Armenia, in tour dal nord al sud

Chiese, monasteri, monti, foreste e laghi

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  • di Robert
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 10
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

L’attuale repubblica di Armenia è un piccolo stato di 29.000 km quadrati, più o meno come il Piemonte e Valle D’Aosta, con tre milioni di abitanti di cui quasi la metà concentrati nella capitale Yerevan. La nazione si considera l’erede della Armenia storica una entità che ha una lunga vita che inizia dalle prime civiltà di 4-5000 anni fa, nel corso di questi lunghi secoli i confini dell’Armenia si sono ingranditi e rimpiccioliti più volte in alcuni casi sono arrivati a toccare i “tre mari” Mediterraneo, Caspio e Nero in altri sono regrediti al solo altopiano dell’Ararat. Nell’anno 301 il cristianesimo è stato proclamato religione di stato (prima nazione cristiana al mondo) nel 451 dopo il concilio di Calcedonia la chiesa armena si proclama indipendente e inizia una sua strada separata dalla chiesa cattolica, nel corso del 1400 tutto la regione del Caucaso viene occupata dai Turchi provenienti da est e integrata nel loro grande impero. Gli armeni rimangono cristiani e iniziano una emigrazione interna che porterà ad avere grandi e ricche comunità nelle principali città Istanbul, Smirne, Antiochia secondo molte stime la popolazione armena al di fuori dei territori tradizionali è pari a quella rimasta nella nazione. Nel 1813 a seguito di una delle tante guerre russo-turche la parte orientale dell’Armenia viene assegnata alla Russia, a partire da questo momento seguirà la storia russa prima l’impero dello Zar, poi la rivoluzione di Lenin la nascita dell’Unione Sovietica e, infine, nel 1991 con la dissoluzione dei Soviet l’indipendenza attuale. L’Armenia occidentale rimasta nell’impero turco subirà nel 1915 la deportazione di tutta la popolazione con conseguenze tragiche di centinaia di migliaia di morti, la successiva guerra greco-turca del 1919-1922 provocherà la fuga di tutti gli armeni abitanti nelle città turche con una diaspora mondiale (soprattutto in Francia e negli Stati Uniti).

27/07/2019 inizia il viaggio aereo abbastanza lungo, tranne sporadici charter non ci sono voli diretti tra Italia e Armenia occorre quindi prevedere uno scalo. Istanbul sarebbe l’hub più vicino e geograficamente più “logico” tra Europa e Yerevan ma i confini tra la Turchia e l’Armenia sono chiusi dal 1994 causa l’appoggio turco all’Azerbaijan durante la guerra per il Nagorno Karabash quindi occorre volare o verso nord su Mosca o Kiev o verso sud su Dubai o Doha, comunque attorno a mezzanotte sbarchiamo in aeroporto non occorrono visti si entra nel paese semplicemente esibendo il passaporto su cui viene messo un timbro all’ingresso e all’uscita. Ci attende il corrispondente dell’agenzia a cui ci siamo affidati, siamo un gruppo di dieci persone e un pulmino nuovo e pulito ci porta in città in circa trenta minuti, siamo all’hotel Silachi ottimo, vicino al centro, stanze ben arredate e attrezzate, wi fi a disposizione. Occorre dire in generale che qualche volta l’atteggiamento verso i turisti non corrisponde a quanto ci si può aspettare, emerge ancora un’anima “sovietica” e “statalistica” che si manifesta con puntigliosità ottuse e stranezze burocratiche.

28/07/2019 ci dirigiamo verso Echmiatsin cittadina a circa 20 chilometri da Yerevan, qui è la sede del Catholicos ovvero il capo della Chiesa Apostolica Armena, il monumento più importante è la cattedrale intestata alla Madre di Dio (Mayr Tachar) e considerata il centro spirituale del paese. La fondazione della chiesa risale al secolo IV ovvero al primo cristianesimo ma varie vicende storiche e distruzioni fanno si che quella che vediamo oggi è una costruzione del 1400/1600 all’interno ci sono in corso delle funzioni e rimaniamo stupiti del numero di sacerdoti impegnati, dalle suggestive cerimonie, dai cori e dalle profumate nuvole di incenso e di candele di cera grezza che accendono i fedeli

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