Australia fai da te: un sogno realizzato (parte 1)

Dal 17.01.2011 al 04.02.2011 Spesa complessiva 2 persone : Euro 7000,00 Voli aerei complessivi n. 10 (4 Cathay Pacific – 3 Qantas – 3 Tiger airways) Città raggiunte: Sydney – Adelaide – Alice Springs – Melbourne – Cairns

Diario letto 12189 volte

  • di maurizio patta
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro

Lunedì 17 gennaio – partenza da Cecina

Il nostro viaggio inizia alle 4.20 del mattino di lunedì 17 gennaio alla stazione ferroviaria di Cecina. Cambiamo il primo treno a Livorno, con giusto 5 minuti per passare da un binario all’altro e con panico crescente raggiungiamo Firenze con ben 20 minuti di ritardo. Rischiamo realmente di perdere la coincidenza con il Freccia Rossa per Milano, ma God Will ha voluto che incontrassimo un capotreno che ha ben due volte telefonato per noi (ed anche per altri più o meno nelle nostre condizioni) al Freccia Rossa, noto per non tollerare nemmeno pochi secondi di ritardo. E così, trafelati e felici, siamo saliti sulla prima classe: qui, per la nostra gioia, scopriamo che il treno ci condurrà direttamente a Milano Malpensa senza dover fare scalo alla stazione Centrale; è bastato giusto pagare 15 euro di biglietto al controllore che, comprensivo e gentile, non ci ha calcolato alcuna sopratassa. Alle 9:38 siamo già in aeroporto e purtroppo al checkin scopriamo che i nostri due trolley pesano complessivamente 16 kg, il che supera quanto permesso dalla compagnia Tiger nei voli interni che andremo a fare in Australia. Anche i due zaini che ci portiamo come bagagli a mano nel volo intercontinentale arrivano complessivamente sui 10-11 kg. Beh, dovremmo successivamente risolvere il problema.

Aereo della Cathay Pacific più che confortevole: asciugamano nuovo, cuscino, cuffie per collegarsi in qualunque momento al monitor di fronte a noi, con la possibilità di scegliere tra le informazioni relative al volo visualizzate sulla mappa che ci indica momento per momento la traiettoria, i tempi, i diversi fusi orari, le distanze … oppure nella sezione Entertainment possiamo scegliere tra diversi film (di cui più di dieci in lingua italiana), giochi, musiche, tv, radio … Insomma il volo è piacevole nonostante la lunga distanza per raggiungere Hong Kong (circa 10 000 km e 11 ore di volo). Alle 6.30 del mattino di martedì 18 gennaio siamo a Hong Kong, dove i controlli per risalire nell’altro aereo che ci porterà a Sydney sono abbastanza accurati (appena prima di salire controllano singolarmente ogni borsetta o bagaglio, dopo quindi aver passato il normale controllo). Tutto sommato piacevole anche il volo tra Hong Kong e Sydney, con varie pause breakfast, snack, dinner … come nel volo precedente del resto. Lievi turbolenze in volo prima dell’arrivo.

Martedì 18 gennaio – arrivo a Sydney

L’arrivo all’aereoporto ci sorprende … Sbrigate velocemente le pratiche burocratiche e ritirato il bagaglio, passando nell’area partenze, troviamo i locali semivuoti e guardando i monitor che indicano i voli in arrivo e in partenza, alle 10 di sera, non arrivano a una decina! Gli stessi locali non sembrano poi essere di recente costruzione e tutto questo ci sorprende! Con il treno metropolitano in meno di 20 minuti siamo alla fermata di King’s Cross … 100 metri a piedi ed eccoci al nostro ostello “Travellers Rest of backpackers” in Victoria street. La zona è piena di tanti piccoli ostelli tipo il nostro, frequentati da giovani backpackers (“ragazzi con lo zaino in spalla”) forse perché questo è il centro della vita notturna un po’ trasgressiva di Sydney. L’ostello è spartano ma ci piace anche per quell’aria universitaria e giovanile … poi la bacheca è piena di iniziative e qualche ospite che incontriamo ci saluta simpaticamente. E’ quasi mezzanotte e vogliamo tranquillizzare casa, dove invece sono le 2 del pomeriggio, connettendoci con Skype (dopo le ore passate prima di partire a provare videochiamate con tutti i parenti, ora siamo emozionati di verificare che tutto sia “vero” e funzioni…). Problema: il nostro ostello ha la connessione wifi ma la password ci può essere data solo dalla reception la mattina seguente. Chiedo aiuto a un paio di ragazzi già alquanto alticci che trovo nella meeting area e questi, molto gentilmente, mi consigliano di andare al non lontano Mc Donald dove la connessione è addirittura gratuita. Il tempo di cambiarci e col nostro portatile nello zaino entriamo al Mc Donald… qui e fuori, per strada, tutta una “fauna” locale già piuttosto in là con l’alcool, ma non abbiamo mai la sensazione che la zona possa essere pericolosa … noi sorridiamo a tutti e parliamo con tutti quanti ci chiedono da quale lontano pianeta provenissimo!

Ma tutto questo ci sfiora solamente … In testa c’è solo Skype … così al banco prendiamo le prime 2 cose che capitano e chiediamo cortesemente se possiamo usufruire gratuitamente della connessione wifi. La risposta del ragazzo alla cassa è affermativa quidi ci piazziamo in un tavolino, accanto ad altri compagni di “web” impegnati in qualche chat . Ancora non ci credo… accendo il PC …. “Cavolo! … non si connette !”…. Aspetta … si apre una home page del Mc Donald che ci chiede di accettare le condizioni del servizio …. “Evvai !!! siamo connessi !!!!!” apro Skype: che emozione ritrovare la lista dei miei contatti a 17 mila km di distanza! Iniziamo a chiamare e video chiamare i nostri cari che, puntuali all’appuntamento dato, sono lì pronti a risponderci e a gioire insieme a noi. Passata l’euforia riponiamo il PC nello zaino e felici rientriamo all’ostello dopo una bella camminata … non ci sentiamo molto stanchi , ma è bene andare a dormire se si vuol superare il jet-leg ed entrare nei “tempi” australiani.

Mercoledì 19 gennaio – Sydney

Iniziamo la nostra mattinata cittadina con la Town Hall; visitiamo Hyde Park e l’Anzac Memorial: luoghi estremamente pacifici e piacevoli. Proseguiamo lungo i giardini botanici immersi in un verde bellissimo, tra alberi secolari, il giardino delle rose, il laghetto con i bellissimi fiori di loto e infine l’area tropicale con palme e molte altre piante tipiche. Ci sorprende un po’ di pioggia ed approfittiamo per una breve sosta ad un café in mezzo al giardino, con i tavoli all’esterno circondati da una sorta di voliera… e si capisce il perché quando guardando in alto vediamo tutta una serie infinita di “fagotti” appesi agli alberi. Io ad un certo punto li scambio ingenuamente per dei frutti e Maurizio giustamente mi fa notare che “Sarà mai possibile che alberi così diversi possano avere tutti lo stesso tipo di frutto?” e poi si vedono alcuni alzarsi in volo con un’apertura alare non indifferente … e nei nostri occhi si legge un certo infondato timore nel passeggiare sotto così tanti pipistrelli. Le nuvole cominciano a lasciare spazio ad un po’ di sole che fa subito sentire tutta la sua forza e alla nostra sinistra intravediamo l’Opera House. Bellissima e spettacolare sia per la sua grandezza e la sua posizione, sia per la sua copertura particolarissima che riprende la forma delle palme, come fosse qualcosa di leggero, morbido, ondulato e dinamico. Passeggiamo lungo il Circular Quay, ricco di café e locali con i tipici grattacieli che si innalzano dalla baia e sullo sfondo lo splendido Harbour Bridge. Proseguiamo fino all’Osservatorio attraversando lo storico quartiere The Rocks e da qui abbiamo già una certa veduta dall’alto. E a questo punto ci dirigiamo verso l’Harbour Bridge ben intenzionati a fare la scalata (to climb the bridge). Via via si vedono infatti persone in cima in cima nel punto più alto del ponte che raggiunge i 130 metri. Ahimè, con nostro grande dispiacere scopriamo che per fare la scalata servono circa 300 dollari a persona (e al tramonto minimo 400!). Ok che offrono la guida e l’imbragatura necessaria, ma caro il mio ponte! Quindi scegliamo di farci la passeggiata sull’Harbour Bridge sulla corsia pedonale e da lì saliamo sulla prima torretta che incontriamo che dall’altezza di 90 metri ci regala un bel panorama. Ritornando verso il centro, ci fermiamo al quartiere The Rocks e giriamo in mezzo alle due tipiche vie che ancora mantengono qualche antico edificio. Percorrendo la bella e moderna Pitt Street, attraversiamo il cuore commerciale di Sydney con i suoi sconfinati centri commerciali e gallerie per lo shopping, fino a raggiungere una delle stazioni centrali della Monorail (monorotaia) che decidiamo di prendere per provare una insolita veduta della città. Facciamo l’intero giro circolare per poi fermarci al Fish Market che però nel pomeriggio è deserto. Rientriamo in Market Street ed, essendo ormai tardo pomeriggio, decidiamo di salire sulla Sydney Tower per ammirare il tramonto e la vista sulla città a 360 gradi da un’altezza di 309 metri. Bellissimo ed emozionante! Per passare la serata scegliamo il delizioso scorcio di Darling Harbour con il suo susseguirsi di ristoranti e caffè, per tutte le tasche, soprattutto quelle piene (visto che la vita qua è piuttosto cara!). In realtà rischiamo anche di non mangiare, perché essendo quasi le 10 di sera tante cucine avevano già chiuso. Non sentendoci particolarmente stanchi ed essendo la serata gradevole, decidiamo infine di rientrare al nostro ostello a piedi facendoci così una lunga camminata fino a Kings Cross.

Giovedì 20 gennaio – Sydney e trasferimento a Adelaide

Questa giornata pensiamo di dedicarla alla vita da spiaggia nella famosa Bondi Beach. Con la metro raggiungiamo Circular Quay e ci imbarchiamo per Watson Bay (circa 20 minuti di navigazione): la città vista dall’aliscafo man mano che ci allontaniamo è ancora più emozionante. Una volta sbarcati, a piedi, percorriamo un tratto costiero roccioso e frastagliato molto piacevole fino a The Gap e da qui, con il pullman urbano, siamo finalmente a Bondi Beach. Il sole è cocente, il mare calmo ma non mancano le onde lunghe da surfisti. Entriamo in acqua un po’ timorosi ma riusciamo a divertirci anche se siamo tra i pochi senza surf. Siamo particolarmente colpiti dalle lezioni di surf date in spiaggia dai maestri ai tanti giovani allievi. A pranzo uno spuntino al Pavillon, che racchiude tutti gli esercizi commerciali del luogo. Infine, decidiamo di percorrere la parte iniziale del tratto costiero che porta in direzione Bronte Beach. Verso le quattro riusciamo con fatica a prendere un pullman, visto che a Sydney gli autisti non si fermano se il bus è completo (per i soli posti a sedere, s’intende!). Raggiungiamo il nostro Ostello per ritirare il bagaglio e partiamo per l’aeroporto per trasferirci a Adelaide dove arriviamo circa alle 21. Appena usciti dall’aeroporto di Adelaide rimaniamo sorpresi dalla temperatura davvero elevata, 31 gradi, di sera. L’Ostello che ci ospita Annie’s Place è veramente un gioiellino, è piacevole, giovanile, vivace, colorato. Usciamo per andare a cena ed effettivamente troviamo la città piuttosto fiacca e addormentata. Grazie alle indicazioni di un ragazzo, ci ritroviamo in una zona un po’ più ricca di ristoranti e locali, per lo più ristoranti orientali e, data l’ora tarda, ci buttiamo in un ristorante cinese che è aperto quasi tutta la notte. Maurizio non gradisce troppo la cucina cinese mentre io direi che ho mangiato piuttosto bene. Così, con la passeggiata di rientro verso l’ostello passando per China Town, si chiude la nostra giornata

  • 12189 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social