Armenia: un Paese ricco di storia, religione, religiosità, spiritualità

Uno spettacolare tour degli antichi monasteri di un Paese ancora da scoprire, immerso in uno scenario affascinante e suggestivo

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  • di 2perplesso
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 15
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Poi alle 12 con guida e bus facciamo il giro della città orientata a dare una introduzione alla storia e alla cultura armena. È una città a 1000 metri, il caldo è secco, si sta bene. Molti parchi e giardini, bei palazzi – soprattutto uffici pubblici - di tufo rosa. 70 anni di Urss hanno lasciato una impronta indelebile, ma molto è stato fatto ed oggi la capitale si presenta come una città europea. Visitiamo il Parco della Vittoria nella commemorazione dell’Armenia Sovietica per la partecipazione alla seconda guerra mondiale. Il parco è una distesa verde occupata prevalentemente da un bosco e nel parco sono ospitati un lago artificiale, la statua di madre Armenia (Mayr Hayastan) con il museo, un pittoresco luna park con una ruota panoramica, alcuni caffè e vari tavoli da biliardo all’aperto. La statua di Madre Armenia ha sostituito una statua di Stalin rimossa senza preavviso in una notte del 1967. La gigantesca statua di Madre Armenia, collocata su un alto podio, domina la città dall’alto di una piazza in stile tipicamente sovietico, con tanto di carri armati e jet posti su piedistalli all’estremità orientale del Parco. Dalla sommità si gode una vista estesissima su tutta la città e sull'Ararat.

Una fermata alla Cascade, costruita in marmo bianco, ma ci devo tornare perché è possibile salire sino alla parte più alta della costruzione osservando dall'alto il centro della città e godere delle opere esposte. Iniziò ad essere costruita nel 1970, ma quando cadde il Comunismo, tutto, dall'economia alla costruzione di questo monumento, cessò e le decine di fontane di "Cascade" smisero di funzionare. Nel 2000, Gerard Cafesjian, armeno/americano collezionista d'arte, ha contribuito economicamente per terminare l'opera e ha inoltre donato la scultura di un gatto nero dell'artista Botero.

Pranzo all’Ararat Hall, ristorante centrale con cucina tradizionale armena, bella preparazione e tutto saporito e perfetto. Anche il cuoco ci ha dato il benvenuto. È questo uno dei migliori ristoranti dove abbiamo mangiato, ma non so perché sono quasi tutti ubicati nel seminterrato.

Siamo andati quindi nella Cattedrale di S. Gregorio l’Illuminatore, la più grande chiesa Armena del mondo, la cui consacrazione nel 2001, ha coinciso con la celebrazione del 1700° anniversario dalla fondazione della Chiesa Armena e l’adozione del cristianesimo come religione di stato in Armenia. La Cattedrale è un complesso costituito da tre chiese con 1700 posti a sedere Nell’anno 2000, l’allora Papa Giovanni Paolo II consegnò al Catholicos Karekin II, Vescovo della Pastorale di Yerevan, la reliquia di San Gregorio, fino ad allora custodita a Napoli. La chiesa moderna è di forme semplici ma al tempo stesso eleganti e riprende la struttura della volta a costole incrociate dei manufatti medioevali. Pur essendo grande dà la sensazione di essere raccolta. Curioso anche vedere gli sposi tra tradizione e folclore.

E poi tutti liberi al Vernissage, o mercato delle Pulci, in centro di Yerevan, un colorito bazar che si tiene ogni sabato e domenica. Ma bisogna avere un occhio allenato, perchè è molto grande e ci sono molti stracci, molti souvenir, molti oggetti made in Cina. ma se si ha occhio si possono trovare delle cose veramente interessanti. “”Lì, due volte alla settimana, il paese si mette in vendita per sopravvivere: diodi, lampadine e chiodi allineati sul marciapiede come gemme sul panno di velluto di un gioielliere, ostentati uno per uno, lucidati, accarezzati. Ognuno espone la propria merce con il sorriso sulle labbra ed un inspiegabile, rassegnato distacco che rende i commerci locali molto diversi dalle concitate trattative levantine. Un tappeto antico passa di mano per cento dollari. Ma in negozio un chilo di pane costa l’equivalente di mezzo euro, un litro di benzina costa sessanta centesimi: come fa una famiglia a tirare avanti? "L’Armenia è un economic paradox", risponde un anziano commerciante.”” Nato come mostra-mercato d´arte 20 anni fa, in breve tempo si è ingrandito fino a diventare un mercato delle pulci, con l´artigianato armeno, dai ricami al legno, dalla bigiotteria agli strumenti musicali, ai CD di musica tradizionale

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Commenti
  1. AriArmenia
    , 27/4/2017 16:52
    Ciao Lindicina,

    Sono Stellina, guida turistica in Armenia. Ho l`esperienza da 7 anni.

    Vi auterei con piacere.

    Saluti,
  2. lindicina
    , 8/6/2015 11:18
    ciao, posso chiederti se hai i contati di questa guida, io ed un gruppo di amici vorremmo vistitare l'Armenia quest'estate.

    grazie mille

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