Buenos Aires, Cascate Iguazù e NOA

Tre numero perfetto. Asfalto, acqua e terra

  • di Debora e Luca
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Tre, numero perfetto. In ca. 3000 km c’è un concentrato di diversità. Ambienti, clima, persone, animali e colori. Cosa si può volere di più in un unico viaggio? Grazie Argentina.

GIOVEDÌ 20 SETTEMBRE

Venezia/Madrid/San Paolo/BA con Latam

Hotel Merit San Telmo - Trasferimento in bus con Tienda Leon

Giro turistico della città con bus aperto (3h 20m) con sistema sali/scendi. Sosta al quartiere Boca per il Caminito

BA si presenta subito come un cantiere aperto, lavori in corso ovunque. E’ una città enorme, 48 quartieri dove li trovi? Con poco tempo a disposizione scegliamo la strada del bus turistico aperto. Il giro ti dà una visione d’insieme ed una sensazione di caos di veicoli a motore (tantissimi bus pubblici) ma anche di grandissimi spazi verdi. Ci sono parchi ovunque. Già verso il tramonto scendiamo a La Boca verso il Caminito, un mix di colori, profumi, caricature, musica… di tutto! Artigianato poco, cianfrusaglie si ma simpatiche! Il rientro verso Puerto Madero e Palermo avviene quasi al buio ma con molto fascino.

È un modo nuovo per vedere una città, non lo avevamo mai fatto ma lo rifaremo. Si colgono prospettive diverse dal secondo piano e ne vale la pena.

SABATO 22

Casa Rosada - Teatro Colon a piedi - Calle Florida pedonale - Puerto Madero Ponte de la Mujere a piedi - Giardini giapponesi in metro - Tango show

Il sabato la città si trasforma, come tutte le metropoli. Si abbassa il volume, si rallentano i ritmi, si può camminare nel centro con il naso all'insù. I palazzi storici sono molti, con diversi stili architettonici, anneriti da uno smog potente. La prima destinazione è quella “mancata”: la visita alla Casa Rosada, che si può fare solo il sabato, va prenotata con 15 giorni di anticipo per consentire i controlli preliminari... e noi ce ne siamo dimenticati. La seconda istituzione della capitale è il Teatro Colon, sobrio nella sua maestosa facciata, sfarzoso nei suoi interni. Ma quanta Italia c’è là dentro? L’architetto Francesco Tamburini fu il primo a seguire l’inizio della costruzione nel 1889, i marmi sono tutti tricolore, rosa Siena, bianco Carrara e rosso Verona... e questa sera c’è la prima del balletto Romeo & Juliet... orgogliosi di essere veronesi. La nostra sfida ai km a piedi è appena iniziata quindi ci facciamo tutte le vie pedonali di Calle Florida, ricca di negozi di bassa fascia; non sono certo qui le grandi firme ma la vita dello shopping del sabato della gente normale quella si. Il Ponte de la Mujere di Calatrava ci incuriosisce, ne abbiamo viste altre di sue opere, in primis ovviamente Venezia. Purtroppo lo troviamo aperto, in una giornata che volge verso il nuvoloso, minaccioso di tempesta, quindi perde totalmente il suo fascino. Con la metro andiamo a nord verso Palermo e i suoi grandi spazi verdi, il giardino giapponese, con le splendide azalee già in fiore per l’inizio della primavera. Ultima tappa della giornata al Caffè Tortoni, appunto per un caffè… 30 persone in coda, come avevamo già visto il giorno prima dal bus. Pazienza, lo vedremo sul web. Arriva la mia serata tango argentino, quella tanto desiderata. Un’amica di BA ci ha prenotato cena, show e trasporto da/per hotel. Io pensavo a qualcosa di più intimo, in qualche via nascosta, in mezzo ad argentini appassionati e accalorati. Invece ci troviamo da Esquina Homero Manzi in una sala da 200 persone, con menù fisso ma in una posizione eccellente. Penso ok, prendiamo quello che viene, sarà uno spettacolo modesto da turisti e invece ecco la sorpresa. 4 eccellenti coppie di ballerini si alternano sul palco, soli o anche tutti insieme, scintillanti costumi, cantante di effetto e musicisti fantastici

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