Buenos Aires, Cascate Iguazù e NOA

Tre numero perfetto. Asfalto, acqua e terra

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  • di Debora e Luca
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

DOMENICA 23

Volo Ba Salta - Ritiro auto - Apart Hotel Marilian

Pranzo al City Bar e visita al MAAM, passeggio per la città, cena Asado al Terraza Grill

LUNEDÌ 24

Partenza alle 7 per Purmamarca, Cierro de 7 colores, arrivo alle 14 a Humauhaca, un’ora per Hornocal, Tilcara e ritorno a Purmamarca. Cena La Posta.

MARTEDÌ 25

Cierro, Salinas Grande (1h di strada), rientro a Salta alle 18.

Salta la Linda la domenica può essere chiamata Salta la Sonnacchiosa. Fa molto caldo, oltre 30°, quindi nel pomeriggio ci sono poche persone in giro. Il MAAM, Museo di Alta Montagna, ci affascina: la cultura e le usanze del passato in connubio con la tecnologia del futuro. In questo museo è conservata la più “alta” scoperta archeologica del mondo e cioè i tre bambini mummificati, sacrificati in base al rito Inca, ritrovati sul Vulcano Llullaillaco a 6.739 metri di altezza. Si tratta di una bambina di 6 (La nina del Mayo) con i capelli divisi in due trecce, una ragazza adolescente (la doncella) con il volto dipinto di pigmenti rossi e un bimbo di 7 anni (el nino) che indossa un ornamento di piume che gli copre il volto. Tutti e tre vissero intorno al 1490 e sono stati ritrovati integri 500 anni dopo. Ora, dopo anni di studi, sono esposti al pubblico, uno per volta, in una speciale teca refrigerata. La conservazione della "doncella" è stupefacente: la definizione delle labbra, i denti completamente intatti, la pelle, ci lasciano a bocca aperta. Il mantenimento avviene con la tecnica della criotecnologia. Da Salta a Purmamarca servono ca. 2h30, si cominciano a vedere le prime montagne colorate e qui per noi inizia il vero viaggio. #Coloreèvita è il mio hasthtag preferito.

Le strade sabbiose, il mercato artigianale, il sole splendente, il cielo pulito e il cierro de 7 colores imponente ne sono la dimostrazione. Da Purmamarca ci spostiamo verso Humahuaca. Il sole ci grazia la mattina e poi le classiche nuvole pomeridiane di alta montagna fanno capolino e coprono lo zigzag colorato di missoniana memoria. Il tipico tessuto dello stilista italiano è infatti quello che mi ricordano queste cime a 4.200 metri. La Quebrada de Humahuacae l’Hornocal sono uno dei simboli del NOA, il Nord Ovest Argentina, poco conosciuto, poco visitato, molto amato da chi ci si avvicina la prima volta. Montagne meravigliose, panorami pazzeschi che i nostri scatti non riescono ad immortalare in modo veritiero. Il mercato tipico della piazza di Humahuaca è simile a tanti altri mercati sudamericani con merce "industriale". Alle 19 siamo di ritorno all’Hostal Inti Kay, spartano, essenziale ma pulito. La colazione del giorno dopo è con biscotti e pane fresco della vicina panaderia. Il secondo giorno è dedicato a Salinas Grande ad un’ora di auto attraverso la RN52 che porta verso Susques ed il confine cileno. Si sale a oltre 4000 metri, attraverso la Cuesta de Lipan. Voto 5 stelle a questa Ruta National e infatti a noi ne servono due di ore anche perché ci imbattiamo lungo la strada in molti lama, che sono sempre uno spettacolo. Si lasciano avvicinare perché sono animali domestici come l’alpaca; guanaco e vigogna sono gli altri due camelidi andini, selvatici però. La grande salina è bella, bellissima, particolare con le sue vasche di acque azzurre, bianca nelle zone centrali con i classici esagoni. Tuttavia noi 7 anni fa per visitare le Ande siamo partiti dal top, cioè dalla Bolivia e dal Salar de Uyuni ed i confronti sono inevitabilmente perdenti

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