In Armenia a zonzo con la nostra bambina

Viaggio on the road in Armenia con la piccola Matilde, 1200 chilometri da nord a sud in auto

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  • di IL_Luca_74
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Premessa

L’Armenia è un Paese affascinante, ricco di storia antica e recente, sicuro e rilassante, popolato da gente cordiale, disponibile e straordinariamente premurosa ed affettuosa con i bambini. Si può girare tranquillamente con l’auto a noleggio e, fatta eccezione per alcune zone di montagna, non ci sono problemi per trovare alloggio e vitto anche all’ultimo momento. L’unico aspetto un po’ fastidioso del viaggio è l’orario del volo Alitalia A/R per Yerevan, con arrivi e ripartenze nel cuore della notte, dovuti probabilmente a questioni di coincidenze con i voli in arrivo a Roma la sera e in ripartenza da Roma la mattina. Ma basta una buona organizzazione sul da farsi a Yerevan nelle primissime ore del primo giorno e nelle ultime ore prima della partenza e il gioco è fatto. Quello che segue è il resoconto di un viaggio itinerante in Armenia fatto da Matilde (di poco meno di due anni), mamma e papà, dal 26 aprile al 4 maggio 2013. In totale abbiamo percorso quasi 1200 km con l’auto a noleggio, pernottando in B&B e piccoli Hotel.

Partenza

Il volo da Roma a Yerevan dura quattro ore, si atterra nel cuore della notte e ad accoglierci ci sono le scritte di benvenuto in armeno e inglese lungo il finger di collegamento al bel aeroporto moderno recentemente ristrutturato.

Dopo i consueti ma rapidi formalismi di controllo passaporto e scansione delle impronte digitali di un paio di dita a testa (tranne quelle di Matilde), usciamo nel salone degli arrivi, e subito spicca il cartello col mio nome sorretto da un assonnato commesso della compagnia di autonoleggio locale a cui si appoggia la Hertz. Un rapido saluto e il ragazzo ci accompagna all’esterno per la consegna dell’auto che visto l’orario e gli uffici chiusi, avviene sulla banchina di carcio/scarico bagagli dei passeggeri in arrivo, praticamente vuota a quell’ora. Il ragazzo parla in inglese molto bene (cosa a cui è meglio non fare affidamento durante il resto del viaggio) e ci consegna un’auto di categoria superiore a quella prenotata, a pari prezzo. Avevamo chiesto una Nissan X-trail (4X4 e 4 porte per via delle strade armene e del seggiolino di Matilde) e ci consegna una KIA Sportage automatica con la quale ci siamo trovate molto bene (anche se da sola ci è costata più di tutto il resto del viaggio). Su consiglio di chi era già stato in Armenia ho chiesto l’assicurazione completa, in totale 600€ per sette giorni di noleggio. E’ tanto, ma sapevamo di doverci passare tante ore macinando parecchi km. Pronti via, il tempo di scoprire che il freno a mano è a pedale, e Vanina e Matilde si sono già addormentate, così le prime due ore e mezza del viaggio in Armenia le trascorro raggiungendo il centro città di Yerevan (una quindicina di minuti lungo una strada fiancheggiata da casinò scintillanti) e girovagando a caso sperando di trovare il B&B che avevo prenotato e del quale stranamente non avevo l’indirizzo (nella mail di conferma che avevo stampato mancava solo quello). Poco male, la città era praticamente deserta, piacevole da scoprire, solo qualche auto della polizia e pochi altri. Quasi subito albeggia, alle sei è già giorno. La città appare come un misto tra una città europea moderna (il centro) con palesi “intrusioni” sovietiche (palazzoni, monumenti, statue…) e un non so che di trasandato asiatico (la cinta esterna e le strade che escono verso la campagna ricordano le vie di Nuova Deli). Molto pulita e popolata da un’eterogenea collezione di auto che va dalle onnipresenti Lada Niva (rigorosamente bianche) alle berline giapponesi, dalle vecchie e pesanti auto sovietiche dei funzionari di partito agli ultimi modelli di Cayenne e RangeRover, tutte con vetri rigorosamente oscurati.

Quando alle sette Vanina prima, e poco dopo Matilde, si svegliano è ora di trovare il B&B così parcheggiamo davanti a un locale con il logo WiFi in vetrina e connettendoci con cellulare scopriamo che il B&B Anahit Stephenson si trova a due passi, vicino all’Opera, zona centrale e molto comoda per i ristoranti, parchi, scivoli e altalene. Lo raggiungiamo in un attimo

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Commenti
  1. IL_Luca_74
    , 10/6/2013 13:22
    I numeri che vedete tra parentesi fanno riferimento ad altrettante fotografie che non sono riuscito a mettere sul sito, se mi contattate ve le metto a disposizione.
    Luca

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