noi abbiamo fatto l’errore di pianificare il viaggio durante il viaggio, non avendo avuto tempo in Italia di prenotare, se non i primi giorni e abbiamo dovuto quindi quindi prenotare tutto via web, con lo svantaggio di aver pagato di più i voli interni e di esserci trovati in difficoltà in alcune occasioni.

Come è scritto nel titolo del diario, “fuga a Bali”, siamo letteralmente scappati dall’Australia perché rischiavamo di non arrivare a fine agosto con la copertura della carta di credito, sono state troppe le spese da sostenere in un mese, dunque siamo scappati a Bali con la speranza di visitare una cultura più articolata, che ci permettesse allo stesso tempo di ridurre anche le spese.

A Bali abbiamo incontrato il caos delle città orientali, lo smog, i motorini ovunque, gli odori penetranti di olio di cocco, di incenso e soprattutto una sacralità che ci ha lasciati senza parole.

Quello che ricordiamo con maggior piacere è la processione delle persone con le offerte e il cibo da far benedire, durante la giornata trascorsa ad Ubud con la visita ai templi; ci ha ripagato di tutta l’aridità culturale australiana.

A Bali abbiamo visto tanti giovani australiani intenti a bere e fumare senza ritegno, forse si sono dati alla pazza gioia perché nel loro paese vigono le “No alcool zone” e “No smoke zone”?!?

Comunque, a parte il virus intestinale di Laura, Bali ci è piaciuta, siamo stati poco al mare, ma l’abbiamo esplorata per conoscerla e per portarci a casa una cultura nuova, più profonda di quella australiana e ricca di tradizioni legate alla religione, a nuove abitudini e perché no, tipicità gastronomiche che in Australia sono completamente assenti.

06-07/08/2012 FORLI’ – SYDNEY

Il giorno 6 agosto partiamo per il nostro viaggio di nozze, destinazione Australia.

Ci accompagnano all’aeroporto di Bologna gremito di gente, come non lo avevamo mai visto, d’altronde è il periodo per antonomasia di ferie per il nostro paese, però pensiamo… alla faccia della crisi.

Voliamo con la British Airways e sin dalla fase di check-in, su consiglio di amici che viaggiando con Emirates per il viaggio di nozze avevano usufruito gratuitamente della Business Class, facciamo presente di essere anche noi in viaggio di nozze, ovviamente la nostra richiesta non ha avuto alcun seguito.

Tutti i nostri tentativi, compresa la segnalazione dell’agenzia viaggi, sono stati vani; una volta raggiunta Londra, attendiamo all’aeroporto circa sette ore, quindi si inizia il viaggio verso Sydney con scalo a Singapore.

Costo del volo A/R British Airways Bologna – Sydney: 1227,38 Euro a testa (quota agenzia inclusa)

Costo assicurazione totale: 470,43 Euro (valida per due persone per la durata del viaggio)

08/08/2012 SYDNEY (City Center – Darling Harbour)

Dopo un viaggio che lascia il segno per la sua durata, raggiungiamo Sydney alle 5:00 della mattina, superati i consueti controlli, recuperiamo i bagagli e usciamo all’esterno per un attimo per testare la temperatura: che freddo!

Meglio coprirsi bene e prima di prendere il treno Airport Link che ci accompagnerà nel centro della città (16,70 A$ a testa) acquistiamo una tessera SIM della compagnia telefonica Optus (10 A$, molto conveniente, direi l’unica cosa economica in Australia, chiamavamo in Italia quasi tutti giorni a costi irrisori) più conveniente rispetto a Vodafone per contattare l’Italia e una mini-SIM Vodafone per navigare in libertà col Tablet (30 A$ per un mese intero di traffico dati).

Con calma, intanto è decisamente presto, raggiungiamo il centro, la nostra fermata per l’albergo è “Museum”, l’albergo, prenotato dall’agenzia viaggi, fa parte del gruppo Best Western e si chiama “Stellar”.

Costo albergo: 299,04 Euro per 3 notti

Ci dicono che il check-in avverrà solo alle 14:00, lasciamo quindi le valigie e ci accomodiamo sui divani per rilassarci un’oretta e per attrezzarci in vista della giornata a Sydney.

Andiamo a fare colazione in un locale poco distante (24,25 A$) e ci rendiamo subito conto che i prezzi sono molto alti.

Ci avviamo quindi alla scoperta della città, partendo dal City Center, attraversiamo Hyde Park, passiamo di fronte all’Australian Museum, quindi visitiamo la cattedrale di St. Mary.

Ci spostiamo sull’altro lato e vediamo dall’esterno la gran sinagoga, quindi ci addentriamo nel City Center vero e proprio: Martin Place, il bel centro commerciale Strand Arcade e quindi la Sydney Tower, alta 305 mt, merita anche solo per vedere il panorama da una prospettiva insolita.

Ci sono due tipi di biglietti, l’entrata normale sul piano panoramico comprensiva di un breve spettacolo 4D (25 A$) o lo Skywalk che consente la possibilità di salire sulla terrazza panoramica (65 A$).

Optiamo ovviamente per la prima e lo spettacolo che ci si presenta è strabiliante, facciamo decine di foto dal bar panoramico, peccato per il vetro che ostacola la limpidezza delle nostre foto, quindi scendiamo per proseguire il giro.

Passiamo di fronte allo State Theatre, entriamo al Queen Victoria Building, un bellissimo centro commerciale e quindi decidiamo di raggiungere il mitico Darling Harbour, passando davanti al Sydney Town Hall e alla cattedrale di St. Andrew.

Raggiunti i giardini del Darling Harbour decidiamo di riposarci un po’, siamo veramente stanchi, a tal punto da non avere le forze di tenere gli occhi aperti, anche camminando, la stanchezza era più forte e incontrollabile, non ci era mai capitato di addormentarci in piedi camminando.

Una volta risvegliati dal nostro riposo improvvisato su una scomoda panchina davanti al parco giochi, raggiungiamo il Paddy’s Markets, il più vecchio e noto mercato di Sydney, un mercato ortofrutticolo e di articoli quali vestiario e souvenir.

Un giro per la Dixon Street di Chinatown, la via più importante del quartiere, quindi torniamo al Darling Harbour passando di fronte al Chinese Garden, conosciuto come il Giardino dell’amicizia.

Ci godiamo questi bei momenti in posti che ci appaiono così tranquilli e piacevoli da abitare, decidiamo di non visitare l’Australian National Maritime Museum e ci spostiamo al Sydney Aquarium & Wildlife World ma il prezzo di 35 A$ a testa ci scoraggia.

Anche se è presto, siamo affamati e soprattutto stanchi, quindi facciamo un giro al King Street Wharf, zona ricca di bar e ristoranti di ogni tipo e tra i vari locali carini, il “Cargo Bar” offre una promozione alcuni giorni della settimana: per 10 A$ serve un piatto di carne con insalata e patatine.

Ne approfittiamo, oggi è il giorno giusto (27 A$ compreso 1 birra media) e dopo la cena finalmente possiamo raggiungere l’albergo e riposare.

09/08/2012 SYDNEY (The Rocks - Circular Quay – Il Domain)

Dobbiamo recuperare le forze e riposare, per questo ci svegliamo molto tardi, scendiamo e facciamo un po’ di spesa per la colazione spendendo un’esagerazione (24,95 A$), dopodiché partiamo alla scoperta del quartiere The Rocks.

Saliamo su un autobus della linea “Free Bus Stop” e scendiamo al Circular Quay dove vediamo la Customs House.

Ci incamminiamo verso Macquarie Place, quindi di nuovo al Circular Quay per la passeggiata che ci condurrà all’Harbour Bridge.

Passiamo davanti al Museo di Arte Contemporanea e al Cadman’s Cottage, questa passeggiata è incantevole, sarà per la giornata di sole e la moltitudine di persone che passeggiano, sarà perché l’Opera House è un’icona di Sydney, oppure perché abbiamo l’Harbour Bridge sullo sfondo, una cosa è certa, passeggiare qui è un must per chi approda a Sydney.

Proseguiamo passando davanti alla Sailors’ Home e quindi raggiungiamo l’Harbour Bridge di Sydney, un colosso metallico attraversato da migliaia di automezzi (sono stimati 150.000 veicoli al giorno) e persone che lo percorrono semplicemente a piedi o correndo, oppure lo scalano come se fosse una pista ferrata.

Facciamo una bella camminata oltrepassando la metà, per fare delle foto all’Opera House, si può salire anche sui torrioni, per avere una visuale migliore, costo 15 A$ a testa, quindi ritorniamo e decidiamo di visitare l’Osservatorio perché gratuito.

Torniamo indietro passando davanti alla Chiesa del Presidio che visitiamo e al Hero of Waterloo.

Si ritorna al Circular Quay e diamo un’occhiata a tutti quei magnifici ristoranti che si trovano al Campbell’s Storehouses, quindi facciamo tutta la passeggiata fino a raggiungere l’Opera House di Sydney, dando uno sguardo al Writers’ Walk, una serie di placche poste a distanze regolari che decorano il marciapiede.

Visitiamo l’Opera House di Sydney, aggregandoci ad un tour in lingua inglese (35 A$ a testa), la struttura si compone di una serie di teatri e sale ricoperti dal famoso tetto a conchiglie, è sicuramente molto bella, ma affascina molto di più dall’esterno che dall’interno.

Raggiungiamo la Macquarie Street passando davanti al Justice and Police Museum, quindi percorriamo questa strada ricca di bei palazzi: la Biblioteca di Stato del Nuovo Galles del Sud, il Palazzo del Parlamento, l’Ospedale, la Zecca, l’Hyde Park Barracks Museum e la Chiesa di St James.

Si è fatto buio e da una mappa ricevuta dall’albergo, scopriamo che c’è una breve lista di locali che vendono cibo a prezzi contenuti.

Ritroviamo il Cargo Bar, il locale della sera precedente, ma stasera optiamo per il The Strand Hotel, un bel pub (2 pietanze, 1 birra, 1 piccolo antipasto 36,40 A$).

Anche se non è molto tardi, decidiamo di rientrare per organizzare il giorno successivo, inoltre all’imbrunire la temperatura si abbassa notevolmente.

10/08/2012 SYDNEY – BLUE MOUNTAINS – SYDNEY

Ci svegliamo presto per dirigerci verso il supermercato, finalmente riusciamo a fare un po’ di spesa a prezzi accettabili, quindi a piedi raggiungiamo la Central Station per fare i biglietti per Katoomba, località delle celeberrime Blue Mountains (11,40 A$ a testa A/R).

Alle 10.09 si parte, la giornata è leggermente nuvolosa, fresca, ma tira abbastanza vento, speriamo che sulle montagne non sia troppo freddo.

Dopo circa 2 ore di viaggio raggiungiamo Katoomba, il più importante centro turistico delle Blue Mountains, usciti dalla stazione, raggiungiamo l’Echo Point dove chiediamo delle informazioni.

Dalla terrazza panoramica gremita di gente scattiamo diverse foto alle Three Sisters, per intenderci, le cugine brutte e basse delle Tre Cime di Lavaredo e alle Blue Mountains.

Decidiamo di raggiungere a piedi lo Scenic World percorrendo il sentiero The Giant Stairway, quindi il Federal Pass.

Le cartine ci indicano che occorrono 2 o 3 ore di cammino, temiamo di avere poco tempo a disposizione prima dell’imbrunire, ma decidiamo di avviarci lo stesso, scendiamo per centinaia di scalini alla base delle Three Sisters, quindi entriamo nella foresta e da un territorio pianeggiante giungiamo a destinazione, dopo circa 1 ora e 30 minuti di cammino.

Si tratta di una piacevole passeggiata, tuttavia gli scalini in discesa iniziali possono risultare faticosi.

Raggiunto lo Scenic World, dopo un piccolo spuntino, valutiamo le varie possibilità, risalire a piedi, con il trenino (Railway) o in cabinovia (Cableway).

Sappiamo che l’ultima corsa che parte per la cima è alle 16:50, diversi cartelli lungo il sentiero lo ricordano, il treno però fra settimana chiude alle 15:00.

Optiamo per la risalita in cabinovia (11 A$ a testa) e a parte una bella vista delle Three Sisters, non è nulla di particolare.

Giunti alla Top Station facciamo i biglietti per lo Skyway (9 A$ a testa solo andata), carina, permette di ammirare le Katoomba Falls e le Three Sisters e dal vetro al centro della cabina si può vedere il vuoto sottostante.

A piedi ritorniamo alla stazione, dove prendiamo il treno per Sydney, cena da Mc Donalds’ (16,55 A$) e quindi si torna in albergo.

La giornata sulle Blue Mountains è stata piacevole e il paesaggio ci ha fatto capire la vastità di questo paese, a perdita d’occhio si vedevano montagne verdi ricoperte di alberi di eucalipto, infatti il nome delle montagne deriva dall’olio degli eucalipti che evaporando sprigiona nuvole bluastre.

11/08/2012 SYDNEY – MELBOURNE

Oggi lasciamo Sydney per raggiungere Melbourne, il nostro volo parte alle 15:00, quindi abbiamo un discreto margine per fare un giro.

Costo del volo Jet Star prenotato su internet dall’Italia: 70,36 Euro a testa

Percorriamo Oxford Street con l’intenzione di raggiungere Paddington, il caratteristico mercato, passiamo davanti alla Darlinghurst Court House, al Paddington Village, alla Caserma Victoria Barracks, al Municipio di Paddington, a Juniper Hall, quindi ci addentriamo in William Street e facciamo un giro per questo quartiere, è molto carino, composto da case a schiera con inferriate e balaustre di ferro, ci sono diversi negozi di abbigliamento probabilmente di stilisti non ancora famosi.

E’ piacevole passeggiare per queste strade dove sembra che la gente viva in maniera tranquilla, Paddington Street è un bel viale alberato con file di platani, proseguiamo fino Five Ways, quindi ci dirigiamo al mercato di Paddington del sabato.

La giornata non è delle migliori, continua a tirare molto vento e a tratti pioviggina, il mercato è composto da tante piccole bancarelle che vendono diversi oggetti di artigianato, noi arriviamo alle 10:00, l’orario di apertura e troviamo poca gente.

Ovviamente i prezzi ci sono inaccessibili, quindi guardiamo senza comprare.

Rientriamo in albergo camminando, dove ritiriamo i bagagli e andiamo verso l’aeroporto in taxi (41,80 A$), spendiamo poco di più rispetto all’andata, ma evitiamo la fatica di trasportare il pesante bagaglio fino alla stazione.

E’ possibile pagare il taxi anche con la carta di credito, con una maggiorazione del 10%.

Raggiunto l’aeroporto, sistemiamo le nostre valigie per ottimizzare il peso perchè per questo volo nazionale, abbiamo a disposizione soltanto 20 kg di peso ciascuno.

Una volta atterrati a Melbourne il tempo non è dei migliori, freddo e pioggia fine, speriamo che domani sia meglio.

Terminate le pratiche burocratiche usciamo e raggiungiamo il centro con lo Skybus (17 A$ a testa), che in circa 20 minuti raggiunge la stazione Southern Cross in pieno centro, quindi a piedi raggiungiamo l’albergo prenotato dall’agenzia viaggi, fa parte del gruppo Best Western e si chiama “Atlantis”.

Costo albergo: 194,76 Euro per 2 notti

Dopo attimi di relax ci facciamo consigliare dalla reception un posto per la cena, optiamo per Hardware Lane, dove ci sono tanti bei locali, per la maggior parte turistici, dove all’entrata di ogni ristorante vi sono camerieri che in maniera insistente invitano i passanti ad entrare nel loro locale, l’unico che non ha procacciatori di clienti è il ristorante greco all’inizio della via, dove abbiamo addirittura atteso perché si liberasse un tavolo.

L’attesa strategica è stata ripagata, abbiamo cenato molto bene (1 antipasto, 1 piatto di carne lessata, 1 piatto di calamari e gamberi serviti con deliziosa salsa di gamberi, 1 birra 63 A$), stasera siamo soddisfatti, speriamo che Melbourne sia più economica di Sydney.

Dopo cena rientriamo in albergo, domani ci aspetta la visita della città.

12/08/2012 MELBOURNE

Oggi è domenica, ci concediamo qualche minuto di sonno in più, facciamo colazione in albergo, anche se non era inclusa (11 A$ a testa), devo dire che è poca varia, ma abbiamo bisogno di mettere qualcosa nello stomaco.

A piedi ci dirigiamo al Queen Victoria Market e per strada incrociamo l’antica cattedrale di St. James che visitiamo.

Giunti al mercato, il principale mercato di merce e prodotti freschi di Melbourne, trascorriamo più di un’ora fra bancarelle che vendono abbigliamento, articoli da regalo e cibo; è decisamente carino e i prezzi rispetto a Sydney sembrano più abbordabili.

Facciamo quindi qualche piccolo acquisto e poi decidiamo di andare a visitare la zona portuale, oggi la giornata è fresca, ci sono tanti nuvoloni minacciosi all’orizzonte, speriamo bene.

Saliamo sul Tourist Shuttle, che è gratuito e compie un bel giro della città in 13 tappe. Arrivati nella zona dei Docklands, scendiamo e facciamo una lunga passeggiata, c’è abbastanza gente, i negozi sono aperti e l’ambiente è piacevole.

Ci spostiamo quindi alla fermata successiva dell’autobus e ripreso il bus, ci dirigiamo alla volta dei Royal Botanic Gardens e Kings Domain.

Lungo il percorso abbiamo modo di veder le Rialto Towers, passiamo davanti all’Immigration Museum, alla Galleria nazionale del Victoria, quindi giungiamo a destinazione.

Prima di entrare nei giardini, visitiamo lo Shrine of Remembrance da dove sulla terrazza ammiriamo l’Eureka Tower, dopodiché facciamo una bella passeggiata immersi nel verde.

I giardini sono molto belli, meritano sicuramente una visita, all’interno intravediamo la Government House e sull’altra sponda del fiume il Melbourne Cricket Ground e il Melbourne Park.

Usciti dal parco, raggiungiamo Swanston Street e vediamo la stazione di Flinders Street, la stazione principale di Melbourne e uno dei luoghi di incontro preferiti della città, la Federation Square, entriamo nella cattedrale di St Paul, vediamo il municipio di Melbourne e passeggiamo per questa strada piena di gente e negozi.

Giunti a La Trobe Street saliamo sul Free City Circle Tram che effettua gratuitamente il giro del perimetro del centro e scendiamo nella zona del parlamento che visitiamo ammirando il Treasury Building sede del City Museum, il Parlamento ed entriamo nella Cattedrale di St. Patrick.

A questo punto saliamo sul tram e raggiungiamo Fitzroy e Acland Street, località sul mare a circa 6 km dal centro, vista l’ora e la stagione, non c’è molta gente in giro, fatichiamo anche a trovare qualcosa di allettante da mangiare, per cui torniamo in centro nel quartiere di Chinatown per consumare la cena in un ristorante cinese mediocre della zona (60,80 A$), stanchi rientriamo in albergo.

13/08/2012 MELBOURNE – APOLLO BAY (240 Km)

Oggi si parte per la Great Ocean Road, lasciato l’albergo, raggiungiamo Franklin Street, dove ha sede l’Hertz e qui ritiriamo l’auto prenotata in Italia (3 giorni 138,40 euro + 120,00 A$ circa + 37,00 A$ circa al giorno per l’assicurazione totale e km illimitati).

Siamo emozionati, è la prima volta che utilizziamo l’auto con la guida opposta alla nostra, riusciamo a superare lo scoglio più grande, uscire da Melbourne e raggiungere senza troppe difficoltà (anche se con multa recapitata in Italia) la cittadina di Geelong, quindi Tourquaise; finalmente la vera Australia, l’immensità dell’oceano e le onde che si infrangono sulle scogliere.

A Tourquaise facciamo sosta e trascorriamo un’oretta a guardare i surfisti e un cane che rincorre la palla nell’acqua, quindi ci spostiamo di qualche km a Bells Beach, dove i surfisti sono molti di più, il mare e il paesaggio sono spettacolari.

Riprendiamo il nostro tragitto e raggiungiamo Lorne, dove raccogliamo un po’ di informazioni, facciamo spesa nel supermercato locale e andiamo a vedere le Erskine Falls, una cascatella carina, quindi ci spostiamo sul punto panoramico della città, il Teddys Lookout, per ammirare il paesaggio.

Ripartiamo quindi all’insegna di Apollo Bay, tralasciando al Kennett River il Koala Walk, che ci sarebbe piaciuto fare, ma è un po’ tardi e dobbiamo sbrigarci per raggiungere la nostra prossima tappa.

Arrivati al centro informazioni, ci consigliano due strutture abbastanza economiche con camere a partire da 70,00 A$, optiamo per il Waterfront Motor Inn, il gestore ci dice che alle ore 20:00 chiude tutto e non è più possibile neanche cenare.

Costo albergo: 70,00 A$ per 1 notte

Siamo come al mare d’inverno, molti alberghi e molti locali sono chiusi, decidiamo però, prima di cena, di andare ad avvistare le balene, al centro informazioni ci hanno detto che al largo ce ne sono un paio.

Andiamo nella zona di Marengo, ma non avvistiamo nulla, quindi ceniamo all’Apollo Bay Hotel, consigliatoci dalla signora dell’ufficio informazioni (1 cotoletta con patatine, 1 insalata con pollo, 1 birra 46,90 A$) quindi rientriamo in albergo.

14/08/2012 APOLLO BAY – PORTLAND (296 Km)

Si prosegue lungo la Great Ocean Road, il tempo è sempre freddo e ogni tanto pioviggina.

Arrivati alla deviazione per Cape Otway, giriamo e raggiungiamo il faro.

Lungo il percorso, la foresta ci offre uno spettacolo meraviglioso, in un tratto della strada notiamo decine di koala abbarbicati sugli alberi, li ammiriamo mentre dormono e mangiano le foglie di eucalipto.

Vedere gli animali nel loro habitat naturale ha un fascino tutto particolare, c’erano veramente tanti koala e gli alberi erano decisamente spogli, rispetto ad altri della stessa zona, quindi questi orsacchiotti erano insediati lì da tempo.

La strada in cui abbiano incontrato per caso i koala è quella che conduce alla Lightstation (18,50 A$ a testa), ci sembra tanto ma dopo il percorso fatto ci sembra inappropriato tornare indietro senza visitare il faro.

Abbiamo apprezzato molto di più i koala della Lightstation.

Nell’area di interessante troviamo la stazione del telegrafo e il faro, che oltre ad essere il più antico d’Australia è anche molto affascinante, saliamo sino in cima e lo spettacolo che si ammira è stupefacente, ma di balene al largo neanche l’ombra, qualche foto e poi si riparte.

Arriviamo a Princetown, il tempo è dispettoso, pioviggina, poi diluvia per cinque minuti e poi risplende il sole, questa cosa si ripete per tutto il pomeriggio, decidiamo di non visitare la Gibson Steps e finalmente eccoci di fronte ai Twelve Apostles, la formazione rocciosa più famosa dello stato del Victoria; trattasi di faraglioni solitari, di cui soltanto sei sono ancora visibili tramite i camminamenti in legno che corrono intorno alla cima della scogliera.

Stiamo percorrendo le passerelle ed eccoci bagnati come due pulcini per uno scroscio d’acqua improvviso e imponente, il panorama è mozzafiato e le condizioni atmosferiche avverse fanno percepire ancora di più la forza dell’oceano.

Tappa successiva Loch Ard Gorge, uno dei tratti più tristemente noti della cosiddetta “Costa dei naufragi”, vi sono diversi percorsi, diverse passerelle e tanta costa frastagliata da vedere, in uno di questi giri abbiamo preso un altro scroscio d’acqua seguito dal sole…incredibile il paesaggio ma anche il meteo.

Proseguiamo e ci fermiamo a visitare The Arch, un arco di roccia; il London Bridge, bello, chissà che impressione deve essere stato il collasso di parte del ponte avvenuto nel 1990; ed infine The Grotto, anche questo da vedere.

Si riparte e salutiamo definitivamente la Great Ocean Road raggiungendo Port Fairy dove facciamo una sosta e anche merenda.

All’ufficio informazioni chiediamo qualche depliant su Portland, dove intendiamo pernottare e poi informazioni relative agli avvistamenti delle balene.

Ci rispondono che oggi ne sono state viste diverse, visto il precedente fallito avvistamento, siamo poco fiduciosi ma decidiamo di provarci lo stesso…incredibile, ci sono veramente le balene e si distinguono bene dalla costa anche senza binocolo!

Eccole lì al largo, almeno due, forse tre, che emozione, sembrano poco distanti dalla riva! Tempo fa in Norvegia, andammo a fare whale watching in mare aperto, il vantaggio fu che riuscimmo a vederle molto da vicino ma andammo apposta per questi avvistamenti, qui è stato invece un incontro casuale, non speravamo di vederle davvero.

Soddisfatti, raggiungiamo Portland, dove pernottiamo al Mariner Motel, si va a fare rifornimento, un po’ di spesa per la colazione, cena da KFC (11,90 A$) e quindi si torna in camera per pianificare i giorni successivi.

Costo albergo: 85,00 A$ per 1 notte

15/08/2012 PORTLAND – KINGSCOTE (681 Km)

E’ ferragosto e la giornata di oggi sarà all’insegna dei km percorsi e delle spese.

Si parte da Portland sulle 8:15 e facciamo una prima sosta all’ufficio informazioni di Mount Gambier, dove una signora molto gentile ci illustra vari tours che vengono proposti e quelli che invece potremmo fare in autonomia con la nostra auto su Kangaroo Island.

Stiamo, infatti, pensando di prolungare di due giorni il noleggio dell’auto, intanto spostiamo le lancette dell’orologio di 30 minuti indietro, poi proseguiamo verso Robe, dove facciamo una seconda sosta con breve passeggiata.

Dopodiché Laura prende contatto con la Hertz che ci consente di prolungare il noleggio (110 A$ al giorno compresa l’assicurazione totale e km illimitati), speriamo di aver capito bene! e restituzione dell’auto all’aeroporto di Adelaide.

Si riparte, si supera Kingston S.E. e si arriva a Meninge costeggiando il Coorong National Park, dove facciamo una sosta, nel frattempo tentiamo di prenotare il traghetto delle 18:00 per Kangaroo Island, risultante pieno sul web.

Telefoniamo al centralino per verificarlo, chiediamo spiegazioni e ci rispondono che sul traghetto c’è posto (ma come?), prenotiamo e paghiamo con carta di credito (376,00 A$ A/R).

Prenotiamo allora tramite Booking.com l’albergo a Kingscote, l’Aurora Ozone Hotel.

Costo albergo: 162,00 A$ per 2 notti

A Meninge una piccola pausa caffè e poi si riparte, di questo tragitto mi ha colpito nel tratto Portland-Mont Gambier, la quantità esagerata di animali investiti a bordo strada, le foreste infinite e i camion carichi di tronchi di legna.

A Robe il paesino era desolato, ma con un numero elevato di abitazioni decisamente fantastiche, al contrario di quelle che si vedono lungo il percorso, quando in zone sperdute, si trova un cancello con buchetta della posta o un vialetto di accesso segnalato con gomme da trattore, il vialetto è talmente lungo da chiedersi dove si trovi l’abitazione, ma soprattutto chi può avere il coraggio di abitare in un posto così isolato?!

Da Robe a Meninge si trovano tratti paludosi e noiosi ma tantissimi km ci dividono dal nostro traghetto e non addormentarsi è veramente difficile.

Da Meninge proseguiamo per Strathalbyn, dove facciamo rifornimento e poi dritti fino a Cape Jervis per il traghetto delle 18:00.

Dopo circa un’ora di navigazione arriviamo a Penneshaw, quindi gli ultimi km fino a Kingscote, dove finalmente facciamo il check-in in albergo, dopo attimi di panico, poiché la prenotazione di Booking non era ancora arrivata.

Per fortuna non ci troviamo in alta stagione e ci sono ancora stanze disponibili, in compenso ci sono tantissimi italiani, tante coppie di cui molte sicuramente in viaggio di nozze come noi.

Ceniamo nel ristorante dell’albergo, ne vale proprio la pena, i piatti sono squisiti (1 piatto di carne alla griglia con contorno di verdure e patate fritte, un piatto di carne di canguro e contorno di patate, 1 birra 65,50 A$), la carne di canguro non ci è piaciuta molto, ma sicuramente è da provare.

Ultima fatica, prenotiamo il volo da Adelaide ad Alice Springs, poi nanna.

16/08/2012 KANGAROO ISLAND (293 Km)

Oggi inizia il nostro tour a Kangaroo Island, decidiamo di riposare un pochino di più, quindi si parte alla volta del Seal Bay Visitor Centre, il tempo è pessimo, tutta la notte è piovuto e stamattina sembra voglia fare altrettanto, piove, si attenua, smette e poi ricomincia.

Decidiamo di fare la visita in autonomia (15 A$ a testa), l’escursione guidata ne costerebbe 30 A$, accompagnano sulla spiaggia per vedere meglio la colonia di leoni marini.

Dalla nostra piattaforma si vedono pochi esemplari, una decina circa, anche perché stanno facendo dei lavori che probabilmente disturbano gli animali facendoli allontanare, se ci avessero avvisato, forse avremmo scelto la visita guidata.

Proseguiamo nel nostro giro, saltiamo il Little Sahara a causa della pioggia intensa e raggiungiamo Vivonne Bay, una spiaggia molto carina con il mare color turchese.

Poi arriviamo alle Kelly Hill Caves, ma il tour guidato, che fanno ogni ora, è partito da poco, torneremo più tardi.

Raggiungiamo il Koala Walk che erroneamente pensavamo fosse nell’area del campeggio, seguiamo un percorso con tanti wallabee ma nessun koala e neanche un canguro, inizia a piovere e raggiungiamo il Flinders Chase Visitors Centre, paghiamo 10 A$ a testa per l’ingresso al parco, andiamo a Remarkable Rocks, dove ci sono imponenti masse di granito che gli agenti atmosferici hanno modellato.

Siamo quasi a strapiombo sul mare, vento e pioggia sono effettivamente impetuosi, timorosi ci ripariamo dalla pioggia dietro ad un sasso, aspettando una decina di minuti.

La pioggia si calma ma il vento non ne vuole sapere, raggiungiamo ugualmente l’auto e ripartiamo alla volta di Admirals Arch che è veramente spettacolare.

L’arco, creato dall’azione corrosiva delle onde, è molto bello, in più col mare infuriato e il vento forte, la scenografia è molto suggestiva, vi si trova una colonia di lontre marine della Nuova Zelanda, si potrebbero trascorrere ore ed ore osservando le evoluzioni di questi animali acquatici.

Ripartiamo e questa volta torniamo alle Kelly Hill Caves, dove con un’altra coppia di italiani facciamo il tour (15 A$ a testa), le grotte sono sicuramente interessanti per ammirare la formazione di stalattiti e stalagmiti, immaginatevi le nostre Grotte di Frasassi, in miniatura ovviamente.

Parlando con la coppia di italiani, capiamo di aver mal interpretato l’ubicazione del Koala Walk, torniamo indietro e finalmente lo troviamo, grazie alle loro indicazioni, ma ormai è tardi, per cui ci torneremo domani mattina, tra l’altro stasera abbiamo un appuntamento per cena con un’altra coppia di ragazzi di Torino.

Ripetiamo per la cena (1 piatto di pesce fritto in pastella con anelli di cipolla e patate, 1 chicken biryani, 1 birra 61 A$, tutto squisito) la location del giorno prima, il nostro albergo.

Dopo tante piacevoli chiacchiere salutiamo i nostri compagni e poi nanna.

17/08/2012 KANGAROO ISLAND - ADELAIDE (402 Km)

Stamattina decidiamo di fare colazione in albergo, anche se costosa, il buffet della colazione è molto variegato, in realtà l’albergo offre diversi tipi di colazione, con diversi prezzi a seconda di ciò che si sceglie, la completa costa 24 A$, scegliamo questa e l’altra da 10 A$ approfittando entrambi di tutto ciò che offre il buffet, 50 A$ per fare colazione ci sembravano un vero furto.

Carichiamo i bagagli e andiamo ad Emu Bay per vedere la spiaggia, che si dice sia una delle più belle, il tempo è sempre molto ballerino, dalla pioggia intensa si passa ad uno spiraglio di sole e poi ancora pioggia.

Ritorniamo verso Kingscote e deviamo verso il Parndana Wildlife Park (12,00 A$ a testa) per visitarne il parco.

Si tratta di uno zoo, dove si possono vedere parecchie specie animali, con 1,00 A$ si può acquistare cibo per i canguri.

Terminata la visita, raggiungiamo Stokes Bay, c’è un percorso tra le scogliere da cui è possibile raggiungere una pozza d’acqua, proviamo ad avventurarci, però torniamo indietro perché l’acqua stava occupando il nostro cammino, ci sembrava imprudente proseguire.

Risaliamo sulla nostra vettura e torniamo al Koala Walk (5,00 A$ a testa), trattasi di un breve percorso che permette di avvistare pochi koala aggrappati agli eucalipti e alcuni canguri in libertà.

Ovviamente le foto non mancano e una volta sazi, ci dirigiamo al traghetto, a Penneshaw.

Abbiamo la prenotazione per le 19:30 ma alle 16:10 siamo già all’attracco, dove il traghetto precedente è quasi pronto per partire, chiediamo se c’è posto per effettuare un cambio, detto fatto e partiamo con 3 ore di anticipo, che bazza!

Riusciremo a percorrere un po’ di km con la luce del giorno.

Arrivati ad Adelaide, ci dirigiamo verso l’aeroporto per riconsegnare l’auto, quindi all’ufficio informazioni chiediamo di prenotarci un albergo, scegliamo il Mercure Hotel che raggiungiamo in taxi (24,50 A$).

L’albergo fa pensare ad una sistemazione di tutto rispetto, ci immaginavamo una stanza spaziosa e silenziosa, un bel bagno…niente di tutto ciò, ci hanno riservato un trattamento da carcerati, la camera era microscopica, non riuscivamo neppure a tenere la valigia aperta e per utilizzare “comodamente” il lavandino del bagno dovevamo sporgerci dalla camera da letto!

Costo albergo: 110,00 A$ per 1 notte

E’ tardi, ci rifocilliamo con un panino da Mc Donald’s e poi si dorme, la sveglia domattina suonerà molto presto.

18/08/2012 ADELAIDE - ALICE SPRINGS

Oggi giornata infausta, siamo riusciti a concludere ben poco, ma procediamo con ordine.

Sveglia ore 6:15, andiamo all’aeroporto, lo shuttle costa 10,00 A$ a testa ma noi propendiamo per il bus, ci sono, infatti, un paio di linee che ti accompagnano (4,90 A$ a testa).

Sui banchi iper-tecnologici della Quantas, facciamo autonomamente il check-in e l’imbarco delle valigie per il volo che ci condurrà ad Alice Springs, nel caso qualcuno richiedesse assistenza, il personale è pronto ad intervenire.

Costo del volo Quantas prenotato su internet: 252,70 A$ a testa

Volo tranquillo, atterriamo ad Alice Springs in un clima decisamente più caldo e ci prepariamo ad organizzare le giornate successive, in aeroporto su sei banchi di noleggio auto, neanche una compagnia ha una vettura a disposizione.

Scopriamo che nel centro della città c’è un car rental locale che offre auto a prezzi anche più competitivi e con km illimitati, al contrario delle grosse compagnie che furbescamente noleggiano l’auto con 100 km al giorno, i km eccedenti si pagano profumatamente e bisogna considerare che per visitare solo Uluru si percorrono circa 1000 km, di più se si vuole andare anche al Kings Canyon.

Raggiungiamo il centro della città con lo shuttle (15 A$ a testa) e ci facciamo portare all’ufficio informazioni per saperne di più sui tour organizzati e sugli alberghi.

Decidiamo di chiedere info sull’auto a noleggio, i km sono illimitati, la vettura sarebbe a disposizione da subito, un modello economy, i prezzi sono competitivi ma l’assicurazione è limitata, vieta di guidare durante le ore notturne al di fuori dell’area di Uluru e della città di Alice Springs.

In caso di incidente, soprattutto con animali, l’assicurazione non risponde e per questo motivo chiedono una cauzione di 1200 A$.

Prendiamo tempo per pensarci, non sappiamo neppure se la carta di credito ha disponibilità sufficiente, prendiamo alloggio al Diplomatic, la stanza sembra spartana ma con tutto il necessario, le lenzuola non sono propriamente pulite ma questo lo abbiamo scoperto purtroppo troppo tardi.

Costo albergo: 198,00 A$ per 2 notti

Iniziamo a ragionare sulle giornate e sui prezzi: Alice Springs-Uluru 5 ore di auto, Uluru-Kings Canyon 3 ore di auto, Kings Canyon-Alice Springs 5 ore di auto; gli alberghi sia ad Uluru sia nel Kings Canyon hanno prezzi astronomici, ma telefonando troviamo una stanza senza bagno ad Uluru per 220 A$ e con bagno a 280 A$.

Pensiamo di noleggiare l’auto per due giorni, anche se la venditrice ci ha detto che per fare entrambe le tappe, occorrono tre giorni.

Ipotizziamo di partire all’alba, raggiungere Kings Canyon, limitarci a fare la passeggiata di un’ora del Kings Creek Walk ed evitare di dormire nella zona perché il costo medio per una stanza è di circa 300 A$; trasferimento ad Uluru per il tramonto e pernottamento ad Uluru.

Sveglia all’alba del secondo giorno, ultima occhiata al sasso che cambia colore, breve camminata, quindi ritorno ad Alice Springs, riconsegna dell’auto e partenza con il pullman per Darwin alle ore 19:30.

Sembra tutto perfetto, andiamo a noleggiare l’auto ma non è più disponibile, che si fa?

Sono le 17:00 del pomeriggio, alle 17:30 chiude tutto, rivediamo in fretta tutti i programmi ipotizzati e scegliamo di aggregarci ad un tour tutto organizzato andando nell’agenzia Emu Run Tours.

Prenotiamo il tour giornaliero per la visita di Uluru (200 A$ a testa).

Partenza alle 6:00 e ritorno previsto per le 24:00.

Decidiamo di non visitare il Kings Canyon e di ripartire in aereo direzione Darwin il giorno 20 agosto, prenotiamo il ritiro dell’auto all’aeroporto con la compagnia Hertz e l’albergo a Darwin per una notte.

19/08/2012 ALICE SPRINGS - ULURU - ALICE SPRINGS

Sveglia ore 5:15, ci prepariamo per questa lunga gita.

Ci passano a prendere alle 5:55, siamo i primi, andiamo a caricare gli altri compagni di avventura, quindi si parte dandoci prima un piccolo breakfast.

Facciamo sosta a Erldunda quindi si prosegue per Uluru, il paesaggio è composto da erba, vegetazione bassa e sasso di colore rosso.

Finalmente si apre ai nostri occhi la vista di Uluru, Ayers Rock, il monolito più grande del mondo, veramente impressionante vedere questa roccia in mezzo al deserto.

Ci rendiamo presto conto che non si tratta di Uluru, poiché ancora troppo distante, ma di un altro, proseguendo ci avviciniamo finalmente ad Ayers Rock, questa volta è lui nella sua imponenza, lo ammiriamo e lo fotografiamo da lontano e poi deviamo per Kata Tjuta, i monti Olgas.

E’ un complesso decisamente interessante, forse più del monolito, li raggiungiamo e in autonomia percorriamo il sentiero che conduce alla Walpa Gorge, carino e adatto a tutti, 45 minuti A/R.

Il sentiero passa sotto le imponenti pareti rocciose, che effetto, in certi tratti sono così lisce, sembra che qualcuno le abbia limate e arrotondate.

Il Kata Tjuta, letteralmente molte teste, è formato da un gruppo di rocce con le cime arrotondate, dista circa 30 km dal più famoso Uluru.

Raggiungiamo quindi Uluru e ci portano al Uluru-Kata Tjuta Cultural Centre, un centro interessante, offre un’ottima presentazione del parco, merita una visita per comprendere meglio l’arte aborigena, quindi andiamo alla base del monolito.

Percorriamo in parte il Mala Walk con uno dei nostri autisti che ci fa da guida, dandoci spiegazioni su ciò che vediamo, l’unico inconveniente è che si fa un po’ fatica a comprenderli, l’inglese in questa zona dell’Australia sembra un’altra lingua.

Oltrepassiamo l’Uluru Climb, dove decine di persone si cimentano, nonostante il divieto spirituale della cultura aborigena.

Non capiamo come mai ci sia un percorso segnalato e con corda se gli aborigeni, proprietari di tutta l’area, considerano oltraggioso arrampicarsi lungo questo monte sacro.

Non sarebbe più semplice transennare tutto e apporre un bel divieto di ingresso perentorio applicando anche multe ai trasgressori!?!

Finito il giro a piedi, risaliamo sul pullman, percorriamo comodamente seduti l’intero perimetro del monolito, anche perché il caldo si fa sentire nonostante la stagione invernale, e raggiungiamo il Mutitjulu Walk, una breve passeggiata in cui si narra della lotta fra due serpenti ancestrali, mah!

Completato il percorso a piedi, arrivando su una pozza d’acqua che diventa un fiumicello quando piove, perché raccoglie l’acqua che scende dalla gola, torniamo al bus e raggiungiamo il parcheggio degli autobus per la vista del tramonto.

Siamo i primi ma ci sono già alcune persone che hanno allestito tavoli con tovaglia bianca e calici per champagne, inizialmente pensiamo siano i nostri, poiché adesso ci attende il barbecue, invece avanziamo e posteggiamo.

I nostri autisti aprono i portelloni laterali, tolgono sedie di plastica, tavolini, barbecue, cibo e bevande, tanti contenitori con altrettanti tipi di verdure e paste fredde e poi si improvvisano cuochi per la cottura di wurstel sul barbecue.

Ci godiamo tranquillamente il tramonto con questa vista speciale su Uluru, scattando tante foto che immortalano il cambiamento cromatico, nel frattempo si appostano intorno a noi almeno una ventina di pullman che scaricano turisti a frotte, chi per altri barbecue e chi solo per un aperitivo.

Il colore del monolito cambia, dal rosso brillante diventa sempre più scuro fino a spegnersi completamente, in questa vacanza credo di aver visto i tramonti più belli della mia vita, ci sarà una spiegazione geografico/scientifica?

Completata la cena e scattate le foto, si carica il tutto e si riparte per il viaggio di ritorno, ci attendono cinque ore di viaggio prima di arrivare ad Alice Spring.

Sono le 23:30 quando rientriamo in albergo, è stata una giornata lunghissima ma siamo appagati, ciò che abbiamo visto soprattutto al tramonto è di straordinaria bellezza.

Altrettanto straordinario è stato il prezzo che abbiamo dovuto pagare per partecipare al tour, ben 200 A$ a testa soltanto per una giornata, senza pensare a tutto l’indotto, due notti in albergo, due voli interni, i trasferimenti da/per l’aeroporto, i pasti, insomma un vero e proprio salasso.

Una curiosità, durante il viaggio di ritorno in pullman per Alice Springs ci ha attraversato la strada un dromedario, per fortuna il nostro driver lo aveva visto e ha rallentato per lasciarlo passare, lì ho capito per quale motivo anche i pullman hanno le barre protettive sul muso, possono servire in caso di collisione per evitare di distruggere il cofano.

20/08/2012 ALICE SPRINGS – DARWIN

Oggi ci concediamo una giornata di relax, anche perché diversamente non si poteva fare, abbiamo il volo per Darwin alle 17:25.

Costo del volo Quantas prenotato su internet: 368,71 A$ a testa

Ci svegliamo con comodo nella nostra misera stanza di motel e ci dedichiamo alla visita di Alice Springs stando però attenti a non spendere troppo, andiamo all’ufficio informazioni che ci dà qualche dritta sulle cose da vedere, andiamo al Royal Flying Doctor Service Base, i cosiddetti medici volanti, appurato il costo del biglietto di ingresso, 12 A$ a testa, ci fa desistere e andiamo oltre.

Torniamo in centro e percorriamo il tratto pedonale di Todd Mall, guardando i negozi e le gallerie di arte aborigena, molto belle ma con prezzi inavvicinabili.

Raggiungiamo Anzac Hill, la collina da cui si può avere una vista panoramica sulla città niente male, poi ritorniamo in centro dove ci rifugiamo in un centro commerciale (food court) per mangiare qualcosa e acquistare almeno un cd di musica aborigena.

Facciamo un po’ di spesa e poi si torna in albergo per prendere il bus shuttle (15 A$ a testa) ci accompagna in aeroporto.

Ad Alice Springs ci sono molti aborigeni in giro per la città che oziano indisturbati destando anche un po’ di preoccupazione nei turisti come noi, si capisce che non sono per niente integrati e forse di notte qualche ubriaco può mettere i turisti in difficoltà.

Una ragazza italiana, conosciuta durante la gita a Uluru, ci ha raccontato di essersi trovata in un bar, insieme ad un’amica, attorniata da 7/8 aborigeni ubriachi che le infastidivano e un poliziotto, che tentava di proteggerle, le ha invitate a prendere un taxi per raggiungere l’albergo.

Le ragazze si sono molto spaventate, anche perché inizialmente erano soltanto due gli aborigeni che le infastidivano, ma dopo poco si è formato un folto gruppetto.

Avevamo avuto la percezione che Alice Springs non fosse una località propriamente tranquilla, dopo questi racconti ne abbiamo avuto la certezza, infatti, la movida notturna si esaurisce molto presto, è come se ci fosse il coprifuoco.

Non ci sentiamo però di colpevolizzare gli aborigeni, ricordiamoci che l’uomo bianco ha invaso questi territori e tutti gli anni porta 500.000 persone nei loro siti sacri, quindi in qualche modo ha alterato quegli equilibri che garantivano la quiete e la tranquillità di questa gente.

Per quel che riguarda le temperature, era fresco al mattino e dopo il tramonto, caldo invece nelle ore centrali.

Arrivati a Darwin, prendiamo possesso della nostra Toyota Corolla, prenotata on-line (3 giorni 332,49 euro compresa assicurazione totale e km illimitati) e ci dirigiamo all’albergo Youth Shack Backpackers, o meglio l’ostello perché di questo si tratta.

L’ambiente è molto gioviale, brulicante di ragazzi intorno ai 20 anni, ma la stanza è decisamente scadente e l’odore penetrante mette alla prova anche i meno schizzinosi come noi, è un posto adatto a persone giovani, infatti, si fa baldoria e si beve birra a bordo piscina fino a tarda notte, per fortuna rimaniamo solo una notte.

Costo albergo: 100,00 A$ per 1 notte camera matrimoniale, bagno in comune

Andiamo a fare un po’ di spesa per i giorni successivi e consumiamo uno spuntino in un ristorante lì vicino, dove il costo di una pizza margherita è di 20 A$, quindi torniamo in camera per prenotare l’albergo all’interno del Kakadu National Park ma soprattutto il volo per Bali, per trovare finalmente un po’ di relax.

21/08/2012 DARWIN – KAKADU NATIONAL PARK (420 km)

Sveglia ore 7:00 e partenza per il famigerato parco nazionale di Kakadu, dichiarato patrimonio mondiale dell’Umanità.

Lungo la strada, prima di attraversare l’Adelaide River, ci fermiamo per vedere a che ora partono le crociere per ammirare i coccodrilli che saltano per prendere il cibo, gli orari di partenza sono 9 – 11 – 13 – 15, sono le 9:30 e non abbiamo intenzione di aspettare.

Proseguiamo quindi nella nostra lunga marcia osservando gli enormi camion-treni che provengono dalla parte opposta e finalmente entriamo nel parco.

Raggiungiamo il nostro albergo, l’Aurora Kakadu Hotel, dove facciamo il check-in.

Costo albergo: 350,00 A$ per 2 notti

Il costo come sempre non è basso, per i nostri standard, ma almeno l’ambientazione è carina, nell’area si trovano come tanti bungalow e all’interno le stanze sono spaziose e arredate con gusto.

Dopo aver chiesto qualche informazione e pagato l’ingresso al parco (25 A$ a testa), ripartiamo e facciamo la prima sosta a Mamukala dove, da un bell’osservatorio, guardiamo gli uccelli immersi nel loro habitat, decisamente bello, merita una visita, anche se non si è appassionati di birdwatching.

Il parco si estende per qualche centinaio di km quadrati, buona parte del Kakadu è di proprietà aborigena e il governo paga l’affitto, come per il resto dei siti di maggiore interesse; molti ranger sono di origine aborigena.

Si riparte alla volta del Bowali Visitor Centre per preziose informazioni sugli orari delle visite ai vari siti commentate dai ranger.

Mangiamo qualcosina e poi curiosi, andiamo a dare un’occhiata a Jabiru al Gagudju Crocodile Holiday Inn, l’albergo che ha la forma del coccodrillo.

Torniamo indietro e deviamo in direzione Ubirr, partecipiamo alla crociera che fanno in questa zona, orari 9 – 11 – 13 – 15, durata 1 ora e 40 minuti (61 A$ a testa).

Avvistiamo diversi coccodrilli e vari uccelli, i nostri traghettatori aborigeni ci illustrano varie tecniche di caccia e poi rientriamo.

Raggiunta la macchina andiamo a vedere le pitture rupestri di questa zona risalenti a 20.000 anni fa e raggiungiamo il lookout dal quale ne apprezziamo il panorama.

Siamo stanchi e non riusciamo ad aspettare l’orario del tramonto, i km da percorrere sono ancora tanti, ci godiamo il tramonto strada facendo, sicuramente uno dei più belli che abbiamo mai visto, raggiungiamo l’albergo, quindi di corsa al bar dove ceniamo, dato che la zona ristorante è chiusa (1 spezzatino con patate fritte, 1 barramundi, 2 birre, 1 coca-cola 71,10 A$).

I prezzi non cambiano ma almeno le pietanze sono gustose.

22/08/2012 KAKADU NATIONAL PARK (244 km)

Ci svegliamo e fatta benzina si parte alla volta delle Yellow Water per la crociera più bella di tutto il parco, ci fermiamo a Jabiru per fare un po’ di spesa per il pranzo, acquistare qualche litro di acqua e quindi si prosegue, dopo avere però approfittato dell’unico punto in cui c’è il collegamento ad internet.

Facciamo i biglietti per il tour al Gagudju Lodge Cooinda per la crociera delle 11:30 (68 A$ a testa), ne fanno sei al giorno, alcune durano 2 ore, altre 1 ora e 30 minuti, sicuramente le più belle sono la prima del mattino alle 6:45 e l’ultima alle 16:30, i prezzi sono più alti e noi ci accontentiamo.

Il nostro tour dura 1 ora e 30 minuti, ci permette di vedere tanti coccodrilli e tante specie di uccelli, merita veramente e se siete indecisi tra la gita sulla Yellow Water e quella di ieri, è sicuramente più interessante la Yellow Water.

Terminato il giro, andiamo al Warradjan Aboriginal Cultural Centre nel cui parcheggio troviamo dei tavolini dove consumare il pranzo al sacco.

E’ la volta del Mirrai Lookout, ma occorre fare una bella camminata per raggiungerlo e non ne abbiamo tanta voglia, siamo stanchi anche a causa del caldo umido.

Desistiamo, torniamo alla macchina e raggiungiamo Nourlangie, dove ammiriamo tanti disegni di arte rupestre facendo un itinerario ad anello di 2 km, i disegni sono sicuramente splendidi, fateci un giro.

Tornati all’auto, raggiungiamo Jabiru, dove vogliamo bere qualcosa nel centro commerciale del paese, sono passate da poco le 17:00 ma i negozi stanno già chiudendo.

Quando ripartiamo, sta imbrunendo e siamo intenzionati a fermarci a Mamukala, sulla strada del ritorno dove ieri abbiamo fatto birdwatching, per osservare il tramonto.

Di uccelli ce ne sono veramente tanti, ma il tramonto è dalla parte opposta, quindi prima che scenda completamente il sole, riprendiamo l’auto e ci fermiamo lungo la strada.

Tornati in albergo, ceniamo (1 spianata, 1 piatto di linguine con i gamberi, 1 piatto di carne di maiale e contorno di verdure, 1 birra 65,30 A$) e poi nanna.

23/08/2012 KAKADU NATIONAL PARK – DARWIN (229 km) – BALI (Indonesia)

Stamattina si torna verso Darwin per poi raggiungere Bali e lasciare l’Australia, durante il percorso facciamo numerose foto ai mastodontici termitai che incontriamo, quindi giungiamo all’Adelaide River alle 10:00, la prossima crociera ci sarà alle 11:00 e non abbiamo voglia di aspettare.

Proseguiamo e raggiungiamo Darwin pronti per la visita della città, prima tappa il Museum and Art Gallery of the Northern Territory, un bel museo gratuito con collezioni di arte aborigena, una parte dedicata al Ciclone Tracy e una parte in cui è esposta una collezione di animali imbalsamati.

Il Ciclone Tracy si è abbattuto su Darwin la vigilia di Natale del 1974 e ha distrutto il 95 % della città causando numerosi morti e diverse migliaia di feriti.

Un’occhiata alla spiaggia di Fannie Bay e soprattutto ai cartelli, che indicano la presenza nell’acqua di coccodrilli e meduse velenose, proprio un bel posticino dove fare il bagno e pensare che l’acqua era di un colore molto invitante!

Raggiungiamo l’Esplanade, dove parcheggiamo l’auto, facciamo una passeggiata per il centro partendo dalla St. Mary’s Cathedral per ammirare la Madonna aborigena (di colore), quindi lungo la Smith St. fino a raggiungere Smith Street Mall dove guardiamo negozi e gallerie.

Da qui arriviamo al Survivors’ Lookout, per ammirare il panorama, quindi torniamo all’auto percorrendo prima l’Esplanade, attraverso il Bicentennial Park, un parco ombreggiato da piante tropicali e poi andando su Mitchell St. per vedere un po’ di movida e locali.

Tornati all’auto, prima di raggiungere l’aeroporto, diamo un’occhiata alla spiaggia di Mindil e qui troviamo il popolare mercato Mindil Beach Sunset Markets che stanno allestendo, ci sono leccornie di ogni tipo e oggetti artigianali, il tutto a prezzi come sempre poco allettanti, il mercato si ripete tutti i giovedì e le domeniche.

Trascorriamo un’oretta in assoluto polleggio girovagando fra una bancarella e l’altra e poi riconsegniamo l’auto in aeroporto.

Siamo pronti per il check-in per Bali, finalmente un po’ di relax, la hostess ci riferisce che non possiamo partire se prima non abbiamo prenotato anche il volo di rientro.

Siamo spiazzati, avevamo già guardato i voli, senza però prenotare perché non eravamo certi della data di ritorno su Sydney, obbligati dalla hostess, abbiamo prenotato il volo in fretta e siamo così partiti.

Arrivati finalmente a Bali, dopo un volo un po’ ballerino, paghiamo il visto per entrare 25 US$ o 22 € o 26 A$ a testa, prendiamo un taxi (60.000 rupie) che ci porta al Kuta Lagoon Resort in Jl. Legian.

Costo del volo Jet Stars prenotato su internet: 437,50 A$ a testa

Facciamo il check-in nel resort che da un primo impatto sembra molto caratteristico, ceniamo all’interno del resort, vista l’ora tarda e raggiungiamo la stanza, anch’essa molto grande, confortevole e ben arredata, siamo molto contenti della scelta fatta.

Costo albergo: 2.610.432 rupie per 3 notti compreso il 3% per il pagamento con carta di credito

Questo albergo ha la particolarità di avere delle stanze che hanno l’accesso diretto nella grande piscina, c’è anche una spa in cui praticano il massaggio balinese, lo abbiamo provato senza rimanerne colpiti, le condizioni igieniche lasciavano molto a desiderare.

Il primo impatto con Bali è stato forte, molta confusione per le strade, auto e moto ovunque, clacson che suonano continuamente e odori orientali inebrianti che però alla lunga si rivelano stucchevoli, siamo in Oriente!

24/08/2012 BALI (Kuta - Legian)

Ci svegliamo con molta calma e per le 10:00 andiamo a fare un’ottima e abbondante colazione, finalmente si mangia decorosamente, in Australia non abbiamo mai menzionato la colazione perché in realtà NON era mai inclusa.

Trascorriamo il tempo fino al tardo pomeriggio, sonnecchiando e riposandoci a bordo piscina, con un po’ di brezza che ci accarezza e la vista degli aquiloni che svolazzano alti nel cielo, poi ci prepariamo per uscire e fare una passeggiata sulla spiaggia.

Raggiungiamo Legian Beach, una bella e lunga spiaggia gremita di gente di varie nazionalità sdraiata sulla sabbia o sugli sdrai, il mare è quello oceanico, impetuoso e con grandi onde, qualcuno ne approfitta per fare surf.

Passeggiamo sul bagnasciuga, mentre il sole sta tramontando, fino a raggiungere il Seaside a Double Six Beach, dove ci gustiamo un aperitivo (100.000 rupie) e osserviamo il tramonto che è un po’ deludente a causa del cielo coperto, ma la vista dal locale spazia sulla spiaggia e sul mare.

Per cena ci riavviciniamo al resort e andiamo all’Indo-National (1 cocktail di gamberi, 1 grigliata di pesce mista con contorni, 1 piatto di pane all’aglio, 1 piatto indonesiano, 1 contorno di verdure bollite, 2 birre, 1 acqua 250.000 rupie) rinomato ristorante che richiama clientela che ha nostalgia di casa, infatti erano tutti turisti prevalentemente australiani, cibo squisito.

Usciti, percorriamo Jl Legian per osservare un po’ di localini e negozi, quindi rientriamo nel resort dove stanno suonando musica dal vivo.

Considerazioni generali: è singolare vedere gli aquiloni che sorvolano i cieli di Kuta e anche le innumerevoli offerte appoggiate a terra, entrambe espressione di una forte religiosità che sopravvive nonostante le orde di turisti, le droghe spacciate a bordo strada e la sregolatezza delle serate balinesi.

La città pullula di gente, turisti e indonesiani, gli odori che si respirano sono i classici dell’oriente: incenso, olio di cocco, cibo speziato, gas di scarico delle auto e immondizia!

Questa miscela di odori è atipica per noi ma tipica dell’oriente, che ci attira sempre tanto per la cordialità e disponibilità della gente.

25/08/2012 BALI (Legian – Seminyak – Legian)

Sveglia con calma, abbondante colazione e poi relax in piscina.

Abbiamo un buono per 10 minuti a testa di massaggio presso la Spa del resort, ne approfittiamo per farci coccolare un po’.

Nel pomeriggio ci prepariamo e andiamo a passeggio lungo Jl Legian dove, nei tanti negozi, facciamo qualche acquisto, fino ad arrivare a Jl Raya Seminyak, dove i negozi si fanno più eleganti e costosi, quindi non compriamo più nulla.

Raggiungiamo il tempio di Pura Masceti e qui ci inoltriamo verso il mare oltrepassando prima un cunicolo circondato da capanne e poi un canale di acqua maleodorante.

In questo tratto di spiaggia, con nostra sorpresa, troviamo una tartaruga marina di grossa taglia, accerchiata da un folto gruppetto di persone, scattiamo tante foto alla tartaruga e al sole che sta tramontando, quindi torniamo indietro fermandoci per un aperitivo, che succhi di frutta buonissimi e dissetanti!

Per cena andiamo a mangiare al Rumours (1 bistecca, 1 piatto di carne, contorni vari, bibite, 300.000 rupie) la cena è stata ottima, infatti il locale era pieno di gente e molta fumava, non ci ricordavamo più di quanto fosse sgradevole respirare l’odore del fumo durante i pasti…

Per tornare all’albergo saliamo su un taxi e qui prendiamo la prima palese fregatura della vacanza, avendolo fermato sulla strada, abbiamo bloccato il traffico e nella fretta non abbiamo capito bene il prezzo richiesto, insomma la corsa ci è costata 150.000 rupie per percorrere pochi km.

Considerando che dall’aeroporto all’albergo abbiamo speso 60.000 rupie, ci ha letteralmente derubato.

Pazienza, la prossima volta staremo più attenti, quindi rientriamo in albergo.

26/08/2012 BALI (Legian – Isola Gili Trawangan)

Sveglia ore 7:00, colazione e 7:45 check-out, ci vengono infatti a prendere per accompagnarci all’imbarco del boat che ci condurrà all’Isola Gili Trawangan, paghiamo il boat (1.300.000 rupie a testa A/R) e raggiungiamo il motoscafo.

Dalle immagini pubblicitarie avevo visto che si trattava di un fuori bordo a 4 motori da una cinquantina di posti, con diverse misure di sicurezza, questo perché in un passato non troppo lontano ci sono stati vari incidenti, anche mortali, dovuti alla forza del mare.

Per salire sul motoscafo non esiste un molo, occorre passare dalla spiaggia attraversando il primo tratto di mare (30 mt circa) a piedi nudi, le valigie invece sono imbarcate dai portantini caricandosele sulla schiena.

Per raggiungere la meta impieghiamo tre ore, due lungo la costa e una in mare aperto, benché il mare fosse tranquillo i movimenti del motoscafo che plana sull’acqua, sono alquanto fastidiosi.

Raggiunta l’isola si scende con la stessa modalità, con i piedi a mollo nel primo tratto di mare e scopriamo che a Gili non ci sono mezzi a motore, gli unici trasporti sono dei carretti trainati da cavalli, le biciclette o poche moto.

Optiamo per i carretti con i cavalli, siccome dobbiamo trasportare anche le valigie (85.000 rupie) e raggiungiamo il Queen Villa & Spa prenotato su Booking il giorno precedente.

Costo albergo: 2.299.000 rupie per 2 notti

Il costo del resort è decisamente più alto rispetto a Kuta, ma il posto è da favola, con spiaggia privata, una bella piscina e camere spaziose con bagni spettacolari.

Il resort si trova sulla costa occidentale, da cui si gode di un ottimo panorama sul tramonto, esattamente dalla parte opposta rispetto a dove si trovano tutti gli altri alberghi e anche l’attracco del boat, è quindi isolato rispetto al resto, ma il tratto di mare è molto più bello.

Trascorriamo il pomeriggio oziando a bordo piscina e rilassandoci, la sera ceniamo nel ristorante del resort con una coppia di amici bergamaschi conosciuti sul boat (una bistecca alla griglia, un piatto di gamberi, contorni vari a buffet, un’acqua, una birra 384.000 rupie), il ristorante è sinceramente un po’ caro, ma abbiamo mangiato bene.

Il difetto o pregio di questo resort, a seconda dei punti di vista, è che si trova lontano dal centro e dai locali dove si concentra la vita notturna e di sera è possibile raggiungere quest’area solo col carretto, poiché le strade non sono illuminate per poterle percorrere in bicicletta e a piedi è troppo distante.

Ci congediamo e nanna.

27/08/2012 BALI (Isola Gili Trawangan)

La giornata di oggi è trascorsa all’insegna dell’ozio totale, ci siamo svegliati con calma, colazione con gli amici bergamaschi, quindi abbiamo noleggiato le bici in albergo per tutta la giornata (50.000 rupie a testa) e abbiamo iniziato la nostra pedalata attorno all’isola, in molti punti difficoltosa perché le strade sono sabbiose e quindi talvolta si è costretti a scendere dalla bicicletta e proseguire a piedi.

L’isola è famosa, non solo per il mare e le palme, ma anche per l’assenza di polizia, infatti è risaputo che certe sostanze stupefacenti siano facilmente reperibili e utilizzabili.

Ci godiamo il bel panorama, facciamo qualche sosta, fra cui un bagno rinfrescante e poi proseguiamo.

Arriviamo sulla costa orientale, per intenderci quella dell’arrivo e mangiamo qualcosa in uno dei bar sulla spiaggia, chiacchiere e relax.

L’isola porta a trascorrere il tempo oziando, passeggiamo davanti a locali e ristoranti, per individuare il posto ideale dove trascorrere la serata e poi torniamo al resort terminando il giro ad anello intorno all’isola, relax in piscina, poi in riva al mare per gustare il tramonto in tutte le sue sfumature di colore.

Il tempo, che durante tutta la giornata è stato meraviglioso, ora si è rannuvolato, ma la leggera brezza che tira è molto confortante.

Laura purtroppo si è raffreddata, ha un forte mal di gola, la serata fra locali con gli amici per noi salta e optiamo nuovamente per il ristorante del resort (1 pollo alla griglia, 1 pizza, contorni vari a buffet, 1 birra, 1 acqua 155.000 rupie).

Ritorno in camera per prenotare l’albergo per Ubud e poi nanna.

28/08/2012 BALI (Isola Gili Trawangan - Ubud)

Oggi si torna sull’isola di Bali, ci svegliamo abbastanza presto, facciamo colazione con gli amici bergamaschi, quindi check-out.

Saldato il conto, ci facciamo chiamare un carretto per il trasporto verso la sponda opposta dell’isola (100.000 rupie).

Non abbiamo neppure contrattato il prezzo, è venuto a prenderci senza scaricare nessun cliente dell’albergo, quindi non vogliamo perdere tempo, saliamo e via, durante lo scomodissimo viaggio passiamo attraverso l’entroterra, un vero schifo, immondizia ovunque!

Lasciamo le valigie al banco della Scott, la compagnia di navigazione, alle 10:30 circa, quindi ce ne andiamo in un bar sulla spiaggia a trascorrere le tre ore che ci separano dalla partenza.

Facciamo tante chiacchiere bevendo birra e godendoci l’aria fresca che tira in riva al mare, alle 14:00 circa partiamo, il mare è un po’ mosso, quindi il primo tratto in mare aperto è notevolmente fastidioso, un’ora di calvario, dove diverse persone sono state male, sia per il moto ondoso del motoscafo, sia per il penetrante odore di carburante; insomma, il malessere e la paura erano le emozioni predominanti.

Raggiunto Samur, dopo tre ore di agonia e preghiere, ci accompagnano al nostro albergo di Ubud, l’Ubud Inn Villa & Spa, prenotato su Booking, molto vicino al centro, situato a due passi dalla Monkey Forest.

Costo albergo: 1.466.400 rupie per 2 notti

Le camere sono spaziose ma molto spartane e dopo una doccia rilassante, andiamo a cena al Three Monkeys (1 filetto con contorni, 1 piatto di noodles, 1 bruschetta con pomodoro, 1 piatto di patate fritte, 1 piatto di patate cotte in modo alternativo, 2 birre, 1 acqua 491.000 rupie), prezzi abbastanza alti, cibo ottimo e finalmente abbiamo mangiato dopo il lungo digiuno dalla mattina, breve passeggiata e poi ritorno in albergo per riposare.

29/08/2012 BALI (Ubud)

Oggi a Bali si festeggia Galugan, è una delle più importanti ricorrenze dell’isola, la gente del posto fa festa e visita parenti ed amici, molte attività restano chiuse e aprono solo nel pomeriggio.

Anche il nostro albergo si scusa perché il personale non sarà presente per sistemare le camere e la colazione sarà servita solo dalle 7 alle 9.

Vediamo il giardino dell’albergo di giorno e dobbiamo riconoscere che è veramente bello, la piscina un po’ meno, una semplice vasca a forma di L.

Per colazione si può scegliere fra 3 possibilità, io propendo per uovo fritto, pane da toast e caffè, Laura pancake alla banana e the, niente di sorprendente.

Siamo fortunati a visitare Ubud in questo giorno di festa, sicuramente le località balneari non vivono la religiosità come questa cittadina che già da ieri aveva le strade addobbate.

Attraversiamo la Jl Monkey Forest fino a raggiungere Jl Hanoman, che risaliamo fino a Jl Raya Ubud, percorrendolo verso il Palazzo di Ubud.

Lungo il percorso si susseguono decine di templi addobbati a festa, e centinaia di credenti intenti a pregare e a consegnare le offerte, cestini colorati pieni di incenso, riso etc.

Le donne sono elegantissime nei loro abiti tradizionali con tessuto in pizzo di svariati colori, ci sono centinaia di motorini che sfrecciano per le strade con intere famiglie a bordo, negozi insolitamente chiusi, un’atmosfera insomma molto suggestiva.

Tutto ruota intorno a questa celebrazione, gli odori degli incensi fanno da sfondo ai sorrisi delle persone.

Visitiamo il Palazzo di Ubud e il Puri Saren Agung, che condividono lo stesso spazio nel cuore di Ubud, la famiglia reale vive ancora qui, lo stile decorativo è piuttosto sobrio ed è possibile anche pernottarvi la notte.

Vediamo il Pura Marajan Agung, che vanta uno dei portali più belli di Bali (il tempio privato della famiglia reale), il Pura Desa Ubud, quindi il Pura Taman Saraswati che presenta un grazioso laghetto ricoperto di fiori di loto.

Pranziamo in un locale che si trova nelle immediate vicinanze, in modo assolutamente squisito (1 sandwich con contorno, 1 pietanza a base di riso, 1 coca-cola 157.000 rupie).

Siamo in pratica adiacenti al Museum Puri Lukisan, che ovviamente visitiamo (50.000 rupie a testa, bibite incluse), il museo espone opere della pittura balinese disposte su tre padiglioni, uno dei quali ospita una sezione dedicata alle esposizioni temporanee, una visita consente di farsi un’idea della pittura locale.

Usciti, giriamo a zonzo facendo qualche piccolo acquisto, quindi torniamo verso l’albergo, breve riposo e poi si riparte alla volta del Sacred Monkey Forest Sanctuary (20.000 rupie a testa), una fitta distesa di giungla che ospita 3 templi sacri e una folta squadra di makaki balinesi, alla ricerca continua di cibo dai turisti; è assolutamente vietato dare da mangiare a queste bestioline!

Si ritorna in albergo e ci si prepara per la serata, vogliamo andare a vedere uno spettacolo di danza balinese; in mattinata, presso l’ufficio informazioni abbiamo raccolto il programma con tutti gli spettacoli di danza e scegliamo quello che si tiene al Palazzo di Ubud.

Inizio dello spettacolo previsto per le 19.30 (80.000 rupie cadauno), alle 19 siamo già arrivati ma i posti migliori sono già stati occupati, dobbiamo accontentarci e ci godiamo lo spettacolo di danza Legong e Barong; in genere sono spettacoli per turisti ma sono presenti anche molti locali.

Nel corso degli spettacoli passano venditori di bibite, gli attori hanno costumi bellissimi, credo che l’elemento distintivo sia la gestualità di occhi, corpo e mani, impressionante davvero, la musicalità invece che inizialmente è piacevole, alla fine diventa un po’ ripetitiva e monotona.

Lo spettacolo è durato 1 ora e 15 minuti circa, usciti ci avviciniamo all’albergo e andiamo a cena al Lotus Restaurant (1 pizza margherita, 1 bruschetta al pomodoro, spiedini misti di carne con contorno, 1 birra, 1 coca-cola 251.500 rupie), tutto buono compresa la pizza, quindi in albergo.

30/08/2012 BALI (Ubud - Kuta)

Ci svegliamo presto, alle 8 abbiamo appuntamento con il nostro driver/guida Abut che ci accompagnerà in un tour dal tragitto concordato, con ritorno a Kuta, al costo di 600.000 rupie per l’intera giornata.

Dopo aver fatto colazione, carichiamo le valigie e si parte, prima tappa il Royal Family Temple, facciamo un breve giro attorno all’area che ospita tantissimi meru, santuari a più tetti e la guida ci spiega un po’ di dettagli sulle strutture che si trovano all’interno,quindi si riparte.

La seconda tappa è il Pura Luhur Batukau, comprende un meru con sette tetti dedicato allo spirito protettore della montagna e altri piccoli meru, l’area interna al tempio è inaccessibile a noi non induisti, la parte circostante invece è visitabile noleggiando un sarong.

Siamo arrivati in cima al tempio dopo una lunga scarpinata, la folla di gente accorsa per l’occasione ci ha costretti a parcheggiare lontano, per cui ce la siamo fatta a piedi, la festa del tempio dura in tutto tre giorni.

Ci sono migliaia di persone e per entrare noleggiamo il sarong (10.000 rupie a testa) e iniziamo la visita, siamo davvero fortunati a vivere questa esperienza, perché i colori dei vestiti delle donne, le offerte, la moltitudine di persone, la tika coi chicchi di riso, sono tutte immagini bellissime scolpite nella nostra mente.

Ripartiamo alla volta delle risaie di Jatiluwih (letteralmente “veramente meraviglioso”), dove ci fermiamo a scattare numerose foto, fantastiche queste terrazze con piante di riso ordinate e pulite, come nessun’altra zona vista a Bali fino a oggi.

Questi terrazzamenti concorrono al titolo di Patrimonio dell’Unesco, le risaie si apprezzerebbero di più facendo una passeggiata lungo i canaletti e fra le canne di bambù, guardandosi intorno con calma e attenzione, assaporando questa strana pace e tranquillità, ma abbiamo fretta e ripartiamo.

Evitiamo di mangiare perché il mal di pancia inizia ad essere fastidioso.

Proseguiamo e raggiungiamo il Pura Ulun Danu Bratan, un tempio indu/buddista dedicato alla dea delle acque, sul lago Danau Bratan, per vedere il tempio più fotografato di Bali, quello che galleggia sull’acqua per intenderci, entriamo (30.000 rupie a testa) e rimaniamo molto delusi, decisamente sconsigliato.

Effettivamente il tempio è molto fotogenico, le colline si stagliano sullo sfondo, dalle foto pare che il tempio galleggi come per incanto in mezzo al lago, nella realtà è vicinissimo alla terraferma, anzi collegato a questa tramite una passerella.

Per raggiungere il posto, il traffico è impressionante, una miriade di motorini e automobili per entrambi i sensi di marcia.

E’ arrivato il momento di tornare indietro e avvicinarci a Kuta, breve sosta a Bedulu per osservare il Goa Gajah, ovvero la grotta dell’elefante (15.000 rupie a testa), niente di spettacolare.

In realtà non ci sono mai stati elefanti a Bali, per lo meno, prima dell’arrivo dei turisti, l’origine della grotta si perde nelle leggende più fantasiose, sicuramente è originale l’ingresso che riproduce la grande bocca di un demone e all’interno il caldo umido è insopportabile.

Successiva sosta a Mas in un negozio dove intagliano il legno, che rappresenta la principale attività del villaggio, l’intaglio era un’arte sacerdotale dei bramini, Mas è anche un forte polo industriale per il mobilio balinese.

La nostra gita termina nel caos di Kuta, il nostro driver ci accompagna al Best Western Kuta Beach prenotato su Booking, lo congediamo e depositiamo i bagagli.

Costo albergo: 2.134.000 rupie per 3 notti

Per cena mangiamo al Mama’s, ristorante tedesco vicino al nostro albergo (1 jumbo hot-dog, 1 cheeseburger, 1 piatto di carne, vari contorni, 1 birra, 1 acqua, 1 coca-cola 300.000 rupie), quindi rientriamo.

31/08/2012 BALI (Kuta)

Oggi giornata infernale, Laura si è beccata uno spiacevole virus intestinale che ci ha costretti a trascorrere la giornata in albergo.

La colazione in albergo è valida e molto varia, in serata siamo stati costretti a prendere contatto con l’assicurazione e se il problema perdurerà anche durante la notte, domattina dovremo andare in ospedale.

Ceniamo in albergo, Laura con riso in bianco, io a buffet con pietanze dal mondo.

Un trio di cantanti con chitarra ci accompagna durante il pasto, breve passeggiata serale.

01/09/2012 BALI (Kuta)

Stamattina ci contatta l’assicurazione e visto che il problema si è protratto per tutta la notte, ci dà il nominativo dell’ospedale al quale rivolgerci, il BIMC.

Tramite un taxi arriviamo in ospedale.

Un riferimento ai taxi, quest’ultimo era della compagnia “Blue Bird”, quella ufficiale con tassametro, è sicuramente la compagnia più economica, abbiamo speso 25.000 rupie per il tragitto di andata, in pratica la spesa minima per una corsa.

La compagnia ha i taxi color blu elettrico, ma l’unica cosa che realmente li contraddistingue è il numero di serie attaccato alla carrozzeria sul retro, lateralmente e davanti.

Il problema è riconoscerli per strada, mentre alberghi e ristoranti credo che si rivolgano esclusivamente a loro.

Tornando al discorso ospedale, si tratta di una struttura moderna, non tanto grande, che è già stata allertata dall’assicurazione, compiliamo una scheda con i nostri dati e Laura viene visitata prima da un’infermiera e poi dalla dottoressa, la quale, in inglese, ci spiega le varie possibilità di cura; è stata molto gentile e professionale, più che in Italia.

Torniamo in albergo sempre in taxi (30.000 rupie), è tardi e la colazione è già finita, ma sono così gentili che ci preparano qualcosa solo per noi.

Rimaniamo in albergo a riposare anche oggi e dato che Laura si sente un po’ meglio, decidiamo di azzardare una gita a Ulu Watu, il tempio di scimmie.

Concordiamo con l’albergo la partenza alle 15:30, occorre più di un’ora per arrivare, giunti a destinazione paghiamo 20.000 rupie a testa per l’ingresso.

Il tempio è arroccato su una scogliera, è suggestivo, vi si trovano decine di scimmie dispettose, sconsigliano infatti di tenere addosso gli occhiali.

Nelle immediate vicinanze si tiene uno spettacolo a pagamento (70.000 rupie a testa), di danza kecak indonesiana, è fatta senza strumenti ma con un coro di 50/60 persone, lo sconsigliamo perché ci ha un po’ annoiato.

Il bello di questo tempio è il panorama che si affaccia sull’Oceano Indiano, da qui si ha una splendida vista, soprattutto se come cornice c’è un tramonto mozzafiato.

Consigliamo di risparmiare i soldi e godersi lo spettacolo naturale in assoluto silenzio e tranquillità, poiché tutti i visitatori partecipano allo spettacolo di danza.

Torniamo in albergo evitando di cenare a Jimbaran, dove si dovrebbe mangiare dell’ottimo pesce e paghiamo il noleggio dell’auto con autista 300.000 rupie.

Ceniamo in maniera frugale in albergo, anche stasera musica dal viso e poi nanna.

02/09/2012 BALI (Kuta) – AUSTRALIA (Sydney)

Oggi ultimo giorno a Bali poi si torna in Australia, colazione in albergo a buffet, check-out e trascorriamo la giornata passeggiando per Kuta, sul lungomare, facendo acquisti vari e fermandoci a mangiare qualcosa al Rosso Vivo, un ristorante italiano dall’ambiente piacevole e nel quale si mangia decisamente bene.

In spiaggia hanno allestito un palco in cui si esibiscono complessi musicali giovanili, lo ascoltiamo per un po’, quindi ci sediamo sulla sabbia ad aspettare il tramonto, bellissimo come ogni giorno.

L’orologio scorre ed è arrivato il momento di rientrare in albergo, ritirare le valigie e raggiungere l’aeroporto in taxi (45.000 rupie).

Abbiamo il volo Jet Stars alle 23:10 ma è in ritardo di 20 minuti, utilizziamo l’attesa per cenare e per spendere le ultime rupie.

Si parte, volo tranquillo di 6 ore che purtroppo ci allontana dall’Italia, ma Bali è stata una tappa non pianificata del nostro viaggio di nozze.

Costo del volo Jet Stars prenotato su internet: 456,00 $ a testa

03/09/2012 SYDNEY

Raggiungiamo Sydney alle prime luci dell’alba e preso possesso delle valigie, tramite taxi (42,30 A$), raggiungiamo l’albergo prenotato su Booking che ci ospiterà per l’ultima notte.

Costo albergo: 75,48 A$ per una notte

Siamo fortunati, la stanza è già libera e pronta, depositiamo le valigie e visto che sul volo abbiamo dormito abbastanza, usciamo.

La nostra stanza non eccelle per bellezza e dimensioni, non sembra certo la stanza di un quattro stelle, ma fortunatamente la spesa non è stata astronomica.

Nella zona dell’albergo c’è la fermata del “Free Bus Stop”, che compie gratuitamente un giro circolare, lo prendiamo e raggiungiamo Circular Quay, quindi decidiamo di raggiungere Manly con un traghetto (14 A$ a testa A/R).

Il trasferimento, che dura circa 30 minuti, è spettacolare, merita sicuramente farlo se si vuole ammirare la baia di Sydney dall’esterno e per vedere perfettamente l’Harbour Bridge e l’Opera House.

Raggiunta Manly ci facciamo dare una mappa della località dall’ufficio informazioni che si trova nelle immediate vicinanze del molo, quindi passeggiata rilassante per The Corso e sul lungomare.

Manly, che letteralmente significa virile, in onore dell’impressionante portamento degli abitanti maschi, è una striscia di terra fra il porto e l’oceano e offre una piacevole passeggiata lungo il corso e sul lungomare.

Facciamo tappa su diverse panchine per goderci la splendida giornata, il passeggio dei tanti australiani e delle numerose mamme con bambini.

In spiaggia ci sono parecchie persone che prendono il sole, qualcuno fa surf e altri il bagno.

Pranziamo in un locale sul lungomare (1 piatto di pesce del giorno, 1 piatto di insalata con pane da bagnare con olio e vinaigrette 51,70 A$), tutto ottimo ma come al solito eccessivamente costoso.

Rientriamo a Sydney e a piedi raggiungiamo il nostro albergo che si trova nei pressi della stazione centrale, lungo la strada ceniamo in un fast-food, quindi arrivati in albergo, ci apprestiamo a trascorrere l’ultima notte in Australia.

04/09/2012 SYDNEY – FORLì

Ci svegliamo con calma, prepariamo le valigie quindi alle 10:00 facciamo check-out, raggiungiamo con il “Free Bus Stop” Circular Quay e andiamo ad acquistare, con i soldi rimasti, una maglietta all’Opera House (30 A$), breve passeggiata e poi rientriamo in albergo a recuperare i bagagli, col taxi raggiungiamo l’aeroporto (46,20 A$).

Solite formalità, quindi inizia il viaggio di rientro che ci porterà all’aeroporto di Bologna e poi a Forlì, è ora di tornare alla quotidianità.

di Tach - pubblicato il