Nordovest argentino

di Matusca Pescini - pubblicato il

Vedo che in generale il nordovest argentino non é conosciuto e vale realmente la pena visitarlo.

Da Salta a jujuy e da Jujuy a Humahuaca (30 km dalla Bolivia). E' un cammino incassato nelle Ande: le montagne assumono vari colori, si va dal verde al celeste, al grigio, al rosa, al rosso, con una vegetazione di pioppi, cactus e salici piangenti. Ma il massimo é Purmamarca, paesino coloniale ai piedi di una collina di sette colori.

Da Salta si puó fare il giro delle valli calchaquies (diaguitas, questo era il nome originario dei calchaquíes), con una natura incontaminata con paesini non ancora guastati dal turismo. Andando si arriva fino alle rovine di Quilmes, rovine incaiche. Si scende e si arriva a Tafí del Valle con i Menhir.

Si passa per la selva tucumana e si arriva alla cittá. Da lí si va, passando per una sierra, a Catamarca. Da questa cittá si puó arrivare alla puna preandina o scendere alla Rioja, una provincia spettacolare tutta rossa e selvaggia. Qua c'é il parco nazionale di Talampaya dove le rocce hanno assunto le forme piú strane.

Poco lontano c'é il Valle della Luna, dove si possono vedere le varie fasi della vita della terra. E' una esperienza veramente unica, dove si é a contatto con la natura, e con la cultura di antiche popolazioni indie (in Argentina ci sono piú indios di quel che si creda) e dove si scopre che il paese ha una ricchezza musicale incredibile (piú di tanti altri paesi, chissá piú anche del Brasile).

La spesa oggi come oggi é modica per via della svalutazione del pesos e si scoprirá che l'argentino é un popolo cordiale e gentile. L' artigianato puó competere con quello peruviano e messicano.

Matusca Pescini

di Matusca Pescini - pubblicato il