Un'altra Tanzania

Parchi, tribù e incontri indimenticabili

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  • di Grazia Pereno
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 11
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Nell’itinerario pensato da noi, oltre che i parchi più famosi, abbiamo voluto visitare i luoghi meno turistici del nord, ricavando un ricordo della Tanzania unico e completo.

Abbiamo scelto come agenzia la SunnySafarsi di Arusha, consigliata sul web e da Lonely Planet e ci siamo trovati benissimo. 28/12 Partenza da Malpensa per Nairobi via Istanbul con Turkish Airways con un volo acquistato 7 mesi prima

29/01

Prima dell’alba in 5 ore ci trasferiamo con il bus privato dell’agenzia ad Arusha via Namanga: la strada è bella, passa tra panorami spettacolari della Rift Valley, il primo saluto della Tanzania è una giraffa che ci affianca sulla statale subito dopo la frontiera! Ad Arusha alloggiamo al Tourist Inn: camere piccoline, ma pulite, con una vista panoramica sul mount Meru. Nel pomeriggio visitiamo le piantagioni di caffè che circondano la città, gustiamo un ottimo caffè nella Farm House al centro della piantagione e concludiamo la giornata con un salto al Tribal Market, turistico, ma molto colorato.

30/12

Partiamo per l’Arusha NP: si trova a 25Km da Arusha e offre una grande varietà di paesaggi: si va dalla giungla dove vivono le bellissime scimmie Colobi dall’Angola, alle praterie montane del Longil lake, dal cratere vulcanico di Ngurdoto ai 7 laghi Momella e le loro colonie di fenicotteri. Moltissimi gli animali. A sera dormiamo all’interno del parco, nel meraviglioso Momella Wildlife Lodge: è pieno di fiori colorati, in mezzo alla savana, dominato dalla mole del Meru e da quella del Kilimanjaro che questa sera è privo di nubi e si fa ammirare ,lasciandoci senza fiato per la sua bellezza.

31/12

All’alba diverse giraffe vengono a farci visita davanti ai bungalows e ci permettono di fare foto da cartolina con sfondo Kilimanjaro. Dopo colazione partiamo e in 2 ore raggiungiamo Moshi con in suoi alberi-fiamma in piena fioritura arancio e rosso. Ancora un’ora di viaggio e arriviamo a Marangu dove visitiamo la regione di etnia Chagga: i villaggi sono molto pittoreschi, completamente nascosti tra i bananeti: i Chagga coltivano i banani e distillano un vino molto alcolico ricavato dalla banana. A circa mezz’ora di jeep, attraverso una pista molto accidentata, arriviamo alle cascate di Kinukamori: siamo all’inizio dei sentieri che portano sul Kili, l’acqua scende direttamente dal Kilimanjaro e il luogo è molto pittoresco: incontriamo una vegetazione rigogliosa, casette di fango, molti bambini e distribuiamo le matite e le penne che abbiamo portato dall’Italia per loro. Verso sera torniamo ad Arusha per una bella cena di fine anno: a mezzanotte brindiamo con i camerieri e una coppia di tedeschi, unici clienti dell’hotel oltre a noi.

01/01

Dopo 2 ore di strada asfaltata molto bella che passa tra panorami grandiosi, terra rossa e villaggi dai tetti di paglia, arriviamo al Tarangire NP: il parco sorge sulle rive del fiume Tarangire: è famoso per i branchi di elefanti e le valli cosparse di centinaia e centinaia di baobab dalla folta chioma verde e alberi delle salsicce. E qui abbiamo la conferma che gennaio è il mese delle nascite: moltissimi cuccioli di ogni specie, divertentissimi. Centinaia di uccellini coloratissimi volano intorno a noi. Ci fermiamo nella zona pic-nic che domina il fiume e incontriamo tanti cercopitechi grigioverdi che ci osservano da vicino, sperando invano in qualche boccone, ma è giustamente e severamente proibito dai rangers dare cibo agli animali. La parte sud del parco è ricca di altissime palme e ancora grandi branchi di elefanti che ci passano davanti alla jeep: spettacolare! Verso sera usciamo dal parco e a 4km arriviamo allo straordinario Osupuko Tarangire Lodge: è un nuovissimo lodge in cui siamo solo noi gli ospiti: il lodge è suddiviso in spaziosissimi ed eleganti bungalows in muratura con una grande camera con vetrate che danno a est: per la prima volta in vita mia, ho visto un’alba meravigliosa comodamente coricata nel mio letto. Il lodge si affaccia direttamente sul parco e gli elefanti vengono a pascolare sotto la piscina. A sera un gruppo di giovani Masai improvvisa una danza solamente per noi.

02/01

All’alba con i giovani del villaggio decidiamo di fare una passeggiata nel bush. E' un’esperienza unica: vediamo giraffe che vengono a bere nel fiume, branchi di elefanti e alti termitai. Purtroppo è ora di lasciar questo paradiso (Osupuko in lingua masai significa paradiso). Dopo un’ora di viaggio arriviamo al Lake Manyara NP: entriamo in una foresta piena di ruscelli, abitata da babbuini e cercopitechi diamante. Poi sbuchiamo in una zona piena di acacie dove facciamo l’incontro che speravamo: due leoni dormono tranquillamente a cavalcioni dei rami di un’acacia a 4 metri da terra: sembrano 2 micioni e restiamo a guardarli ammirati; ci avevano detto che qui i leoni hanno questa consuetudine ma che è molto difficile vederli: evidentemente siamo stati molto fortunati. La zona alberata lascia il posto alla vera e propria spiaggia del lago: ci sono molte giraffe sulla riva che si stagliano sul blù del Manyara lake. Arriviamo alla hippo pool, ma è molto deludente: gli ippopotami sono lontani e si vedono con molta difficoltà.Usciamo dal parco e andiamo sulla riva opposta del lago al Wildlife ManyaraTended Lodge: sorge sulle rive del lago, le camere tendate sono enormi e sparse in un giardino fiorito: dal terrazzino di ogni camera si gode una vista impagabile sul lago; purtroppo con la sera sono arrivati milioni di moschini e insetti che ci hanno reso difficile la cena, ma pazienza , questa è l'Africa!

03/01

Partiamo molto presto verso ovest: risaliamo la scarpata della Rift Valley e entriamo nell’altopiano dei crateri :il panorama è indimenticabile. Ci fermiamo a Karatu dalla terra rossa e facciamo un giretto molto interessante sul mercato che c’è ogni settimana in paese. Saliamo a 2400m fino al belvedere del cratere di Ngorongoro: è uno spettacolo unico, ma dobbiamo andare, a Ngorognoro ci fermeremo al ritorno: d’ora in poi l’asfalto ce lo scordiamo per 1500km. Scendiamo dalle montagne in un panorama grandioso: greggi, Masai dai vestiti rossi, vallate verdissime e boma sparsi qua e là: una meraviglia. Dopo una curva, all’improvviso decine e decine di giraffe che brucano i cespugli spinosi e ci osservano tranquille. I drivers ci propongono di visitare un boma masai, ma capiamo che è una visita finta, troppo turistica e ci rifiutiamo. Entriamo nel Serengeti: in questa zona Ndutu stanno arrivando un milione e mezzo di gnu che si radunano per poi migrare verso il Kenya. E’uno spettacolo incredibile: gnu a 360 gradi, da 2 metri dalle jeep fino all’orizzonte, ci attraversano la pista a centinaia: restiamo senza parole di fronte alla potenza della natura! E ancora: iene, zebre, antilopi e gazzelle. Arriviama a Naabi Hill, nella zona di Seronera: qui il panorama è ancora più grandioso, se possibile: un mare di erba verde a perdita d’occhio. Saliamo a piedi la collina dalla quale si vede un panorama straordinario! Faccaimo il primo incontro con 2 ghepardi nell’erba e poi leopardi, leoni, sciacalli, facoceri, alberi pieni di marabù, cicogne, otarde, egrette e aquile pescatrici. Saliamo ancora verso nord per 3 ore fino quasi al confine col Masai Mara kenyano. A sera arriviamo al Wildlife Lobo Lodge: è molto bene mimetizzato tra rocce e alberi di questa zona più montuosa e che è quella delle “ verdi colline d’Africa “ così care a Hemingway. Il lodge è lussuoso e costruito in legno: è abitato da scimmiette e curiose procavie che chiamano “iraci”

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